Babur e l'artiglieria PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Cenni di Storia

L'artiglieria mobile di Babur, che conquistò il subcontinente indiano fondando l'Impero Moghul, fu per l'India una stupefacente innovazione.

Babur Originario della regione di confine situata tra l'impero persiano e le tribù nomadi del Nord, principe ereditario del regno di Ferghana, discendente di Tamerlano da parte di madre ma di padre turco, Zahir ud-Din Muhammad, in seguito noto come Babur, Tigre in Mongolo, nacque nell'odierno Uzbekistan nel 1483. Influenzato tanto dalla cultura persiana quanto dallo spirito marziale dei suoi avversari settentrionali, trascorse la prima gioventù da un lato componendo poemi e dall'altro apprendendo proprio dagli Uzbeki la strategia e le tattiche militari che successivamente lo avrebbero aiutato a conquistare l'Hindustan. Una volta asceso al trono, il crescente potere di quelle bellicose tribù lo costrinse infatti a spingersi verso Est, lasciando il proprio regno e conquistando l'Afghanistan, da dove compì diverse incursioni in India prima di lanciarsi nella grande campagna da cui avrebbe avuto infine origine l'impero Moghul.

I suoi successi militari furono determinati soprattutto dall'uso delle armi da fuoco e dell'artiglieria, che i Turchi avevano importato in Asia dall'Occidente dopo la conquista di Costantinopoli (1453) e che Babur seppe combinare al meglio con la strategia militare di cavalleria appresa dagli Uzbeki. Il fatto è ancora più sorprendente se si considera che le armi da fuoco gli erano in principio ovviamente del tutto sconosciute e che fosse stato egli stesso addestrato come abilissimo arciere a cavallo. Nonostante ciò Babur non solo comprese immediatamente le potenzialità delle nuove armi, ma riuscì anche a concepire una strategia bellica che le integrasse al meglio con quella tradizionale, fondata appunto sulla cavalleria.

Quando nel 1519 assediò la fortezza di Bajaur, lungo il confine nord-occidentale dell'Hindustan nell'odierno Pakistan, la comparsa dei moschetti nelle mani del suo esercitò causò ilarità tra i difensori della fortezza, come Babur stesso riporta nelle sue memorie, BaburNama: cessarono però ben presto di divertirsi quando, decimati dai suoi tiratori, dovettero battere in ritirata abbandonando la postazione al nemico. Sette anni dopo, nel 1526, Babur si scontrò con il grande esercito di Ibrahim Lodhi, Sultano di Delhi, nella prima battaglia di Panipat, odierno Haryana. Le forze del Sultano erano 10 volte superiori a quelle di Babur, che tuttavia dispiegò con cura la sua artiglieria sul campo di battaglia avendo alla fine la meglio: quella leggera fu infatti posta dietro piccoli bastioni, i cannoni furono legati l'un l'altro con lunghe cinghie di cuoio, cosicchè la cavalleria nemica non potesse oltrepassarli, mentre tiratori armati di moschetto bersagliavano gli incursori. L'esercito del Sultano, composto da migliaia di elefanti da guerra, fanteria e cavalleria, trovò così la strada totalmente sbarrata, mentre gli agilissimi arcieri a cavallo di Babur oltrepassavano le linee nemiche e, alla maniera degli Uzbeki, attaccavano poi alle spalle la pesante armata. Le forze del Sultano, tra la pioggia di frecce e il fuoco dei cannoni, furono sconfitte nel giro di poche ore, lasciando sul campo il Sultano stesso, 

Poco tempo dopo, nella battaglia di Khanwa del 1527, Babur ripetè a Ovest di Agra l'impresa, questa volta in un conflitto contro la coalizione hindu-musulmana guidata dal Rana Sangha del Mewar, Rajasthan sud-orientale, ultimo ostacolo alla sua conquista dell'Hindustan. Durante lo scontro, Babur riuscì a conferire alla sua artiglieria un'apparenza ancora più spaventosa attraverso un espediente psicologico: alternando cioè finti cannoni in legno a quelli veri e a farne avanzare compatta l'intera schiera durante tutta la battaglia. Da tempo si conoscevano in India grandi cannoni usati nell'assedio delle fortezze, introdotti dai Mongoli durante le loro incursioni nella regione e obbligando di conseguenza i Sultani di Delhi ad adeguare le loro fortificazioni, ma l'artiglieria leggera da campo e i moschetti erano sconosciuti agli Indiani e diedero così a Babur un decisivo vantaggio sugli avversari, aprendo così le porte all'impero Moghul da lui fondato.

 

 

 
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