Il cristianesimo indiano PDF Stampa E-mail
Le religioni e i riti - Le fedi

Le origini del cristianesimo in India sono legate tradizionalmente ai primi insediamenti cristiani che sorsero nello Stato del Kerala in seguito all’arrivo in quei luoghi dell’Apostolo San Tommaso, nel 52 d.C.

St ThomasSin dai suoi albori, la comunità cristiana in India si era relativamente diffusa nel Sud del Paese (odierni Kerala, Karnataka, Goa e Tamil Nadu) in forma autonoma e piuttosto originale. Le influenze esterne giunsero nel 1498 con Vasco da Gama, che alla fine del XV secolo raggiunse le coste indiane stabilendovi i primi avamposti portoghesi. Circa mezzo secolo dopo, nel 1542, i Gesuiti iniziarono la loro opera d'evangelizzazione con l’arrivo a Goa di San Francesco Saverio, spesso però imponendo alla popolazione conversioni forzate di massa. Successivamente, entrando in contatto con le altre potenze europee insediatesi nel Paese, la Chiesa cattolica si sviluppò ulteriormente sino all'avvento in Hindustan del dominio britannico, che a partire dal XIX secolo portò con sè il Credo anglicano assieme all'istruzione in lingua Inglese offerta ai nativi.

Negli ultimi decenni, con l'ascesa dell'ideologia nazionalista induista, o Hindutva, numerosi Stati dell'Unione indiana hanno promulgato leggi anticonversione, attraverso le quali si limita fortemente anche l'azione e la presenza missionaria occidentale nel settore sanitario, educativo, caritativo etc., in base alla convinzione che, attraverso l'opera di beneficenza offerta agli indigenti, a Dalit e Adivasi, sostanzialmente in realtà si compri la loro appartenenza religiosa approfittandosi della loro vulnerabilità materiale e sociale.  

La Chiesa cattolica in India è formata oggi dalla Chiesa di rito latino (la più importante numericamente), dalla Chiesa syro-malabar (la più antica Chiesa nativa indiana forte di 3.200.000 fedeli) e dalla Chiesa syro-malankar. La Chiesa siro-malabarese è una Chiesa vincolata alla Santa Sede che le ha però riconosciuto lo stato di Chiesa autonoma nel 1992. Tale Chiesa viene definita Chiesa sui iuris di rito liturgico siriaco orientale (come la Chiesa caldea), il che significa che vive in comunione con la Chiesa di Roma. La radice siriaca della Chiesa indiana è dovuta ai suoi legami con la Chiesa siriaca orientale: in effetti la lingua siriaca è stata in uso nella liturgia fino al 1968, quando per la prima volta la Santa Messa fu celebrata in malayalam, la lingua del Kerala. La denominazione di siriaca è dovuta alla formazione della Chiesa da parte di San Tommaso, che apparteneva alla comunità cristiana di Antiochia, nominata in seguito siriaca. La denominazione di malabarese è relativa invece al luogo di creazione, ovvero la costa sudoccidentale indiana anticamente chiamata Malabar.

La Chiesa siro malankarese viene definita invece Chiesa sui iuris di rito liturgico antiocheno o siriaco occidentale, come quella maronita o quella siriaco-cattolica. La denominazione siriaca è ormai nota, mentre il termine malankarese deriva da Maliankara, località marina del Kerala nell'odierno distretto di Ernakulam. Come avviene spesso per le Chiese di rito non latino, la liturgia si differenzia da quella romana per l’introduzione di alcune forme liturgiche locali prese in prestito, in questo caso, soprattutto dalle tradizioni indù. La Chiesa siro-malabarese e quella siro-malankarese sono state introdotte in India in età antica e i loro appartenenti vengono considerati dagli indù come nativi. Questi si differenziano, agli occhi degli indù, dai cristiani di rito latino che iniziarono a svilupparsi in India a partire dalla metà del 1500, quando arrivarono per la prima volta sul territorio indiano i missionari della Compagnia di Gesù, che sbarcarono con i portoghesi sulle coste indiane. I Gesuiti invitarono quindi le chiese autoctone a ricongiungersi con Roma, e, dopo alcuni scontri iniziali, diedero loro la struttura ecclesiastica occidentale.

La Chiesa siro-malabarese poté avere nuovamente una propria struttura ecclesiastica e Ernakulam divenne Arcidiocesi metropolita, quando ne ricevette autorizzazione da Papa Pio XI nel 1923, quindi divenne autonoma nel 1992 e l’anno successivo fu convocato il primo sinodo. Attualmente la Chiesa cattolica in India rappresenta circa il 2,5% della popolazione (circa 25 milioni di fedeli) ed è organizzata in 157 unità ecclesiastiche: 29 arcidiocesi e 128 diocesi (di queste 157 unità: 127 sono di rito latino, 25 di rito siro-malabarese e 5 di rito siro-malankarese). La Chiesa indiana, benché cattolica, si afferma per la sua complessità e per la sua ricchezza culturale, spirituale e umana. In effetti la sua radice culturale è di sicuro indù, rifacendosi alla cultura storica indiana, ciononostante è prettamente cristiana, e, a differenza della chiesa di rito latino, rivendica pienamente la sua appartenenza alla liturgia e al culto delle chiese orientali.

Come detto, anche la Chiesa anglicana vanta una radicata presenza nel Paese, così come numerose missioni evangeliche si sono in passato affermate nel Nordest e tra i Tribali dell'India centro-orientale.

Fonte: Senato.it 

 

La Prima Santa Indiana

Caste, Cristianesimo, Islam e Politica

La Delegazione Indiana al Conclave

Governo Modi: l'inizio della fine?

Estremismo Hindu contro i Cristiani: a parole

 
Guida India feed

Cerca su GuidaIndia

Mappa interattiva

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!