Raziya Sultan PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Cenni di Storia

Razia, sultana mamelucca di Delhi succeduta al padre Iltutmish nel XIII° secolo, è una tra le più affascinanti e mitizzate figure della storia dell'India al femminile, oltre ad essere stata la prima sovrana della storia islamica.

 

Le tombe di Razia e di sua sorella ShaziaLe prime notizie che indicano Delhi come un dominio separato, rispetto agli altri territori indostani conquistati dai Ghuridi afghani, coincidono con l'ascesa al suo trono da parte di Iltutmish, avvenuta nel 1211. Era stato questi uno schiavo di stirpe turco-ilbari prima al servizio e poi genero del sultano di Lahore, Qutb ad-Din Aybak, a sua volta tecnicamente schiavo di  Muhammad Ghuri fino al 1208 e per conto di questi conquistatore dell'India nord-occidentale, area che venne divisa dopo la morte di quest'ultimo in 4 distinti domini in lotta fra loro per la supremazia, lotta ulteriormente complicata dall'avvento nella zona delle orde mongole di Gengis Khan.

Dopo la morte di Iltutmish, nel periodo che corre tra il 1236 e il 1265, tre figli suoi, una figlia e un suo nipote si succedettero sul trono del sultanato di Delhi. Dopo i primi sei mesi di dominio e la seguente deposizione ed esecuzione di suo figlio primogenito Ruknuddin Feroze Shah, oppiomane debosciato che aveva di fatto ceduto il governo alla sua vendicativa e inetta madre, ascese infatti al trono di Delhi colei che era stata effettivamente indicata dal padre come sua erede: Jalâlat ud-Dîn Raziyâ. Considerata da Iltutmish la migliore tra i suoi figli, Raziya - o Razia - era stata cresciuta secondo un'educazione militare e volta al comando e aveva per questo svolto spesso funzioni di reggente durante le assenze del padre sultano; ma all'ora della successione, non aveva trovato sufficiente appoggio a corte per ottenerla. Dopo l'estromissione e la morte del fratello, ascese quindi al trono col supporto dell'esercito, governando per circa quattro anni " con assoluta autorità".

Razia abbandonò il purdah - tradizionale segregazione e/o volto coperto - e cavalcando elefanti da guerra, vestita sempre da uomo, guidò le sue truppe e dominò la recalcitrante corte, tenendo a freno le mire espansioniste dei vicini sultanati e le ribellioni dei suoi governatori. Amata dal popolo, aveva abolito la tassa imposta ai sudditi non musulmani e dimostrato grande apertura verso le religioni autoctone del suo regno, patrocinando inoltre la fondazione di scuole, accademie e centri di cultura. 

Ma sospettata di una relazione intima con uno dei suoi schiavi habshi, divenuto suo principale consigliere, Razia provocò la gelosia e il risentimento dei suoi generali turchi e accese ulteriormente il già diffuso malcontento tra i religiosi islamici: la legittimità della sua ascesa al trono veniva infatti discussa ancora tre secoli dopo in animate dispute teologiche. Ne approfittò il governatore di Bhatinda, Ikhtiar-ud-din Altunia, che le mosse guerra sconfiggendola e imprigionandola durante la battaglia che vide tra gli altri caduti morire anche Yakut, il suo consigliere abissino e presunto amante. La leggenda vuole che Altunia fosse un amico d'infanzia di Razia, da sempre innamorato della bellissima sultana guerriera, mosso quindi da folle gelosia; ma la Storia suggerisce che il loro successivo matrimonio, che effettivamente venne celebrato in seguito alla battaglia, fosse stato pianificato da Altunia per ottenere la legittimazione necessaria per ascendere al trono di Delhi.

Invano: Baharam Shah, figlio minore di Iltutmish, era nel frattempo succeduto alla sorellastra e le armate di Altunia, in marcia verso Delhi per la sua conquista, vennero da lui sconfitte il 13 Ottobre del 1240; e tanto lui quanto Razia vennero giustiziati il giorno seguente. Il nuovo sultano venne deposto non molto tempo dopo per manifesta incompetenza.

Ma la memoria di Razia Sultan - al maschile, come voleva essere chiamata - non fu mai dimenticata, ispirando le gesta eroiche di molte altre regine guerriere indiane che guidarono nei secoli seguenti i loro eserciti, mentre le leggende popolari che da sempre avvolgono la sua vicenda sfociarono in romanzi, fumetti e celebri film.

 

Quella che viene tradizionalmente indicata come la sua tomba, giace in rovina nei vicoli dell'antica Shahjahanabad, a Old Delhi, sovrastata da brutti edifici e affiancata dal tumulo dove riposerebbe sua sorella Shazia. Alcuni pii cittadini musulmani della zona hanno trasformato in moschea parte dell'area, prendendosi così cura di quel che resta dell'ultima dimora della loro prima regina.

 

 

 
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