BIHAR e JHARKHAND PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Est

La terra del Buddha e quella che fu dei tribali.

Dall'anno 2000, la parte sudorientale dello Stato del Bihar si è distaccata formando un nuovo Stato autonomo, il Jharkhand, con capitale Ranchi. Si tratta di una zona collinosa ricoperta da foreste al 30% circa del suo territorio, ricchissima di fiumi, cascate e celebri parchi naturali, come quello di Palamau o l'Hazaribagh Wildlife Sanctuary. Nonostante ciò la zona del Jharkhand, nel corso degli ultimi decenni, è stata altamente industrializzata e sfruttata, perchè la sua terra nasconde nel sottosuolo alcune tra le maggiori ricchezze minerarie del Paese. Oltre un terzo della sua popolazione è costituito da tribali, che raggiungono la maggioranza in vari distretti dello Stato e che oggi, con coraggio e crescenti difficoltà, tentano di integrarsi o di proseguire nel loro ancestrale stile di vita. Sono 32 i principali gruppi, tra cui spiccano i Santhals, che popolano quasi integralmente per esempio la zona confinante col West Bengala e che ospita l'interessantissima Malooti, una ex-capitale oggi villaggio costellato di tempietti in terracotta.

Il nome dello Stato del Bihar deriva dalla parola vihara, ossia monastero buddhista. Qui si svolsero alcuni tra i principali momenti della vita del Buddha storico e lo Stato è dunque ricchissimo di luoghi e monumenti che testimoniano la sua eccezionale figura. Anche il Jainismo nacque in Bihar, precisamente a Vaishali, città che non solo diede i natali al fondatore di questo movimento riformatore, Mahavira, ma che è anche ricordata come la sede di uno dei primi governi democratici del mondo, nel VI sec. a.C.

Fu poi sempre in Bihar che ebbero origine i primi tentativi imperiali indiani, prima con la dinastia Nanda e poi con quella Maurya, che ebbe nell'imperatore Ashoka il suo più celebre rappresentante. La capitale è Patna, che si estende oggi sulla sponda meridionale del Gange e che fu durante l'impero Maurya capitale di un immenso Stato, per poi ridurre la sua zona d'influenza all'India orientale sotto quello della dinastia Pala. Si chiamava allora Pataliputra e ancora si può trovare qualche traccia degli antichi palazzi in una metropoli altrimenti piuttosto caotica e per lungo tempo considerata città pericolosa

NalandaNei dintorni della capitale si trovano ad ogni modo alcuni interessanti monumenti dovuti alla devozione sufi in epoca medievale e moghul ma, naturalmente, i luoghi di maggior interesse qui riguardano principalmente il ricordo del Buddha e le roccaforti della sua fede, come furono Vikramshila e Nalanda, luogo ove si trovano numerosi, importanti resti di quella che fu, fino al XII° secolo, la più importante università monastica buddhista e che oggi ci si propone di resuscitare in chiave moderna; o il complesso di grotte di Rajgir, dove tanto Mahavira quanto il Buddha soggiornarono a lungo e dove si tenne, sei mesi dopo la morte di quest'ultimo, il primo concilio buddhista. 

Sono queste il più antico esempio di quest'arte che poi tanto sviluppo ebbe in India, come testimoniano le locali posteriori grotte di Barabar hills e i celeberrimi siti in Maharashtra di Ellora e Ajanta.
E naturalmente il sito più caro al ricordo buddhista è la silvestre Bodhgaya, lungo il fiume Niranjana. Qui si sono succeduti ininterrottamente e nel medesimo punto, esemplari di pipal ( ficus benghalensis ), l'albero sacro sotto il quale il principe Siddharta divenne il Buddha. Intorno a quest' albero si sono sviluppati nei millenni santuari e templi di ogni scuola buddista presente sulla terra, ed è costante luogo di pellegrinaggio per i Buddhisti di tutto il mondo. Tra Nalanda e Rajgir potete poi visitare anche il villaggio di Nepura, celebre per la tessitura delle meravigliose sete di qualità Tussar.

Purtroppo lo spirito buddhista delle origini non pervade più da tempo questo Stato, che è stato lungamente uno tra i piu' miseri e disastrati dell'India intera e che solo dall'ultimo decennio sta assistendo a una sorta di rinascita economico-sociale. Il notevole sviluppo industriale, le numerose popolazioni tribali e rurali conseguentemente strappate alle loro terre e tradizioni ancestrali per sfollare nei centri urbani in cerca di sopravvivenza, avevano infatti prodotto col tempo un grado particolarmente alto di violenza e insicurezza urbana. Le terre del Bihar, a causa della sua particolare posizione geografica ma anche dell'incuria umana e dello sfruttamento dissennato delle risorse, sono poi frequentemente soggette a terribili inondazioni, che costringono quindi ulteriormente la popolazione rurale, spogliata periodicamente di ogni avere e risorsa dalla furia delle acque, a raggiungere le città con veri e propri esodi biblici. Il Bihar è attraversato orizzontalmente dal Gange, ma sono numerosissimi gli altri corsi d'acqua di primaria e secondaria importanza che lo percorrono in ogni direzione, facendo del sistema fluviale la rete vitale dello Stato, spesso però ridotta al collasso dalle alluvioni.

inondazione, bihar 2008La povertà e le difficoltà dello Stato hanno quindi reso per decenni i Biharis tra i primi emigranti interni indiani; ma date le notevoli differenze linguistiche e culturali presenti in India tra Stato e Stato e la loro condizione di partenza di estremo bisogno, questi hanno poi spesso subito vessazioni e discriminazione nei nuovi Stati di residenza -  in maniera speciale a Mumbai - riuscendo ad integrarsi con grande difficoltà e venendo trattati spesso come sgraditi extracomunitari nel loro stesso Paese.

 

 

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 Sito ufficiale del Jharkhand

 Sito ufficiale del Bihar

 

 

 
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