Kolossal Moghul PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Bollywood e cinema
Martedì 12 Febbraio 2008 01:00

L'uscita del nuovo blockbuster epico sulla storia d'amore tra l'imperatore moghul Akbar e la moglie rajput Jodha Bai verrà osteggiata in Rajasthan a causa di presunte ma "intollerabili" inesattezze storiche.

Lui è l'imperatore moghul Akbar, impersonato per l'occasione dall'indiscusso idolo delle ragazze Hrithik Roshan; lei è Jodha Bai, figlia del Raja di Amber e interpretata nel nuovo kolossal storico indiano dalla bellezza internazionale Aishwarya Rai. La colonna sonora e le immancabili canzoni sono state composte dal celebre genio della musica indiana contemporanea, A. R. Rahman. Migliaia di comparse, sontuosi costumi e accuratissime ricostruzioni architettoniche sono stati impiegati per questo film, diretto da Ashutosh Gowariker, che promette di diventare un classico del cinema indiano.

Per facilitare e poi cementare le relazioni dei dominatori islamici con i potenti clan Rajput dell'India settentrionale, i matrimoni politici, come ovunque nel mondo, furono all'ordine del giorno. Ma quello che racconta il film di prossima uscita il 15 Febbraio, Jodhaa-Akbar, preceduto da forte attesa e da una poderosa campagna pubblicitaria, è il profondo amore che al di là delle convenienze e le alleanze legò Akbar, il Grande, alla sua sposa indù. Un felice matrimonio "misto", rispettoso delle credenze altrui e di fluido e continuo scambio all'interno della coppia reale; fu solo una delle molte manifestazioni del noto ecumenismo religioso e culturale che caratterizzò il regno di uno dei più illuminati sovrani della storia dell'India, ma fu quella che diede un frutto fondamentale al grande imperatore: Jodha Bai sarà infatti madre del successore di Akbar, Jahangir. Ma l'ecumenismo di Akbar è da tempo passato di moda, in India, e i matrimoni misti ultimamente diventano addirittura casi politici, quando non direttamente di cronaca nera.

Così, appellandosi a presunte e intollerabili inesattezze storiche, che offenderebbero la nobile casata di Jaipur, in Rajasthan - dove si è girata buona parte del film - si minaccia di bandire la proiezione nelle sale della pellicola, ricorrendo, se necessario, anche alla Corte Suprema. Si sostiene e si motiva la reazione col fatto che, non solo la principessa conosciuta come Jodha Bai in realtà fosse figlia del raja Udai Singh del Marwar, e non di Amber, ma soprattutto allegando che l'unica Jodha Bai annoverata negli annali moghul andasse molto dopo in sposa al principe e futuro imperatore Jahangir, venendo così ad essere nuora, non moglie di Akbar. E' comunque noto che nemmeno l'imperatore Jahangir amò appassionatamente e definitivamente una principessa rajput, tra le tante nobildonne che certamente sposò, bensì la sua 20esima moglie: la geniale vedova persiana Mehrunnisa.

La principessa rajput di Amber che divenne moglie di Akbar fu Hira Kunwari, sostengono i rappresentanti del Rajput Sabha, l'organizzazione per la conservazione della cultura rajput con l'appoggio di un folto numero di studiosi induisti, sottolineando però principalmente il fatto che, ad ogni modo, l'idea di una vicenda romantica tra i due sia da escludersi a priori: si trattava infatti sempre e solo di "sacrifici estremi compiuti dalle principesse rajput per il bene del loro popolo", a loro dire.

Comunque si chiamassero quelle dame, è accertato che Akbar ebbe effettivamente numerose mogli indù provenienti da diverse casate rajput e che colei che finalmente gli diede l'attesissimo erede venne poi chiamata Mariam-uz-Zamani, Santa Madre dell'Universo, ma non vi è costanza certa del suo nome originario, come d'altronde era usanza a corte: il nome autentico, particolarmente di una regina hindu, faceva parte dei segreti d'alcova e non andava quindi certamente divulgato. La tradizione che popolarmente la identifica col nome Jodha Bai è in sostanza dovuta a due fattori: il primo, è la presenza di un elegante edificio che porta quel nome nella città abbandonata di Fatehpur Sikri, la capitale che Akbar fece costruire proprio nel luogo ove un celebre saggio sufi lo aveva rassicurato a proposito della sua imminente e futura discendenza; fino a quel tempo, infatti, nonostante le numerose mogli e concubine l'imperatore non era riuscito ad avere un erede maschio. Vero è che però, nella stessa zona palatina della città, esiste anche il Padiglione della Sultana turca, magione privata - pare - della reale favorita di Akbar di quegli anni, Ruqayya Begum. Se non il nome, almeno l'amore duraturo, monogamo e appassionato fra i due fu sì, molto probabilmente solo frutto di fantasia popolare, dunque. 

Il secondo fattore che fomentò quelle fantasie risiede in un altro storico film del 1960, Mughal-e-Azam, che trattò in parte lo stesso argomento ma focalizzandolo piuttosto sulla storia del figlio di Akabr, Jahangir, innamorato di una schiava danzatrice, nel quale già si presentò la regina madre del futuro imperatore col nome di Jodha Bai, appunto.

Gli storici si accapigliano ora sulle fonti attendibili - scarse - e le tradizioni popolari - numerosissime - per sostenere le due versioni in contrasto, mentre, per l'osservatore comune, la disputa sembrerebbe facilmente risolvibile semplicemente cambiando il nome della cinematografica amata di Akbar, se proprio è necessario. Nel frattempo, il regista Ashutosh Gowariker, che a richiesta declina l'elenco degli eminenti storici che l'hanno affiancato in tutte le sue ricostruzioni, a scanso di equivoci e boicottaggi ha comunque acconsentito ad apporre tra i titoli di coda del suo film la classica scritta: ogni riferimento a nomi, cose, persone esistite o esistenti, o a fatti realmente accaduti è puramente casuale...

 

Jashn-e-Bahara da Jodhaa-Akbar

 

 

 

 
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