Hampi, la Storia in pietra PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Sud

Ampiamente menzionato nei resoconti dei viaggiatori occidentali sin dal XV secolo, l'impero Vijayanagara fu particolarmente presente in quelli dei Portoghesi, che dal 1498 erano sbarcati con Vasco de Gama nei pressi di Calicut. Nel 2010 ricorre il V° centenario dell'incoronazione del suo re più celebre: Krishnadevaraya.

Tempio di VitthalaParticolarmente dettagliati e interessanti riguardo all'impero Vijayanagar sono gli scritti di Domingo Paes, un commerciante di cavalli portoghese che oltre a trattare nei suoi resoconti ogni aspetto dell'impero, si concentrò particolarmente sulla sua capitale Hampi, nell'odierno Karnataka. Paes visitò la città nel suo periodo di massimo splendore, verso il 1520 durante il regno di Krishnadevaraya, rimanendo profondamente affascinato dalla ricchezza, dalla vita culturale e dalla grandeur esibita della capitale.

Krishnadevaraya, considerato uno dei più grandi statisti dell'India meridionale antica, portò l'impero Vijayanagar al suo apice, in buona parte grazie alle alleanze intessute con gli Europei freschi di sbarco. I Portoghesi, da secoli allenati al gioco diplomatico delle alleanze, compresero rapidamente che la presenza di un regno hindu in una nazione dominata prevalentemente da musulmani poteva essere la chiave per il loro successo; fu così che Hampi divenne il cuore dell'alleanza tra hindu ed europei, uniti dal fine comune di arginare l'espansione dei Sultanati, particolarmente di quello di BijapurNelle città dell'impero, narra Paes nelle sue cronache, arte e letteratura fiorivano e gli abitanti prosperavano grazie al commercio di spezie, pietre preziose e tessuti. Paes scrive di non poter definire esattamente le dimensioni di Hampi in assenza di un punto dal quale poterla osservare per intero ma che, arrampicatosi su di una altura, riesce a vedere la parte che le numerose colline sulle quali la città si distende gli permettono di osservare. Racconta che quel che riesce a vedere gli fa pensare che Hampi sia grande almeno quanto Roma e bellissima, punteggiata com'è di palmeti, frutteti e giardini e attraversata da acquedotti che irrigano le zone verdi e alimentano laghi artificiali.

Possiamo solo immaginare la bellezza con la quale a quel tempo si colmarono gli occhi di Paes, ma la struttura della città risulta ancora oggi evidente al visitatore. A proposito della zona commerciale, Paes scrive: "Proseguendo si incontra una strada ampia e bella, costeggiata da molti eleganti edifici che certamente appartengono a uomini che possono permettersi un simile lusso. In questa strada vivono infatti molti mercanti e qui troverete ogni genere di pietra preziosa e di tessuto e qualsiasi cosa esistente sulla terra che vi venisse voglia di acquistare. Ogni sera si tiene poi qui un mercato dove acquistare invece beni più comuni, quali frutta, piante, fiori, cavalli, legnami; troverete tutto su questa strada." A proposito del cibo, Paes commenta che Hampi è la città meglio fornita al mondo, ammirato com'è dalla grande varietà, quantità ed economicità di granaglie e legumi immagazzinati nei silos cittadini.

Le stalle per gli elefanti

Il nome Hampi si crede derivi dall'antica denominazione del fiume Tungabhadra, un tempo chiamato Pampa, sulle cui sponde crebbe quella che doveva diventare la capitale di un impero, sorta attorno al preesistente tempio di Virupaksha. Il santuario originale, ancora oggi esistente, fu successivamente ampliato dai sovrani del regno e particolarmente da Krishnadevaraya in occasione della sua incoronazione. La località di Hampi era stata scelta come capitale grazie alle straordinarie difese naturali che offriva, racchiusa com'è tra il fiume e le colline e la particolare conformazione di queste, punteggiate da caratteristici ed enormi massi che rendevano assai improbabile un attacco sferrato secondo le tecniche di cavalleria dell'epoca o per mezzo di elefanti da guerra. Ma mano a mano che si consolidò la pace nell'area, quei massi vennero utilizzati anche per scolpire mastodontiche statue ed imponenti edifici, in quantità tale da permettere ancora di scoprirne di nuovi fino agli Anni 80, come fu il caso di una piscina a gradoni perfettamente conservata. 

Ma uno degli aspetti più sorprendenti di Hampi è forse quello che vede amalgamati in perfetta armonia gli stili di due culture che formalmente si fronteggiavano. Se i cambiamenti nella Storia vengono spesso determinati da pregiudizi, convenienze, guerre e alleanze, nella Storia dell'Arte prevale infatti piuttosto la pace: mentre si combattevano guerre religiose, commerciali e di frontiera, gli artigiani di Hampi crearono intanto un mondo differente che seppe oltrepassare gli eternamente provvisori confini religiosi e di Stato, lasciando ai re le questioni belliche. Seppero vedere la bellezza anche nel Nemico che doveva presto porre fine al loro mondo, nel 1565, percependo il profondo senso estetico contenuto nello stile dei Sultanati, la fluidezza degli archi e la grazia delle loro cupole, e li incorporarono quindi in numerosi edifici della capitale; il magnifico risultato di questo approccio scevro da pregiudizi è ancora oggi pienamente godibile a Hampi, che una volta sconfitta non venne mai più abitata.

 

 
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