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Gli Stati, le citta' e le mete - Centro

Un melting pot al curry: quasi come ai Caraibi nel bel mezzo dell'India.

 

PalolemNel 1498 Vasco de Gama, dopo aver circumnavigato l'Africa, era sbarcato a Calicut, odierna Kozhikode sulla costa del Kerala aprendo così al regno portoghese l'agognato commercio diretto con spezie e preziosi. Ma per consolidare le proprie basi di traffico, già nel 1510 Alfonso de Albquerque affrontò e sconfisse le armate degli Adil Shahis di Bijapur appropriandosi di questa piccola ma ambita regione dai molti e facili approdi.

La corona di Lisbona stabilì qui a Velha Goa, già capitale ausiliare dei sultani sconfitti, la sua sede e la capitale delle sue colonie orientali, rimanendovi fino al 1961, quando Goa fu liberata dall'esercito indiano e divenne in principio Territorio dell'Unione indiana, insieme a Diu e Daman, gli altri piccoli possedimenti portoghesi nel territorio del Gujarat.

PanajiSolo nell'anno 1987 Goa divenne a pieno titolo il 25° Stato della Repubblica indiana, il più piccolo, mentre Diu e Daman continuano a godere dello stato precedente. La lunga dominazione portoghese influì profondamente nell'aspetto e nello stile di vita della regione, sfociando in una sintesi particolarissima tra culture e religioni. Non stupisce, comunque, che una cultura latina abbia attecchito qui più di quella anglosassone, anche se i portoghesi perseguitarono la religione indù e praticarono largamente le conversioni forzate. S. Francisco Xavier, patrono di Goa e sepolto nella stupenda chiesa barocca del Bon Jesus a Goa Doirada, ne fu uno zelante sostenitore.

La vecchia Goa, Velha Goa, all'apogeo nel XVI° secolo, era una grande e splendida città. Oggi é solo meta turistica, un po' stanca ma orgogliosa. La storia conosciuta di Goa però risale al X° secolo, quando commerciava attivamente via mare con i mercanti arabi.

Tempio Shanta DurgaA parte una breve parentesi sotto il dominio dell'impero Vijaynagar, lo Stato fu quasi sempre sotto dominio musulmano e poi cristiano e questo spiega l'assenza di templi indù antichi, e il fatto che quelli relativamente recenti si trovino un po' nascosti nell'interno del Paese. Le attrazioni architettoniche di questo Stato sono in prevalenza, dunque, di tradizione cristiana ed europea.

DudhsagarLe bellezze naturali sono invece molto varie. Spiagge mondane o selvagge, giungla, fiumi e cascate spettacolari, come quelle di Dudhsagar. I Gaths occidentali che circondano la zona dell'interno, scendono rapidamente in colline coperte di giungla per aprirsi poi alla pianura. Qui, nell'interno dello Stato si sono sviluppati alcuni resorts eco-compatibili che hanno fatto scuola a Goa e nell'India intera. La capitale di Goa è Panaji, Panjim per gli inglesi, sulla riva del fiume Mandovi, e a prima vista potrebbe sembrare una ridente cittadina mediterranea, grazie ai tetti in tegole rosse e alle numerose chiese. Si sviluppa intorno ad una piazza centrale col tipico mercato, dove ormai anziani freaks hanno i loro negozietti e bancarelle di vestiti indiani che però un indiano non indosserebbe mai.

mercatino ad AnjunaOggi il grosso della marea psichedelica Anni 70 si è arrestato, ma solo per far spazio alla sua più recente versione, altamente tecnologicizzata e perennemente connessa; perchè Goa è da sempre uno Stato non dry, ossia dove mai venne vietato il consumo di alcolici, e il turismo giovanile si è dunque costantemente mantenuto massiccio, mentre si sviluppava anche quello di massa, e così Panaji e le principali località assumono a tratti un vago aspetto da Luna Park per turisti, corredato persino da una flotta di navi-casinò che stazionano sul fiume Mandovi e che, pare, verranno fatte ora ormeggiare al largo nel Mar Arabico. Paradossalmente, dunque, Goa si gusta di più col cattivo tempo, quando l'immaginabile folla si dirada un po'.

E' utile anche ricordare che il consumo di droghe è punito, anche se la corruzione permette ai residenti stranieri e ai ricchi turisti locali una certa libertà sulla quale, però, è bene non contare mai, in assoluto. La detenzione di stupefacenti, in India prevede infatti la carcerazione immediata d'ufficio.

Margao, più a Sud, è invece un centro agricolo e la sua area è costellata di dimore coloniali degli antichi proprietari terrieri portoghesi, alcuni ancora presenti, altri sostituiti dai locali o da ricchi stranieri.

Vagator beachMa il vero richiamo dello Stato sono naturalmente le spiagge, oggi servite da complessi alberghieri e resorts di impeccabile stile internazionale, sorti un po' ovunque.

Al nord  di Panjim, trovate le spiagge gemelle Candolim e Calangute, ormai regno del turismo di massa e, appunto, dei Resorts occidentali; oppure quello che fu il regno dei Rave parties, Anjuna, che è tuttora l' estremo rifugio degli ultimi  freaks: tra le palme e gli edifici coloniali si tengono ancora feste moltitudinarie. Nacque qui negli anni '80 il Goa Trance, ma la cosa più divertente è il mercatino Hippy, il Mercoledì.

Mobor beach

Bellissima e scenografica la tranquilla Vagator ( qualche festicciola notturna però si rimedia anche qui... ) con tante calette incontaminate tra palme, una fortezza e il volto di Shiva scolpito su di uno scoglio, o la rilassante Arambol. Celebri a Sud anche ColvaBinaulim, Varca, Mobor, Cavelossim, Agonda, sulle quali vi stancherete di raccogliere conchiglie e piccole stelle marine lasciate sulla sabbia dalla marea.

 

Ributtatele in acqua!

 

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