ORISSA/ODISHA PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Est

La devozione, la natura e le tribù.

OrissaL'Orissa, conosciuto anticamente col nome di Kalinga e oggi ufficialmente ribattezzato col nome locale Odisha, si affaccia quasi interamente sul Golfo del Bengala. Fu dopo la terribile carneficina che pose fine alla guerra espansionistica contro questa regione, che l'imperatore Ashoka si convertì al Buddhismo. Ma dopo la caduta dell'impero Maurya, le dinastie Keshari, come le seguenti, si adoperarono per il ritorno all'induismo ortodosso. Con questo fine, moltissimi templi vennero innalzati e brahmani tra i più sapienti invitati a stabilirsi nel regno. Ai Keshari succedettero i Ganga, i Gajapati e i Chalukya del Deccan, dando vita tra il VII° e il XII° secolo a una superba fioritura architettonica; poi dal 1568 la regione passò sotto il dominio Moghul. I primi occidentali a insinuarsi nella zona furono allora gli Olandesi e poi infine l'Orissa, assieme al Bengala e al Bihar, venne ceduto alla Compagnia Britannica delle Indie Orientali.

La vocazione marinara dello Stato è antica: già nel V° secolo a.C. mercanti salpavano da questi lidi per commerciare con Bali, Giava e fino al Borneo, portando con sé la particolare sensibiltà religiosa di questi popoli. La divinità più venerata é Jagannath, una manifestazione di Krishna e dunque di Vishnu, al quale sono dedicati numerosissimi templi, il più celebre dei quali é quello di Puri, importante centro di pellegrinaggio a circa 60 Km. da Bhubaneshwar, che dello Stato é la capitale. La folla di pellegrini di fronte al tempio è costante e impressionante, ma l'ingresso è vietato ai non indù. Celebri le processioni a Puri in occasione del Rath yatra, festività di mezza estate durante la quale centinaia di migliaia di devoti trascinano e spingono 3 immensi carri - Rath - sorta di templi lignei su ruote, occupati da Jagannath da suo fratello e da sua sorella in un rituale pellegrinaggio dal tempio di residenza ad un altro di villeggiatura e viceversa.

Grotte di UdayagiriAnche Bhubaneshwar, che nel passato vantava più di 2000 templi, è meta di pellegrinaggio e ancora oggi, pur essendo una città moderna, vi si può osservare la completa evoluzione dell'architettura religiosa locale. Nelle vicinanze della città esistono poi importanti testimonianze dell'antichità del luogo. Ad Udayagiri e Khandagiri, a circa 6 Km dalla città, su due colline che si elevano solitarie nel mezzo della pianura, si trovano numerose grotte buddhiste e jain scavate nella roccia e decorate con bassorilievi di pregio, oltre a stupa e iscrizioni in alfabeto brahmi effettuate in pigmento rosso e risalenti al I° sec a.C., mentre a Ratnagiri e Lalitgiri, sempre nell'area, si trovano importanti resti dei complessi monastici connessi con quella che fu l'antichissima Università buddhista di Puphagiri, attiva tra il III sec a.C. e l'XI d.C., e che rivaleggiò in fama e prestigio con quella bihari di Nalanda.

KonarakNell'interno, a pochi chilometri da Puri, molto interessante é certamente la visita all'antica Konarak, o Konark, centro di ancestrali culti solari espressi dall'imponente Tempio del sole. Sorge su di un terreno sabbioso che un tempo era una spiaggia e il colossale edificio, soprannominato la Pagoda Nera dagli Occidentali, fungeva così da riferimento per i naviganti. Oggi il mare si trova a circa 2 Km e la spiaggia, Chandrabhaga beach è un incanto, anche se frequentemente invasa da orde di surfisti e backpackers di ogni parte del mondo e che rendono la località una sorta di alternativa alla più classica Goa. Molti edifici religiosi posteriori circondano la zona, tutti riccamente scolpiti con scene erotiche, di caccia e di battaglia. Un po' più a Nord, sul delta del fiume Mahanadi, si trova invece il porto industriale di Paradip, che però a sorpresa offre anche ottime spiagge meno frequentate e attrezzate per gli sport acquatici, o trasformate in riserva faunistica per la deposizione delle uova delle tartarughe marine Oliver Ridley, come per esempio Gahirmatha beach. Ancora un poco più a Nord, nell'interno, si trova poi Bitharkanika, con un eccellente parco nazionale e la possibilità di fare escursioni fluviali nella sua lussureggiante foresta di mangrovie.   

