Meerut, Uttar Pradesh PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Nord

I commerci legali ed illegali fioriscono fianco a fianco a Meerut, la città dell'Uttar Pradesh nord occidentale dove scoccò la scintilla della Rivolta dei Sepoy

Meerut, Town HallArrivando in macchina, i negozi che vendono pneumatici lungo i due lati della strada, alternati con i consueti scheletri di automobili che spuntano qua e là, indicano che si sta entrando nella storica città di Meerut. Ma la principale caratteristica della arteria che si sta percorrendo è un particolare tanfo, impossibile da ignorare o contrastare. Questa vivace città industriale è infatti il principale centro indiano dell'esportazione illegale di carne. Non un solo macello è visibile: eppure da qui decolla quotidianamente verso il Medio Oriente un intero cargo stipato di carni. Ma anche le pile di pneumatici, accatastati nei posti più impensabili, non sono tutte innocenti perchè Meerut è anche nota per il mercato delle auto rubate. Qui i veicoli vengono smontati a tempo di pit stop e i pezzi venduti agli intermediari in un mercato organizzatissimo e che, evidentemente, gode di notevoli protezioni e complicità.

Ma non bisogna valutare Meerut solo per per il suo guscio esteriore, identico a quello di tante altre piccole città indiane; chi non c'è mai stato probabilmente la conosce solo per i moti del 1857 che qui iniziarono, o per gli scontri tra comunità qui avvenuti, in una città che vede oggi la sua popolazione equamente divisa tra hindu e musulmani. Nascosto nei suoi labirinti si scopre infatti un mondo che difficilmente si troverà altrove, perchè i commerci legali di gioielli, lame - celebri le sue forbici - editoria e attrezzature sportive - per il cricket, soprattutto - qui fioriscono accanto a quelli illegali delle più svariate merci rubate o contrabbandate, in serena e indifferente armonia.

Seconda solo a Jalandhar, Punjab, nella produzione ed esportazione di attrezzature sportive, Meerut ereditò quest'attività industriale da Sialkot, quando questa passò al Pakistan con la Partition del 1947. Durante la stagione dei matrimoni, gli introiti dell'idustria orafa cittadina si impennano: si calcola infatti che circa il 50% dei gioielli in oro venduti a Delhi siano prodotti a Meerut e che siano più o meno 80mila gli artigiani, prevalentemente provenienti dal West Bengal, qui impiegati in quell'industria.

Un'altra eccellenza di Meerut è quella dell'editoria, particolarmente la stampa di testi scolastici e, ultimamente, quella di libri illustrati diretti all'infanzia. Con la crescente alfabetizzazione della popolazione, il mercato indiano dei libri per bambini si sta infatti estendendo anche ai villaggi. Nonostante l'ottima salute di cui gode questa industria, Meerut ha però perso smalto in quella che fu la sua origine e cioè la vivacissima vita culturale che qui si sviluppò nei primi decenni che precedettero e seguirono l'Indipendenza indiana. Ci fu un tempo nel quale il Meerut College, uno dei più antichi nel suo genere del Paese, era considerato la meta agognata di ogni ambizioso studente indiano. Oggi tutto quanto fu gloria antica è un po' in decadenza. La Ghanta Ghar, la mastodontica torre dell'orologio costruita dagli Inglesi nel 1930, continua ad essere punto di riferimento e simbolo cittadino; ma il suo orologio da tempo non funziona più.

Come in altre città indiane di media grandezza, negli ultimi anni a Meerut sono in compenso spuntati ovunque grandi centri commerciali e supermarkets, fenomeno che ha incrementato notevolmente il traffico stradale senza che però la rete venisse efficacemente adeguata, se si eccettua la zona del cantonment, tradizionalmente dotata di ampi viali. Dalle infrastrutture adatte a una popolazione pre-indipendenza, pari a 80mila abitanti scarsi, si è passati infatti all' attuale milione 850mila circa e in continuo aumento, numeri che fanno di Meerut la terza città con la più rapida crescita in Uttar Pradesh dopo Noida e Ghaziabad.

 

Liberamente tratto e tradotto da Tehelka.

 

 
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