L'Arthashastra di Kautilya PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Letture consigliate

Al leggendario ministro e consigliere del re Chandragupta Maurya, Kautilya, è attribuito il capolavoro noto come Arthashastra, un esaustivo e pionieristico trattato di Scienze politiche e non solo.

arthashastraA Kautilya, vissuto in India sul finire del IV secolo a.C., contemporaneo di Aristotele, è attribuito un celebre trattato sull'arte del governare, sulla politica economica e sulla strategia politica. Più probabilmente il testo a noi giunto potrebbe essere frutto di una compilazione posteriore ad opera dei discepoli di questa figura semi-leggendaria, nota anche come Vishnugupta Chanakya. Identificato dalla tradizione col Primo ministro del re Chandragupta della dinastia Maurya, nonno di Ashoka il Grande, fu probabilmente un brahmano di Taxila, mentre altre leggende lo raccontano come nativo del Kerala. Questa antica opera non fu mai dimenticata in India e venne continuamente citata in opere posteriori, ma il testo originale fu considerato perduto fino alla scoperta nel 1905, da parte di Rudrapatna Shamashastry dell'Oriental Research Institute di Mysore, di una versione completa su foglia di palma risalente al 1500 c.a in caratteri Grantha, un alfabeto derivato nel sud dell'India dalla scrittura Brahmi verso il VI sec. d.C.

Il titolo del trattato, Arthashastra, tradotto dal sanscrito potrebbe rendersi con l'espressione "istruzioni sulla prosperità materiale" o, più semplicemente, "economia politica". Tanto Kautilya quanto il capolavoro a lui attribuito vengono spesso indicati come maestro e fonte della più classica mancanza di scrupoli in politica, del potere immorale e non etico, paladino del fine che giustifica i mezzi, con lo stesso ruolo che occupano Machiavelli e il suo Principe nella tradizione occidentale. Il nome di Chanakya viene infatti declinato in India con lo stesso significato che si dà in Italiano a machiavellico. La teoria che ha fatto breccia e che ha prodotto questa ingiusta nomea, è la teoria che nell'Arthashastra viene definita del mandala: ogni Stato confinante è nemico, ed il nemico del mio nemico è mio amico.

Come in un disegno geometrico con al centro l'impero Maurya, così si collocano le auspicabili alleanze. In realtà questa visione è non solo riduttiva ma anche falsa; l'Arthashastra è un trattato la cui ampiezza e profondità non possono essere sottovalutate, è un lavoro assolutamente pionieristico nel campo del governo degli Stati in tutti i loro aspetti, la cui compilazione definitiva risale a non meno di 1500 anni fa.

L'uomo indiano da sempre tende durante la sua vita alla realizzazione di quattro scopi: Dharma, Artha, Kama, e Moksha, rozzamente traducibili come Comportamento morale, Benessere materiale, Piaceri terreni e Liberazione. Tra questi, Moksha è senza dubbio l'ideale più alto a cui aspirare; tuttavia l'ottenimento degli altri tre obiettivi può contribuire, secondo il pensiero indù, al raggiungimento di Moksha. Dharma è invece l'obiettivo più studiato e praticato tra i tre restanti, includendo non solo un concetto assoluto ed immutabile di giustizia ma anche tutti i doveri che ogni essere umano ha verso se stesso, verso gli antenati, verso la società e l'ordine universale. Dharma è la legge nel senso più ampio del termine; spirituale, morale e etica. Ogni individuo è governato dal proprio Dharma, che  dunque regola anche i diritti e i doveri dei governanti, dei ministri, di sacerdoti e popolo.

Artha è un termine il cui significato abbraccia una ampia varietà di termini: benessere materiale, attività economicamente produttiva - specialmente in agricoltura, allevamento dei bovini e commercio -  e in generale ricchezza nel senso di stato finanziario della nazione. Arthashastra dunque può essere tradotto come Scienze politiche: l'arte di governare nel suo  senso più ampio. Vengono toccati temi quali: amministrazione, legge, ordine e giustizia, tassazioni, entrate e spese, politica estera difesa e guerra. I temi trattati sono uno conseguenza dell'altro: promuovere il benessere economico dei sudditi porta all'acquisizione di ricchezze da parte dello Stato, le quali renderanno possibile l'ampliamento dei territori con la conquista.

Molte aree trattate nell'Arthashastra compaiono anche nei testi realtivi al Dharma, Dharmashastra, ma vi è tuttavia una cruciale differenza tra questi; i testi relativi al Dharma sono indirizzati all'individuo, ammonendolo a proposito dei suoi doveri e sui rituali atti ad espiare le eventuali devianze dagli stessi. L'Arthashastra e i testi analoghi sono indirizzati ai regnanti e dunque guardano le trasgressioni alla legge come crimini che debbono essere puniti dallo Stato.

Una parte consistente dell'Arthashastra è dedicata all'economia: tasse, preventivi, conti e imprese. Al sovrano, ad esempio, investito anche della funzione di giudice nelle dispute sull'attività finanziarie, si richiede di assumere quale finalità prioritaria "la felicità dei propri sudditi" e di "essere attivo nell'assolvere i propri compiti". "Se manca un comportamento attivo, ogni acquisto presente o futuro andrà perduto; operando attivamente, egli potrà raggiungere i fini desiderati e al contempo procurare l'abbondanza della ricchezza". L'impostazione di Kautilya nel trattare le attività, finanziarie e non, è incentrata sulle conseguenze degli atti e delle norme. La definizione delle azioni giuste e degli obblighi dipende esclusivamente dalle loro conseguenze e dai risultati che si ottengono attraverso di esse.

