L'India che ascolta l'America in crisi PDF Stampa E-mail
L'India tra noi e per noi - India e Occidente

Dopo tre squilli, la persona risponde: " Salve Phil, come va oggi? " Phil è un americano della costa Ovest, un consumatore coperto di debiti e chi lo sta chiamando è un Indiano di 25 anni.

di Frédéric Bobin

Mayank, 25 anni,  è chiuso nel suo box tra i molti all'interno di una grande sala, ove rimbomba una strana cacofonia: " Salve Margaret, come sta oggi?", "Buongiorno Peter, come sta?", "Salve Maria, come andiamo oggi?"

Atteggiamento rilassato, quello di Mayank - jeans, sneakers e camicia a righe gialle e blu - e sfoggia un impeccabile accento americano. Si fa chiamare Mike e dunque Phil lo prende per un compatriota. Con voce morbida e ben studiata, Mayank-Mike si informa sull'umore del suo interlocutore, mentre sul suo schermo di Pc scorrono tutti i dati finianziari di Phil: debiti, rate pagate, entrate. Phil è da tempo un cattivo pagatore. Ha un debito di circa mille Dollari su di una carta di credito e Mayank-Mike si informa su come pensa di coprirlo. " Ho fatto un primo versamento giovedì scorso" risponde Phil. " Perfetto, verificheremo; ci sentiamo la settimana prossima, grazie e a presto" conclude Mayank-Mike.

 

Sono circa 400 i giovani indiani - la maggior parte ha meno di 30 anni - che occupano i 5 piani della sede della Encore Capital Group, situata nel cuore di Gurgaon, la nuova città satellite cresciuta fuori New Delhi, dove gli scintillanti edifici della Nuova India sorgono tra i molti cantieri ancora aperti. Encore Capital Group-India è una filiale di una società americana di recupero crediti con centrale a San Diego, California. Opera come un Call Center, settore fiorente in India, dove moltissime società occidentali hanno delocalizzato i loro centri servizi, approfittando di una manodopera colta, anglofona e a buon mercato.

Ma mentre i Call Centers legati al sitema finanziario americano stanno soffrendo crudelmente la crisi, i cacciatori di debiti, come la Encore Capital Group, prosperano sulla confusione generale. " Può sembrare triste dire una cosa così, ma questo momento è per noi estremamente eccitante" riconosce Manu Rikkye, il direttore della filiale indiana di Encore Capital Group.

La casa madre di San Diego ha rilevato a poco prezzo mazzi di fatture non pagate dai creditori più vari, soprattutto quelle da carta di credito, e adesso tocca a loro recuperare quei crediti, i loro crediti. Specializzata nel settore dei debiti piuttosto maturi ( da 12 mesi a 7 anni ) la Encore Capital Group si attiva così nel cuore dell'iperindebitamento delle famiglie, proprio quello che ha scatenato l'attuale tempesta economica internazionale. Una finestra con vista privilegiata sulla deriva della società americana.

"Sono qui per aiutarla!" Quante volte avrà pronunciato Mayank-Mike questa zuccherosa formula? Non lo sa più. Sicuramente ad ogni chiamata, perchè quella è la consegna: mostrarsi affabile, gentile, pieno di sollecitudine. Si è ben lontani dallo stereotipo del gorilla rude e minaccioso. " Storicamente il nostro mestiere gode di cattiva fama" sottolinea  Manu Rikkye " eravamo quelli che tormentavano con brutalità i cattivi pagatori. Il nostro metodo è completamente differente. L'idea è quella di instaurare una partnership coi debitori, di offrire loro soluzioni piuttosto che quella di farli sentire colpevoli. "

Metodo efficace, più che filantropico: il consumatore, messo a suo agio, finisce per fare almeno un gesto, un versamento anche minimo. Prigioniero della sua disgrazia, si è rinchiuso nel rifiuto. Ma messo di fronte a un consigliere che gli suggerisce gentilmente un'alternativa -  Queste sono le sue entrate, ecco l'ammontare che le propongo: perchè non versare 25 dollari mensili per 3 anni? - può lasciarsi convincere. E per l'abile consigliere, che ottiene una commissione, è tutto guadagno.