Per gli amanti della natura più selvaggia e del Birdwatching, è consigliabile anche un'escursione da Puri verso il lago Chilika durante il periodo invernale, giacchè d'estate il calore è eccessivo, parte della laguna si prosciuga e l'avifauna generalmente presente tra Novembre e Marzo si riduce notevolmente; si tratta di uno dei più grandi laghi salmastri al mondo, il più grande d'Asia, ed è tappa di migrazione per i volatili e rifugio di moltissime specie animali, tra le quali anche quella dei piccoli delfini Irrawaddy. La località di accesso più vicina proveniendo da Puri è Satapada e in loco si possono noleggiare piccole imbarcazioni a motore, oppure usufruire del servizio di ferry - che poi è solo una barca un po' più grande - per attraversare le basse acque della laguna e raggiungere le isolette al suo interno, in parte abitate da pescatori - all'occorrenza anche venditori di pietre e perle assai dubbie - oppure godersi semplicemente la giornata di silenzio e natura.

Orissa, interno

Scendendo verso il Sud e nell'interno del Paese, si accede al distretto di Koraput, zona di lussureggiante vegetazione tropicale, ricca di cascate, foreste e fiumi,  dove vivono i gruppi tribali più interessanti dell'Orissa: appartengono primariamente al ceppo austro-asiatico dei Munda e le tribù principali, i cui membri si incontrano facilmente nei mercati e nei villaggi dell'area, sono quelle dei Gadaba, dei Bonda e dei Koya.

I Bonda, in particolare, sono di antichissima origine tibeto-birmana e le loro donne sono facilmente riconoscibili per il particolarissimo tipo di collana a cerchi d'argento che frequentemente ancora indossano. Va però tenuto ben presente che non solo è necessario un permesso speciale per addentrarsi nelle zone tribali e che è molto più facile ottenerlo tramite un Tour Operator locale che individualmente, ma anche che è vietato fotografare e filmare gli Adivasi in assenza di specifica autorizzazione e che, oltre ad essere illegale, può essere anche piuttosto pericoloso addentrarsi autonomamente in aree soggette ad episodi di guerriglia armata. Una volta in loco con tutti i crismi, sono imperdibili i mercati fondamentalmente basati ancora sul baratto tra tribù, come quello di Ankadeli - Mundiguda, vicino a Jeypore, o quello di Kunduli. In tutto lo Stato si trovano comunque deliziosi manufatti, spesso direttamente relazionati coi culti religiosi qui onnipresenti o con l'artigianato tribale e che faranno la gioia degli entusiasti dello shopping e dei collezionisti.

Ragazza Bonda

Per gli amanti del mare in sè, al di là dei bagni e della tintarella, può essere interessante anche una gita a Chandipur, a circa 15 km dalla città di Balasore, o Baleshwar, 200 km circa a Nord della capitale dello Stato: una baia che in apparenza non presenta nulla di speciale - niente acque cristalline nè sabbia dorata - ma che offre due volte al giorno lo straordinario spettacolo delle maree, quando le onde raggiungono la costa per poi ritirarsi lasciandosi alle spalle una infinita distesa di sabbia - fino a 5 km! - che pullula di vita. Passeggiare sul suo fondale è un'esperienza affascinante, tra le pozze dove guizzano pesciolini e si riparano molluschi, conchiglie e stelle marine e granchi rossi che spariscono velocissimi nella sabbia appena ci si avvicina, per poi tornare indietro assieme all'acqua, che in poche ore torna piano piano a lambire la costa. Più o meno alla stessa distanza ma in direzione opposta, a Sud di Bhubaneshwar sul delta del fiume Mahanadi, si trova invece il porto industriale di Paradip, che però a sorpresa offre anche ottime spiagge - acque cristalline e sabbia dorata - affacciate sul Golfo del Bengala, attrezzate per gli sport acquatici o trasformate in riserva faunistica per la deposizione delle uova delle tartarughe marine Oliver Ridley, come per esempio Gahirmatha beach.

Il patrimonio culturale di questo affascinante Stato comprende poi anche forme musicali e di danza del tutto originali: l'Odissi è infatti una delle 7 forme considerate di danza classica indiana e che, come le altre, vide la sua origine nei culti religiosi affidati alle danzatrici sacre, devadasi, qui dedicati in particolare a Krishna e alla sua amata Radha, simbolo della relazione tra Dio e fedele, progressivamente censurati con l'avvento del Raj britannico fino a sparire e poi fortunatamente recuperati a partire dagli Anni 30 del Novecento e che oggi è possibile ammirare per esempio al Konark Dance Festival, ogni anno in Febbraio, e in numerose analoghe manifestazioni.

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