Per ottenere l'ordine ed un adeguato sistema economico la legge si occupa non solo di detenere e punire i criminali, ma anche di sostenere il tessuto della società: lo Stato si incarica di verificare l'osservanza delle leggi che regolano le relazioni tra moglie e marito, eredità, diritti di donne, servi e schiavi, contratti di vario genere ed altre questioni civili. Per questo un'altra consistente parte dell'Arthashastra è Dandaniti, la scienza cioè del rafforzamento della legge menzionata nel Mahabaharata come mitica origine degli scritti di questo tipo. Danda è lo scettro, ma implica molti altri significati: anche l'esercito è Danda, e Kosadanda, il tesoro e l'armata, è un'espressione che indica il potere economico e militare su cui fonda la sua forza lo Stato. Danda dunque rappresenta tutto il potere coercitivo di cui una nazione è capace.

Il testo è composto da 15 adhikaranas, o libri; il primo capitolo del Libro I è un dettagliato indice nel quale si informa il lettore che l'opera è suddivisa in 150 capitoli e 180 prakaranas, sezioni dedicate a soggetti specifici, per un totale aprossimativo di 6000 versi, o massime, chiamate Sutra.

Dopo una breve introduzione, che colloca l'Arthashastra nel contesto delle altre scienze, il Libro I si occupa del Re, della sua formazione, della routine quotidiana e della sua sicurezza. Il Libro II descrive i doveri dei vari ufficiali e ministri, dando una immagine esaustiva delle attività della nazione in campo agricolo, minerario etc. Il Libro III è un completo codice relativo a legge ed amministrazione della giustizia, mentre il IV si occupa della soppressione del crimine, del controllo su artigiani e mercanti, torture varie e pena di morte. Il Libro V affronta vari temi tra cui le scale di retribuzione degli ufficiali. Il Libro VI è molto corto e comprende solo 2 capitoli ma che racchiudono le basi teoriche dell'intera opera: il primo si occupa degli elementi costitutivi di uno Stato, mentre il secondo di politica estera. Il Libro VII discute le maniere in cui ognuna delle 6 tattiche di politica estera esposte debba essere impiegata a seconda della situazione verificatasi. Il Libro VIII tratta le Vyasanas, le calamità, che possono minare il funzionamento efficace dei vari elementi costituenti lo Stato. Il Libro IX si occupa dei preparativi alla guerra, le truppe da mobilitare, le condizioni da attendere per iniziare una campagna e i pericoli da evitare prima della stessa. Il X tratta il combattimento, il principale fronte di guerra, e le diverse tecniche belliche. Il Libro XI, composto da un solo capitolo, indica come un conquistatore dovrebbe affrontare le oligarchie rette da gruppi di capi in luogo di un singolo re. Nel XII si indica come un re debole, minacciato da un sovrano più potente, dovrebbe agire per rovesciare la situazione e frustrare i disegni di conquista dello stesso. Il XIII suggerisce tecniche per la conquista delle fortezze nemiche col combattimento o col sotterfugio e come governare in seguito i territori conquistati. Il Libro XIV tratta segreti e pratiche occulte e l'ultimo, il Libro XV descrive la metodologia impiegata per redigere l'opera. Nel complesso, nonostante la collocazione di alcuni capitoli non appaia strettamente logica, si può concludere che i primi 5 libri trattino gli Interni e gli altri 8 le relazioni di uno Stato con gli Stati confinanti, o gli Esteri.

Kautilya non fu l'inventore di questa scienza: egli stesso riconosce spesso il suo debito con testi del passato, con 5 diverse scuole di pensiero - pur menzionate in termini polemici -  o con maestri dell'epoca che invece stima; ma sfortunatamente nessun testo precedente a questo ci è pervenuto. Sebbene dunque l'origine delle Scienze Politiche indiane venga fatta risalire all'incirca al 650 a.C., la scomparsa di altri testi precedenti o contemporanei all'Arthashastra fa supporre che il capolavoro di Kautilya abbia comunque surclassato tutta la letteratura esistente all'epoca rendendola obsoleta.

 

Kautilya

The Arthashastra

Ed. Penguin Classics

Pgg 868

La South Dakota State University offre la versione PDF  in Inglese di questo e di molti altri interessantissimi classici della letteratura indiana.

 

Al principio degli Anni 90, la televisione pubblica indiana Doordarshan trasmise uno sceneggiato in 47 episodi prodotto, diretto e interpretato da ChandraPrakash Dwivedi sull'epoca che condusse all'ascesa di Chandragupta Maurya e sulla vita e le opere di Kautilya/Vishnugupta Chanakya. Nonostante le numerose critiche ricevute per la sua presunta impostazione ideologica, volta - si disse - a propagandare e legittimare attraverso anacronismi e forzature il fondamentalismo induista, la serie ottenne prestigiosi premi e uno straordinario successo di pubblico ed è considerata una delle pietre miliari della storia della televisione indiana.

 
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