WEST BENGAL/Paschimbanga PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Est

Il delta del Gange. Dall'Agosto 2011, lo Stato di Kolkata ha deciso di cambiare (con scarso successo) il suo nome: da West Bengal alla traduzione letterale in bengali, Paschimbanga

Questa regione, di grande varietà culturale e geografica, si incunea partendo dalle cime himalayane della regione delSikkim, tra Nepal, Bihar e Bangladesh, per allargarsi poi nella pianura e nel delta gangetico dove troneggia Calcutta, Kolkata, che ne é capitale e che fu, fino al 1911, la gloriosa capitale della amministrazione britannica. Originariamete la regione del Bengala comprendeva l'intero delta del Gange; la zona venne divisa per questioni religiose, contemporaneamente all'indipendenza indiana, nel 1947 e col nome di Pakistan Orientale, si indicò l'area dell'odierno Bangladesh, mentre con quello di Pakistan Occidentale l'area del Sindh e parte del Punjab.

Si creò così un nuovo Stato indipendente a maggioranza musulmana, seppur costituito da due regioni separate geograficamente. Il Pakistan Orientale, a sua volta, si separò poi dall'attuale Pakistan, questa volta per questioni linguistico-etniche, politiche ed economiche, assumendo il nome definitivo di Bangladesh dopo una sanguinosa guerra civile che diede origine anche alla terza guerra indo-pakistana nel 1971. Questa serie di suddivisioni, provocò enormi ondate di profughi, che portarono lo Stato del West Bengal a una condizione cronica di inadeguatezza delle infrastrutture e delle risorse. 

Calcutta è la città che tradizionalmente rispecchia la situazione dello Stato, con la sua immagine di degrado e miseria, al punto da spingere i locali a scherzare sull'argomento, sostenendo che, se si va a Parigi per la Tour Eiffel, a Kolkata si va per vedere i poveri.

Fondata nel 1690 come semplice stazione commerciale della britannica Compagnia delle Indie Orientali sull' area occupata da tre villaggi preesistenti - Sutanati, Gobindapur e Kolikata, grazie alla sua posizione geografica strategica si sviluppò in seguito enormemente. E ha continuato a farlo disordinatamente, lungo le sponde del fiume Hooghly, e ultimamente in maniera più pianificata, con nuovi grandi quartieri direzionali. Attraversare questa diramazione del Gange sul celebre ponte di Howrah, dà una tangibile idea della densità umana di questo Paese. 

Ma Calcutta è anche il principale centro culturale ed intellettuale dell'India. Qui germogliò il seme del nazionalismo indiano e qui Gandhi iniziò il movimento di non-cooperazione, che porterà la nazione all'indipendenza. Qui svilupparono la loro opera o nacquero premi Nobel quali Tagore, Amartya Sen, Madre Teresa, Ronald Ross, Sir C.V. Raman e grandi  della filosofia religiosa: Sri Aurobindo, Vivekananda, Ramakrishna, che tanto contribuirono alla conoscenza e alla divulgazione mondiale del pensiero Indù. Vi imbatterete però anche nei sacrifici di animali offerti quotidianamente alla dea Kali, nelle strade che costeggiano il suo tempio principale cittadino e dove, per associazione di idee, si credeva che gli adepti locali della setta dei Thugs venisse a pregare prima di dare la caccia alle sue vittime umane. Potreste invece più proficuamente occuparvi delle vittime umane attuali, e offrirvi volontari per qualche tempo presso le suore di Madre Teresa, o semplicemente visitare le magioni e i palazzi dell'epoca coloniale o ancora perdervi nei numerosissimi mercati a caccia di artigianato, ma sono moltissime le cose da fare in questa città molto vivace e molto più accogliente di quel che si potrebbe immaginare.

Gaur

Nel Paese sono poi presenti buoni esempi di architettura di epoca Moghul - a Gaur e Pandua, nei dintorni della città di Malda - e città care al pellegrinaggio ed alla storia indù, come Tribeni o Nawadwip, o capolavori unici dell'architettura come i templi in terracotta di Bishnupur; ma forse la maniera migliore di visitare e avere una idea di questo umido Paese, dalle strade spesso impresentabili, è navigare.

SunderbansScendere il fiume partendo da Murshidabad verso Calcutta, oppure visitare, partendo da Basanti o da Canning la parte indiana delle Sundarbans, la foresta paludosa di mangrovie che occupa la costa e il Delta più grande del mondo. E' fondamentale, per quest'ultima escursione, rivogersi all'Ente del turismo bengalese, perchè entrerete nel regno della tigre del Bengala, la mangiatrice di uomini, che non teme l'uomo e nuota benissimo, dei coccodrilli giganteschi e di una natura molto ostile, minacciata dall'innalzamento delle acque, in corso in tutto il pianeta, e dallo sfruttamento scriteriato.

DarjeelingSe invece siete più portati alla meditazione che all'avventura, risalite il Paese e concedetevi una vacanza a Darjeeling, ove potrete, nebbie permettendo, godere della vista dei giganti himalayani, bere lo squisito thè locale in una atmosfera coloniale, di forte influenza buddhista e di totale riposo (rivendicazioni autonomiste che di tanto in tanto attraversano la zona permettendo, intendiamoci). Oppure scendete al confine con l'Orissa e troverete bellissime spiagge incontaminate e ricche di vegetazione come Digha, Shankarpur o Junput, piccoli villaggi di pescatori con anche qualche antico tempio da visitare, per non perdere il ritmo. Codice di condotta vittoriano, da queste parti: una volta in mare, i costumi da bagno magari non proprio di stile brasiliano saranno accettabili, ma certamente non fuori dalle acque, che sono anche parecchio infide e soggette a forti maree.

 

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