Induismo della tradizione PDF Stampa E-mail
Le religioni e i riti - Le fedi

A partire dall'epoca delle invasioni islamiche e poi col dominio delle varie dominazioni che si susseguirono in India, particolarmente quella britannica, le eterogenee fedi degli indigeni non musulmani vennero raggruppate sotto il generico termine di Induisti, termine fittizio che finì poi per essere convalidato dagli stessi indigeni.

Induismo, pantheonE' solo a partire dall'avvento dell'Islam che la nozione occidentale di religione, nella concezione musulmana di ordinamento religioso fortemente connotato in senso giuridico, acquista diritto di cittadinanza e attecchirà anche in India, sovrapponendosi a quelle più antiche. Gli indologi più avvertiti, i quali hanno ben presente l'importanza nella realtà indiana dell'ultimo millennio delle Sampradaya, le Tradizioni - cioè le cosiddette Sette dotate di propria teologia e prassi cultuale, spesso punto di riferimento anche di ordini ascetici dotati di regole, insegne e vesti distintive - tendono a raggrupparne gli adepti entro alcune religioni d'ambito più vasto dei singoli Sampradaya, ma sempre ben più ristretto del cosiddetto Induismo generico, quello cioè professato e praticato dalla gran maggioranza della popolazione non affiliata a nessuna comunità in particolare e che venne così denominato solo a partire dalla dominazione britannica.

Questo induismo generico talvolta è a sua volta distinto in induismo popolare e induismo Smarta - dei seguaci della Smrti, la memoria, la tradizione - che si riconosce specialmente negli insegnamenti del maestro Shankara, VII-VIII° d.C. fondati sulla dottrina del puro non-dualismo tra Brahman, mondo e uomo.

Le religioni così individuate sono poste sotto l'egida delle grandi figure divine, Istadevata, le divinità predilette, in quanto oggetto di culto privilegiato o esclusivo.

Si ha così il delinearsi di:

  • Vishnuismo/Vaisnavismo, la religione del dio Vishnu e/o dei suoi devoti, i Vaishnava, talora ulteriormente suddivisa in Krishnaismo e Ramaismo, a seconda della speciale venerazione riservata verso queste due importantissime manifestazioni, o Avatara, del dio Vishnu, Rama e Krishna, o in Pancharatrismo/Bhagavatismo, Srivaishnavismo e Vaikhanasismo, in corrispondenza ad altrettante prestigiose esperienze mistico-teologiche vishnuite.
  • Shivaismo/Shaivismo, la religione del dio Shiva e/o dei suoi devoti, gli Shaiva, a sua volta divisa da molti studiosi in base a scuole distinte, dovute in parte anche alla loro collocazione sul territorio indiano: Pashupatismo, la più antica esperienza di devozione al dio nella figura semi-mitica di Lakulisha, il Signore clavigero, formatosi nei primi secoli dell'era cristiana e sopravvissuto in Nepal; Shivaismo settentrionale/kashmiro, di taglio non-dualistico e codificato dai maestri kashmiri Somananda, Utpaladeva e Abhinavgupta tra il IX° e l'XI° secolo d.C.; Shivaismo meridionale/tamil, coincidente con l'indirizzo pluralistico detto Posizione definitiva degli Shivaiti, Shaivasiddhanta, in effetti fiorito anch'esso in Kashmir in concorrenza col precedente e poi trapiantato in India del Sud, sul terreno reso fertile dai devoti cantori chiamati Nayanmar. Il Virashaivismo/Lingayatismo, il Nathismo, la religione dei seguaci del Signore, Natha Goraksha, XIII° sec d.C. che formano un movimento esoterico in sintonia col buddhismo Vajrayana.

A tutte queste si aggiunge talora lo Shivaismo generale/puranico, riflesso nei Purana, testi anonimi dedicati alla glorificazione delle grandi figure divine e dei luoghi dei loro principali santuari, meta di pellegrinaggio; lo Shaktismo, la religione strettamente iniziatica della Grande dea, adorata nelle vesti della multiforme Shakti, Potenza Universale, e/o dei suoi devoti, gli Shakta, che si vuole divisa in data relativamente recente nei due indirizzi del Kaulismo, degli appartenenti alla famiglia iniziatica, Kula, dei devoti di Kali, praticanti in parte la condotta detta della Mano Sinistra, Vamachara, e dello Srikaulismo, proprio dei devoti della Signora dell'Amore, Kameshvari, detta anche Bella delle tre città, Tripura, Tripurasundari, praticanti la condotta della Mano Destra, DakshinacharaTeologicamente assai vicino allo Shivaismo, lo Shaktismo si confonde frequentemente col Tantrismo.

Tuttavia, tutte queste etichette vengono rifiutate dagli intellettuali indiani di formazione non occidentale e specialmente dagli aderenti all'ortodossia Smarta, i quali non scorgono validi motivi per isolare come a se stanti quelli che considerano semplicemente dei movimenti o aspetti più o meno significativi nella vicenda di una comune realtà spirituale, in se stessa eterna e atemporale, designata con l'epiteto di Dharma Perenne, Sanatanadharma.

 

Fonte: Storia delle religioni, Ed Laterza, 2005

 

 
Guida India feed

Cerca su GuidaIndia

Mappa interattiva

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!