Fatehpur Sikri PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Nord

La Città della Vittoria, a 35 Km da Agra, fu costruita da Akbar perchè divenisse la nuova capitale dell'impero Moghul ed é oggi giustamente una delle principali attrazioni architettoniche indiane.

Buland darwazaIl luogo ove sorse Fatehpur Sikri, una bassa collina alle propaggini della catena dei monti Vindhya, godeva da tempo della reputazione di luogo ricco di auspici favorevoli. Il nonno di Akbar e fondatore della dinastia Moghul, Babur, aveva sconfitto qui le forze Rajput del Mewar. Aveva così battezzato la località Shikri, grazie. Ai tempi di Akbar la località era abitata da scalpellini e tagliatori di pietre, ma vi risiedeva anche un mistico e astrologo musulmano, appartenente alla corrente del Sufismo, e destinato all'eterna venerazione in India, lo Sceicco Salim Chishti.

Nel 1568 Akbar si recò dal saggio, già allora considerato santo, per chiedere la grazia di un erede, che nonostante le numerose mogli non riusciva ad ottenere. Lo Sceicco lo confortò e gli predisse che avrebbe presto avuto un figlio. Il 30 Agosto del 1569 una delle sue mogli, una pricipessa Rajput, partorì un figlio maschio, il primo di tre, che fu chiamato Salim in onore al saggio e che sarà poi imperatore col nome di Jahangir. Due anni dopo Akbar decise di trasportare la capitale nel luogo della predizione. Naturalmente in realtà le ragioni per una simile decisione furono soprattutto strategiche; avvicinava il fulcro dell'impero al Gujarat, che Akbar voleva conquistare per i ricchissimi commerci marittimi con le terre arabe che le sue coste proporzionavano.

Anup TalaoAll'inizio del 1571 iniziarono i lavori, che proseguirono durante circa 15 anni. Nel 1576 il Gujarat venne conquistato e fu allora che il luogo assunse il nome di Fatehpur, fateh, vittoria pur, città. Akbar vi trasferì la corte ma improvvisamente, nel 1586, abbandonò la sua nuova capitale per sempre. Le ragioni non sono state totalmente chiarite. Si è suggerita una grave carenza idrica, come possibile motivo, ma la spiegazione più plausibile è quella che indica la necessità di Akbar di spostare nuovamente la sua centrale operativa, per fronteggiare questa volta la guerra contro Kabul, odierno Afghanisthan, che conquistò nel 1585 e Kandahar, che cadde nel 1595. Dopo la partenza della corte di Akbar, la città venne abitata solo saltuariamente nei secoli successivi; all'inizio del XVII secolo venne utilizzata come residenza di alcune regine madri, nel 1619 Jahangir vi si accampò per qualche mese, in attesa dello spegnersi di una epidemia ad Agra, e qui venne incoronato, 90 anni dopo, Muhammad Shah; fino all'iniziativa di Lord Curzon, Vicerè britannico dal 1898 al 1905, che ne sponsorizzò il restauro.

Dettagli di decorazioni

Non vi sono grandi viali o edifici che fungano da punto di riferimento a Fatehpur Sikri; si tratta di un continuo cambio di ambienti e di visioni, corte dopo corte, con pochi palazzi isolati in una rete di costruzioni, slarghi e scorci mirabili. Quasi perfettamente conservata, questa città restituisce appieno la visione dello stile di vita Moghul all'apice del loro potere. La città fu progettata secondo principi persiani, ma costruita e decorata secondo modelli indiani che sviluppano eclettici ed eleganti motivi.

La città si può dividere in due parti: la zona del palazzo e quella della moschea.

La zona palatina a sua volta può essere suddivisa in:

  • edifici amministrativi
  • quartieri privati dell' imperatore
  • l'Harem

Le zone amministrative, nella zona Est, sono connesse per mezzo di cortili ai quartieri dell'imperatore e alla città, mentre quella dell'harem è raggiungibile dalla zona imperiale attraverso corridoi schermati e che escludevano qualunque contatto estreno. La zona palatina è circondata da una serie di edifici di servizio e della corte, come aree comuni, laboratori, case dei nobili, mercati, caravanserragli etc. il tutto racchiuso nella cinta muraria.

Pachisi boardSi entra dall'Agra Gate, tra due torri, e si trova sulla destra il padiglione di Tansen, il celebre musicista di corte, seguito poco oltre da altri edifici, alcuni dei quali in rovina, e dalla spianata del palazzo. Proseguendo sulla strada in salita, si entra nella zona palatina vera e propria. Nel centro della piazza, dietro a un semplice trono, si trova il Chaupar o Pachisi Board; si tratta di una specie di gigantesca scacchiera un tempo animata da pedine viventi: giovani schiave e cortigiane vestite di giallo, rosso o blu si muovevano sulle caselle secondo una variante degli scacchi evoluto in un gioco da tavolo tuttora popolarissimo in Spagna, il Parchìs.

