Monumenti da salvare 2010: i siti indiani PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Arte e architettura
Giovedì 08 Ottobre 2009 08:55

Il World Monuments Fund compila dal 1996 ogni due anni una lista di siti archeologici, naturalistici e di valore architettonico del mondo in grave pericolo, segnalando le priorità dell'anno; quattro i siti indiani selezionati per il 2010.

Mahmudabad, in Uttar PradeshShimla, in Himachal Pradesh, Nyoma in Ladakh e Kargil in Kashmir: sono questi i luoghi scelti in India dal World Monuments Found come meritevoli di interventi conservativi prioritari. Le nomine del WMF non implicano un riconoscimento internazionale ufficiale, come quello conferito per esempio dall'UNESCO, ma semplicemente raccolgono e selezionano le segnalazioni provenienti da tutto il mondo, offrendo poi attraverso le proprie pubblicazioni visibilità internazionale e opportunità di riscatto per quei siti considerati di alto valore in effettivo ed imminente pericolo di definitivo degrado in sè e che siano anche rappresentativi di un'intera categoria che versa in analoghe condizioni.

Mahmudabad, KhotiIl Khoti - o palazzo - di Mahmudabad, a sud-ovest di Allahabad, fu fondato da un discendente del primo Califfo islamico, il Raja Mahmud Khan, nel 1677. Il Palazzo fa parte del forte, o Qila, uno dei più pregevoli esempi di architettura palatina della regione dell'Awadh, e fu sede di un importante centro amministrativo e residenziale durante l'epoca moghul e in seguito durante quella del Raj britannico. Il Forte ebbe un importante ruolo anche durante la prima guerra d'indipendenza indiana del 1857, nota in Occidente come la Rivolta dei Sepoy, durante la quale gli edifici vennero quasi completamente distrutti e poi ricostruiti subito dopo secondo l'esatto impianto originale. Oggi è un importante centro culturale e religioso, oltre ad ospitare una delle migliori biblioteche del Paese per la letteratura Urdu e in Arabo. Le notevoli dimensioni del complesso, che occupa 6.285 Mq, rendono gli interventi di conservazione e restauro un'impresa complessa e costosa per la comunità locale. Ampie parti degli edifici sono rimaste inutilizzate durante gli ultimi 50 anni e la combinazione di incuria, tempo e danni dovuti a terremoti, ha reso ulteriormente urgente il suo recupero. 

Il complesso monastico, o Gonpa, Dechen Namgyal, fu fondato a Nyoma in Ladakh nel XVII secolo dai seguaci della scuola Drugpa Kagyu del buddhismo tibetano, sotto il patrocinio del re ladhaki Sengge Namgyal. Annidato a 4.270 m sul livello del mare, il monastero riflette nella sua architettura - a metà tra la fortificazione e il complesso monastico - le ragioni della scelta del sito per la sua fondazione, un tempo opportunamente collocato sulle rotte commerciali che attraversavano l'altopiano tibetano occidentale. I suoi interni sono ornati con notevoli affreschi e sculture ed è ancora oggi sede religiosa di una comunità di 10 monaci che lottano, con l'aiuto dei rari locali, per la conservazione del monastero. A causa dell'abbandono delle rotte carovaniere, il monastero risulta oggi difficilmente raggiungibile. Interventi di riparazione errati, mancanza di fondi e scarsa cultura della manutenzione, hanno portato l'antico Gonpa all'attuale stato di degrado.

L'intero centro storico di Shimla, raro esempio di capitale estiva dell'impero britannico, è minacciato da un'urbanizzazione selvaggia e i suoi edifici più significativi necessitano un piano di riconversione sosteniblei. Si segnala inoltre l'urgenza di una pianificazione globale che ne preservi il carattere sociale generale, che metta al riparo il complesso urbano antico dalle singole e private speculazioni.

 

Il castello di Chiktan sorge su di un'altura nella remota regione montagnosa di Kargil, nel Kashmir settentrionale. Fu costruito da maestranze balti-pakistane, diremmo oggi, nel XVI secolo e fu residenza reale durante secoli, come sede capitale della regione di Chiktan. Fu edificato in pietra a secco secondo il progetto dell'architetto e capomastro Shinkhen Chandan, che utilizzò legname per sostenerne le coperture e per incorniciarne portali e finestre. La fortezza venne attaccata numerose volte nel corso dei secoli, ma rimase sempre in funzione fino alla fine del XIX secolo. Oggi langue in stato di degrado totale e ampie porzioni delle fortificazioni sono crollate, principalmente a causa della sottrazione di gran parte delle loro pietre in favore dell'edificazione di un vicino ospedale statale, avvenuta a metà del XX secolo. Importante centro militare e politico di un'epoca remota, rimane tuttavia simbolo di storia e cultura condivisa in una regione da tempo in forte e costante tensione.

 
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