Jainismo PDF Stampa E-mail
Le religioni e i riti - Le fedi

Una religione tra le meno conosciute al mondo: codificata al tempo del buddhismo, con ogni probabilità risale alla preistoria indiana e agli albori della storia.

TirthankaraIl Jainismo fu, contemporaneamente al Buddhismo, il più importante movimento riformatore che si separò dal corpo centrale dell'Induismo. Il nome deriva dal termine jina, vittorioso. In realtà alcuni studiosi collocano questa religione addirittura nel periodo pre-vedico e ciò spiega il perchè i Jainisti considerino la loro religione "eterna". Già nel Rigveda si nomina Rishabha, considerato il fondatore del credo.

Ma  poichè il Jainismo venne, forse nuovamente, divulgato a livello nazionale da Vardhmana, nato in Bihar nel 599 a.C. e divenuto celebre con il titolo di Mahavira, grande eroe, a lui comunemente ci si riferisce come fondatore. Come il Buddha, predicò la via per vincere il legame con la vita e con le sue miserie. Entrambi i maestri provenivano dalla casta degli Kshatryas, di origini regali e dopo aver rinunciato alla vita mondana si erano sottoposti a durissime discipline di astinenza.

Entrambi rifiutarono la suddivisione in caste e predicarono un messaggio universale di nonviolenza, ma non vi è costanza di alcun contatto tra i due maestri. Tuttavia l'assenza di un dio creatore, comune alle due filosofie, può essere compresa come reazione ai culti della prima religione vedica e alla teologia delle Upanishad.

Portando al limite estremo l'idea della vittoria su se stessi, il Jainismo è la fede più rigorosamente ascetica del mondo, dove dio non ha nessun posto. I dogmi principali sono la deificazione di Mahavira, gli Agamas, i precetti, e i Siddhantas, i trattati, che dichiarano Mahavira l'ultimo di 24 Tirthankaras, anime perfette che hanno sconfitto i propri desideri e spezzato i legami col mondo materiale.

Seguendo l'austerità del fondatore, i Jaina per poter aspirare alla liberazione dal ciclo delle rinascite devono seguire un programma etico e una disciplina che li avvicini alla perfezione, poichè durante la vita l'anima viene inquinata dal karma che, a differenza del credo buddhista, è visto come una sostanza reale, che fluisce e contamina l'anima a seconda delle azioni che si compiono. Dunque il fedele deve sottostare a un doppio processo di purificazione attraverso pratiche di ascetismo estremo, per illuminare le molecole di karma già assimilate nelle vite passate ed evitare che ne vengano assunte delle nuove.

Questa disciplina si rassume nei Triratna, tre gioielli: vera fede, vera conoscenza, giusta condotta. Il carattere distintivo del Jainismo è l' ahimsa, nonviolenza, di pensiero come di azione verso tutti gli esseri viventi. Ciò viene portato fino a limiti estremi, come coprire naso e bocca con mascherine di stoffa per non ingerire, e dunque involontariamente uccidere, microrganismi, piccoli insetti o germi, tutti portatori di anima, per quanto a uno stato primordiale di sviluppo. O camminare spazzando la strada davanti a sé, per non schiacciare nemmeno la più piccola formica. Diversamente dal Buddhismo poi, i Jaina credono nella presenza di un'anima non solo in tutti gli esseri viventi, per quanto invisibili, ma anche in tutti gli elementi della terra quali l'acqua, il vento o il fuoco.

Ovviamente i Jain sono strettamente vegetariani, fino all'estremo di escludere dalla loro dieta anche tuberi e bulbi il cui consumo considerano direttamente lesivo o la cui raccolta è considerata potenzialmente tale.  

Sadhus Digambara, vestiti di cielo, a ShavranabelagolaNell' anno 82 d.C. la fede soffrì uno scisma che portò alla crezione di due diverse correnti. La questione riguardava in pratica, e riguarda ancor oggi, il nudismo. I fedeli votati al monachesimo nelle zone meridionali dell'India giunsero all'estremo di considerare necessario al raggiungimento della perfezione l'astinenza da ogni tipo di possesso, incluso per quanto possibile il cibo e naturalmente i vestiti.

Assunsero da allora il nome di Digambara, vestiti di cielo, ed esclusero le donne dalle pratiche monacali considerandole naturalmente impossibilitate a raggiungere la salvezza. Tra questi, il suicidio per inanizione è altamente considerato. L'altra corrente, la più diffusa, è chiamata degli Shwetambara, o svetambara, vestiti di bianco, ed è meno rigida, relativamente parlando; ma proclamando che il XIX° Tirthankara sia stata una donna, ha poi ottenuto grande seguito fra queste.

Sebbene il Buddhismo ed il Jainismo abbiano avuto originariamente diffusione a partire dalle stesse zone nordorientali dell'India, nell'odierno Bihar, ed abbiano goduto di grande splendore contemporaneamente, il Buddhismo attraversò poi le frontiere e si diffuse in tutto l'Oriente, mentre il Jainismo rimase sempre confinato alla terra natale. Stranamente poi, il Buddhismo sparì dall'India, venendo praticamente assorbito nel comune sentire popolare come una delle mille correnti dell'Induismo, secondo la quale Buddha è una delle infinite manifestazioni, avatar, della divinità, mentre il Jainismo è sopravvissuto intatto, senza compromessi con la straripante filosofia ed i coinvolgenti riti Indù, che al contrario ha fortemente influenzato con i suoi più nobili princìpi di nonviolenza.

monache jain

Oggi il Jainismo conta con circa 10 milioni di fedeli in India e tra questi circa 10.000 sono Sadhvis, monache, e 3500 Sadhus, monaci;  la comunità jain è tra le più influenti e benestanti del Paese e i suoi appartenenti sono sempre stati una presenza importante nella cultura indiana, contribuendo decisivamente nei secoli in tutte le arti, le scienze, la filosofia e la politica.

 


 

 
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