Diwan i khas, internoIl Diwan i Am è il cortile delle grandi udienze pubbliche: la loggia reale, sul fronte Ovest è racchiusa da bellissimi jalis, schermi in pietra traforata. A destra, si trova il Diwan i Khas, palazzo delle udienze private, a due piani con edicole agli angoli, dove l'imperatore usava intrattenersi coi saggi e i sapienti di ogni credo e provenienza in lunghe conversazioni teologiche, alla ricerca di una possibile sintesi universale. Al centro, una colonna magnifica, nella quale si fondono elementi decorativi di tutte le religioni dell'impero e che sostiene 36 mensole sovrapposte a volute, sulle quali poggia un balcone circolare da cui si irradiano quattro passerelle.

Oltre la Pachisi Board sorge il Padiglione della Sultana turca, magione privata destinata secondo la tradizione a una favorita di Akbar, Ruqayya Begum, con balconi su ogni lato e squisite decorazioni. A Sud, oltre la corte con al centro l'Anup Talao, una scenografica piattaforma cinta da una vasca connessa alla piazza da 4 passerelle, probabilmente utilizzata per ospitare musicisti e danzatori, si trova il Dawlathkhana i Khas, l'edificio che ospitava le stanze private dell'imperatore: due ambienti al piano terra - camera da letto e biblioteca - e uno a quello superiore, con una finestra a Sud, dalla quale il sovrano si mostrava al popolo ogni mattina.

Panch MahalA Ovest del cortile sorge il Panch Mahal, un padiglione piramidale a quattro ordini più chattri finale e aperto ai venti, costituito esclusivamente da pilastri intagliati disposti su cinque livelli, ognuno per estensione minore del precedente. Alle spalle di questo, verso Sud si trova la Sunhara Makan, la casa della moglie cristiana di Akbar, con pareti affrescate all'interno. Il palazzo Jodha Bai fu invece la residenza della sua omonima regina rajput, madre del famoso e tanto atteso erede di Akbar - ma la sua vera identità rimane controversa - fornito anche di cucina privata per rispettarne i tabù alimentari. Occupava un'ala dello spazioso palazzo centrale, Raniwas, protetta dalle alte mura e sul lato Nord del quale sorge lo Hawa Mahal, il palazzo dei venti, con bellissime jalis che si affacciano sul giardino. Oltre questo complesso sorge il palazzo di Birbal, primo ministro di Akbar, uno degli edifici più sfarzosi della città in stile indo-islamico, a due piani, con cupole e terrazze e di fronte al quale si trovano le scuderie dei cammelli.

La zona della moschea

Mausoleo di Salim ChishtiLasciando il Palazzo reale, si procede verso la zona sacra della città. Il luogo di culto più antico è la moschea dei tagliatori di pietra, a Ovest della grande moschea, la Jami Masjid. Akbar usava la Badshahi Darwaza, la porta del re, per accedere alla moschea, una delle più grandi dell'India, con una capienza di circa 10.000 fedeli in preghiera. Fu costruita seguendo il modello di una moschea di Samarcanda (odierno Uzbekisthan) e a dispetto dell'aspetto austero esterno, all'interno si rivela altamente ed elegantemente decorata, con motivi ornamentali spesso di chiara ispirazione hindu-jain.

Chishti, dettaglioIl capolavoro dell'area è però il mausoleo di Salim Chishti, che domina la metà Nord del cortile ed è fronteggiato da una vasca. Marmo bianco scintillante, sostegni a serpentina in stile del Gujarat, jalis, pilastri scolpiti e pizzo di marmo per un luogo venerato dagli Indiani di ogni religione e che da secoli si prostrano qui in preghiera legando gugliate di filo ai trafori del marmo, nella speranza di ottenere dal santo, anche loro come Akbar, la grazia di un erede.

La parete meridionale della grande corte è dominata dalla Buland Darwaza, la porta trionfale costruita per celebrare la vittoria in Gujarat, capolavoro dell'architettura moghul e in seguito modello per molte altre costruzioni monumentali. Preceduta da un'irta e ampia scalinata, dall'esterno offre una visone davvero imponente, generalmente la prima che si presenta al visitatore appena giunto al sito. La sua volta a soffitto è decorata con sciami di api e sulla parete di destra, forse per riequilibrare l'orgoglio terreno comprensibilmente suscitato dalla maestosità del luogo, un'iscrizione coranica saggiamente recita: Gesù, figlio di Maria - la pace sia con lui - disse: "Il mondo non è che una passerella: attraversala senza costruirci sopra la tua casa."

 

 
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