Dussehra a Mysore PDF Stampa E-mail
Calendario e festività - Le feste principali

Le celebrazioni per Dussehra, o Dasara, durano a Mysore 10 giorni, alternando nelle manifestazioni la modernità con le tradizioni più antiche e fastose.

Mysore illuminata a festa

L'antica gloria di Mysore, in Karnataka, torna attuale durante i dieci giorni dedicati al Festival di Dasara - nel 2013 fino al 13-14 Ottobre - che culmina come di consueto con la parata del giorno di Vijayadasami, durante il quale si celebra la vittoria simbolica del Bene sul Male. Denominato come Naada Habba, o Festival di Stato, la festa di Dasara si è qui trasformata rispetto ad altre regioni grazie alla miscela di elementi religiosi e laici introdotti col tempo e che hanno conferito alla parata finale un carattere carnevalesco, con carri ed esibizioni di varia matrice folclorica, ma senza per questo diluire nel sentire popolare l'essenza religiosa delle celebrazioni.

Negli ultimi anni il festival è diventato poi il fulcro di numerose attività ed eventi finalizzati ad incrementare il turismo e gli investimenti in città; il cocktail offerto, a base di storia, fascino del tempo che fu e modernità, rappresenta continuità e cambiamento, impressionando sempre favorevolmente i visitatori, che possono dunque trovare tra le molte espressioni della cultura locale, quella di loro maggior gradimento: gli appassionati di arte e cultura potranno immergersi in un raffinato programma di musica e danza classica carnatica, i più giovani scatenarsi ai concerti delle stars dell'Indipop organizzati dallo Yuva Dasara, il Dasara per la gioventù, e i cultori di storia dell'arte potranno visitare lo sfarzo dei molti palazzi per i quali la città è celebre. Ma anche al di fuori di questo periodo di festa, Mysore ha tutte le potenzialità per diventare un centro turistico di primo piano, in India meridionale, grazie alla sua vicinanza con centri quali il magnifico tempio Hoysala di Somnathpur, la città-fortezza di Srirangapatna, il Parco nazionale di Bandipur o agli antichi templi di Talakad, insabbiati dalle dune formate dalla brusca ansa del fiume Kaveri, senza contare il patrimonio architettonico della città stessa. 

Si suppone che questo festival, in origine, fosse un semplice atto di ringraziamento per il Dio vedico Indra, ritenuto responsabile delle tanto agognate piogge stagionali. In seguito, acquisì connotazioni più complesse, quali la vittoria del Bene sul Male, simbolizzata dall'uccisione del re demone Ravana per mano dell'eroe divino, Rama. A Mysore la festa si associa anche e sopratutto con quella del demone Mahishasura ucciso da Durga, principale divinità locale qui chiamata Chamundeswari, il cui tempio è situato sulle omonime colline - Chamundi Hills - dalle quali si gode una bella panoramica della città.

La tradizione del Dasara, come grandioso festival di Stato, nasce con l'impero Vijayanagar  (1336 -1565 d.C ) e fu poi ereditata dai feudatari locali, i Wodeyar, che l'hanno mantenuta fino al giorno d'oggi. Quando a seguito della caduta di Tipu Sultan, nel 1799, la capitale fu dislocata da Srirangapatana a Mysore, i Wodeyar introdussero la consuetudine di tenere un'udienza pubblica, un durbar, durante le celebrazioni; questo speciale durbar, che era rivolto però esclusivamente ai notabili britannici e agli ospiti europei di fama, rese col tempo le celebrazioni di Dasara a Mysore l'evento mondano di stagione. I ventisei affreschi che adornano la Kalyana Mantapa nel Palazzo di Mysore ne riportano i fasti del tempo.

Dopo l'Indipendenza indiana, nel 1947, vennero introdotti numerosi cambiamenti: il Maharaja seduto su di una howdah d'oro - sella a baldacchino da elefante - che era il fulcro della parata di elefanti bardati, venne sostituito con la statua della dea Chamundeswari, portata in processione, e il durbar è stato soppresso. Quella che per i Maharajas era l'occasione principale per ostentare ad alleati e rivali la propria ricchezza e il potere militare dello Stato, è diventata invece oggi un'opportunità per esibire le diversità culturali del Karnataka e l'efficienza organizzativa del suo governo. E tuttavia, per qualcuno è ancora possibile avere oggi un piccolo assaggio dei tempi passati, in quanto tutti i principali riti religiosi associati con la festa vengono officiati dall'erede della casa regnante, Srikantadatta Narasimharaja Wodeyar - nella foto - abbigliato in sontuosi abiti regali e adornato da gioielli di inestimabile valore.

Durante i giorni del festival, il sovrano di questo regno che non c'è più viene quotidianamente sottoposto a bagno rituale, dopo il quale effettua l'adorazione delle divinità familiari a palazzo, l'Amba Vilas Palace, per poi incedere verso la sala del durbar accompagnato dal canto di mantra e ascendere al trono d'oro, dal quale riceve l'omaggio della corte, in quella che è però ormai solo una questione di tradizione familiare presenziata da un selezionato pubblico. 

 

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