Mahamastaka abhisheka PDF Stampa E-mail
Calendario e festività - Le feste principali

Con questo complicato nome si indica la solenne unzione, o l'incoronazione e atto di profonda adorazione di Sri Bahubali a Shravanabelagola, un rito che ha luogo solo ogni 12 anni e che l'ultima volta, nel 2006, riunì circa 3 milioni di fedeli Jain e non, giunti da tutto il mondo. 

Shavranabelagola durante il ritoLa prima Mahamastaka abhisheka del secolo e del millennio è stata celebrata nel Febbraio 2006 in forma moltitudinaria, ma si ha notizia di queste celebrazioni sin dalla installazione della ciclopica statua, che ebbe luogo nel 981 d.C. Si tratta di una statua monolitica alta circa 18 metri che incarna il santo jain Bahubali, altrimenti chiamato Gomateshwara. Prossimo appuntamento per il rito, nel 2018.

Il tempo, per il credo Jain, non ha fine nè inizio: gira come una ruota che ha già compiuto infiniti cicli e con infiniti cicli che attendono ancora di essere compiuti. Secondo questo concetto ci troviamo ora all' incirca nell' anno 2530 della quinta era della prima metà del ciclo attuale. Durante ogni ciclo nascono in questa parte dell' universo 48 Tirthankars, 24 ogni emiciclo, cioè quelli attualmente venerati dai jain. Sono gli Illuminati, i vittoriosi,  gli onniscenti, ma letteralmente il termine significa colui che offre un guado, un passaggio nel fiume dell'umana miseria. Poi il jainismo è destinato a scomparire per venire annunciato nuovamente nell'era seguente.

Il primo Tirthankar di questo ciclo fu Rishab Dev, vissuto miliardi di anni fa e che raggiunse  l'Illuminazione a Palitana, in Gujarat, e la Liberazione, il Nirvana, verso la fine della Terza era. E' conosciuto col nome di Adinath, il primo Signore. L'ultimo fu Mahavira, che visse all'incirca tra  il 599-527 a.C. e la cui esistenza è storicamente accertata. E' considerato il fondatore del jainismo e fu contemporaneo del Buddha.

Il re Rishab Dev, Adinath, ebbe un centinaio di figli; il primogenito, Bharat, è colui che dà nome alla nazione indiana secondo il credo jain; l'India infatti è chiamata tradizionalmente da tutti gli Indiani Bhārata-varsha, o Bharata. Il secondogenito fu Bahubali. Secondo la leggenda Bharat, succeduto al padre ormai asceta, divenne prima re di Ayodhya, poi imperatore della terra dopo lunghe campagne di guerra, mentre tutti gli altri fratelli avevano deciso di porre i domini ereditati dal padre sotto il suo potere, divenendo suoi vassalli. Tutti, tranne Bahubali, re di Poudanapura, nell'odierno Pakistan. Sfidò questi a duello il fratello maggiore ma, sul punto di sconfiggerlo, ne ebbe compassione e la vergogna per il proprio orgoglio fece scegliere al sovrano la via dell'ascesi, abbandonando tutto e rimanendo in meditazione e penitenza immobile e nudo finchè rampicanti crebbero lungo le sue gambe e uccelli fecero il nido tra i suoi capelli. Poi ottenne l'Illuminazione. L'imperatore, suo fratello Bharat, fece scolpire una statua del fratello in smeraldi e oro, quando questi raggiunse il Nirvana, ma la statua in seguito andò persa.

L'unzione della statuaLa leggenda vuole che molti secoli dopo un sogno portò un alto dignitario, durante il regno del re Rachamalla, della dinastia Ganga che dominava questa zona dell'odierno Karnataka, a ordinare che una nuova statua del santo fosse scolpita a Shravanabelagola, tra le colline gemelle Chandragiri e Vindhyagiri a circa 50 Km da Hassan, località considerate sacre sin dai tempi antichi. Oggi la località è circondata da circa 50 templi e cappelle jain. E sebbene Bahubali non sia ufficialmente conteggiato fra i 24 Tirthankars, è certamente tra le più amate figure di questo credo, soprattutto dalla confessione minoritaria dei Digambara, i vestiti di cielo, cioè i monaci jain che circolano sempre totalmente nudi per il Paese.

Il viso della statua può essere distinto da 15 Km. di distanza e per giungere ai suoi veneratissimi piedi bisogna salire 618 gradini in pietra. Durante la cerimonia gli officianti jain si inerpicano su strutture appositamente collocate per onorare la testa del santo con bagni di acqua, latte, succo di canna da zucchero, latte di cocco, farina di riso, un decotto di erbe, Kanshaya, zafferano, pasta di sandalo, pigmento rosso, fiocchi d'oro e d'argento, monete, pietre preziose, fiori e ghee a profusione. In un crescendo mistico, la statua viene bagnata fino a 1008 volte al giorno con Kalashas, recipienti di acqua benedetta o latte, ognuno dei quali viene sponsorizzato con ingentissime offerte da parte dei fedeli jain, offerte che si traducono generalmente poi in importanti strutture sociali, quali ospedali e scuole.

 

 

 
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