I Vaisya nell'antichità PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Caste, tribù e minoranze

Benchè i Vaisya, o uomini liberi avessero diritto all'apprendimento dei Veda, erano cosiderati originariamente nettamente inferiori dai Brahmani e dagli Kshatriya, per diventare in seguito la borghesia dell'India antica.

La terza casta del sistema cristallizzatosi all'epoca del Brahmanesimo, gli ultimi secoli prima dell'Era cristiana, è quella dei Vaisya, o uomini liberi, che originariamente costituivano la classe dei coltivatori; questa condizione relativamente umile li destinava dunque al lavoro obbligatorio gratuito e a una bassa considerazione da parte delle altre due caste dominanti. In epoca classica la loro condizione però migliorò sostanzialmente: da semplici fattori divennero infatti spesso grossi proprietari terrieri, molti di loro cominciarono ad esercitare mestieri lucrosi, quali specialisti e commercianti in gioielli, tessuti, spezie o profumi, acquisendo competenze molto apprezzate anche dagli stessi Kshatriya.

Le riforme sociali provocate dalla diffusione di Buddhismo e Jainismo avevano infatti favorito il loro sviluppo socioeconomico, portandoli a costituire una sorta di borghesia, giacchè le nuove concezioni li avevano in parte liberati dal disprezzo nutrito nei loro riguardi dalle due classi dirigenti; allo stesso tempo, Buddhismo e Jainismo reclutarono spesso proprio tra essi i loro più zelanti e munifici sostenitori. I Vaisya costruirono col tempo grosse fortune anche grazie ai commerci marittimi e carovanieri, formando allo scopo potenti corporazioni che i regni e le amministrazioni non poterono assolutamente ignorare per un semplice motivo: le origini relativamente umili del gruppo continuarono a manifestarsi per mezzo del forte carico fiscale imposto ai suoi membri dal Dharma. Adempivano in tal modo comunque alla funzione che era loro propria fin dalle origini, cioè lavorare e produrre per la casta sacerdotale, esentata dal lavoro della terra, considerato impuro, e la casta guerriera, occupata nelle conquiste territoriali e nella loro amministrazione. Molti di essi accedettero così anche ad alte cariche e non di rado il sovrano sceglieva i suoi consiglieri fra loro. L'obbligo di mantenere in sostanza buona parte della popolazione li portò a sviluppare ulteriormente le loro attitudini commerciali ed economiche, facendo conquistare loro crescente prestigio sociale, mentre le casse del regno, grazie a loro, potevano sostenere le donazioni dovute ai Brahmani e le spese di rappresentanza della corte.

 

 
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