Gli agenti indiani di Encore Capital Group sono infatti pagati a risultato ottenuto. Possono triplicare o anche quadrupicare il loro salario base, che si aggira tra i 232 e i 308 Euro al mese ( da 15mila a 20mila rupie ). Ma per arrivarci quanta ingratitudine, quanti sforzi vani, quante chiamate a vuoto o che terminano dentro a una segreteria telefonica.. Dalle 18 alle 3 del mattino - orario obbligatorio, in armonia col fuso orario americano, un agente fa in media 500 chiamate, ma ottiene un massimo di 5 -7 contatti. La conversazione ottenuta poi può essere tanto secca quanto breve.

Lunghi e lucenti capelli neri, occhi a mandorla, Dawa non ci rimane nemmeno più male. Quella sera era riuscita finalmente a contattare Maggie. Dopo il rituale " Salve Maggie, come sta? " la ragazza originaria di Darjeeling, che si presenta al telefono come Debbie, ha domandato " Posso suggerirle una soluzione?" " Non posso fare nulla, sono nel mezzo di una grave crisi", ha risposto Maggie prima di riattaccarle il telefono in faccia. Dawa-Debbie ha continuato a masticare il suo chewing gum, impassibile, mentre componeva un nuovo numero.

Ma la pazienza a volte paga " Bisogna lasciare che la gente si sfoghi, al telefono" spiega Himesh Justa, uno dei quadri all'interno della filiale " E' il primo passo per poter poi tessere una relazione di fiducia". Durante lo scambio, a volte si creano delle sincere amicizie telefoniche che possono finire per avvicinare l'Americano e l'Indiano attraverso i continenti. Vishal, in completo giallo, ha conquistato così la lealtà di uno dei suoi debitori: un chiacchierone che si era appassionato alla società indiana e che era rimasto molto impressionato dal caso di una studentessa di Calcutta assassinata da un compagno di scuola al quale lei aveva rifiutato di prestare il suo I-Pod. " Mi chiamava spesso o mi lasciava dei messaggi, perchè voleva parlarne - ricorda Vishal - La sua teoria era che le nuove tecnologie stanno facendo imputridire la gioventù e il mondo.

Nithim Gandhi è finito persino a parlare di Dio e della Bibbia, con una delle sue interlocutrici che, dopo una crisi di pianto, si era confidata sul senso della vita. " Mi ha consigliato di leggere Novanta minuti in Paradiso, di Don Piper, un libro sull'esperienza della morte temporanea, racconta Nithim. " L'ho comprato e mi è piaciuto moltissimo."

Questi giovani Indiani non escono indenni dal contatto quotidiano con l'America sconfitta, dall'immersione nelle acque agitate dell'Occidente consumista. Un' avanguardia del Sud del mondo, conquistatore e ora al capezzale di un Nord malato, e che gli proporziona soluzioni finanziarie e conforto psicologico. Non li divorerà per caso la tentazione di impiegare dell'irridente ironia? " L'indebitamento è una questione universale, non è un problema solo degli Stati Uniti" relativizza Vishal. "Anche in India c'è molta gente con l'acqua alla gola."

" Si tratta di una generazione che è cresciuta esposta all'influenza occidentale" chiarisce M. Rikkye. "Questi giovani provano piuttosto simpatia per i consumatori americani indebitati. Vivono un modello consumistico analogo - appartamento, macchina, vacanze - e sanno che potrebbero facilmente finire a trovarsi negli stessi guai, in caso di un imprevisto incidente economico."

I Call Center, insospettabili crogiuoli del villaggio globale, sono incroci dove il Nord e il Sud si parlano, piuttosto che guardarsi in cagnesco.

 

Liberamente tradotto da Le Monde

 
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