Il movimento Bhakti PDF Stampa E-mail
Le religioni e i riti - Le fedi

Il movimento conosciuto come Bhakti, tradotto grosso modo come Devozione verso la divinità, ebbe inizio nell'India meridionale per espandersi poi in tutto il subcontinente durante l'epoca medievale.

La nozione di Bhakti, devozione, è molto antica. Una primordiale concezione di Bhakti è riscontrabile nei più antichi testi vedici, specialmente nei confronti di divinità come Varuna. Una esposizione più chiara a riguardo si formò poi durante l'epoca detta epica e nel periodo Puranico. Testi come il Bhagavad Gita e il Bhagavata Purana esplorano infatti in maniera manifesta il Bhakti Yoga o Percorso della Devozione, in qualità di originale mezzo di salvezza.

Ma il movimento Bhakti propriamente detto fu un fenomeno storico-spirituale che si manifestò in principio nell'India meridionale, a partire dalla metà del primo millennio d.C. e che fu reso popolare da mistici poi canonizzati come santi-poeti, che esaltarono la devozione e l'amore spontaneo per Dio come il principale mezzo di salvezza e liberazione, Moksha. La corrente si sviluppò durante le dinastie Pallava e Pandya, tra il V e il VII secolo, e i suoi primi esponenti noti vengono ricordati come i 63 Nayanars, devoti shivaiti, e i contemporanei 12 Alwars, devoti vishnuiti. Tra i primi mistici shivaiti del gruppo dei 63 Nayanars si trova Karaikkal Amaiyar, una donna che si pensa sia vissuta tra il V e il VI secolo d.C. e che probabilmente fu contemporanea di due Alwars vishnuiti, Bhuttalvar e Peialwar. Altri, tra i più celebri mistici shivaiti appartenenti al movimento, vengono ricordati come i Nalvar - i quattro eminenti - Sundarar, Appar, Sambandar e Manikkavasagar: gli estatici inni da loro composti sono considerati gemme della letteratura medievale Tamil, così come anche quelli composti dai 12 Alwars, riuniti in una raccolta conosciuta come Nalayira Divya Prabandham, ancora oggi recitata nei templi. Tra tutti i 12 santi-poeti vishnuiti, è tenuta in particolare considerazione Andal, o Goda Devi: si tratta dell'unica donna di questo gruppo e gli inni da lei composti vengono considerati una delle migliori espressioni del misticismo dell'anima-sposa divina nell'ambito della religione induista.

A partire dall'epoca tardo-medievale, il movimento Bhakti si diffuse anche al Nord, ma non si suddivise come al Sud tra vishnuiti e shivaiti, caratterizzandosi piuttosto come un movimento fluido, nell'ambito del quale vari mistici diedero ognuno il proprio personale contributo. La devozione indirizzata nel Sud verso Shiva e Vishnu, in tutte le loro manifestazioni, si concentrò tuttavia al Nord principalmente su Rama e Krishna, entrambi manifestazioni di Vishnu, grazie anche alla diffusione di composizioni quali il GitaGovinda, del XII secolo. Tuttavia, ciò non significa che nel Settentrione il culto tradizionale di Shiva e Devi avesse subito nel frattempo un declino. Il movimento Bhakti convisse infatti serenamente con tutte le altre correnti religiose, ma da parte shivaita venne piuttosto assorbito e rielaborato senza per questo dare adito a un nuovo movimento specifico. Risale proprio allo stesso periodo anche lo sviluppo della scuola Vira Shaiva, fondata da Basava nel XIII secolo, preceduto da quello della Shaiva-siddhanta, di antichissima origine meridionale, secondo la quale per esempio Shiva E' Brahma: scuole di pensiero che dunque incorporarono direttamente nelle loro dottrine gli insegnamenti della Bhakti.

Su queste basi, si ebbe poi tra il XIV e il XVII secolo una nuova ed eccezionale fioritura del movimento, questa volta però a partire dall'India del Nord, e promosso da vari maestri globalmente indicati come i Sants: Caitanaya, Vallabha, MiraBai, Kabir, TulsiDasTukaram e altre figure destinate a grande e imperituro carisma anche in altri ambiti, come per esempio nel caso di Tyagaraja in quello della musica classica carnatica. I loro insegnamenti rispondevano infatti a ciò che le masse potevano comprendere intuitivamente, al di fuori del pesante fardello costituito dai rituali dei Brahmani e dalla sottile complessità della filosofia tradizionale, travalicando le divisioni fra caste nonchè spesso anche quelle della religione, grazie alla grande e contemporanea diffusione in India del Sufismo. Il fiorire della letteratura devozionale bhakti favorì inoltre anche quello di altra prosa e poesia nelle numerose lingue vernacolari, immediatamente comprensibili per tutto il popolo, andando così a costituire in molte regioni indiane le prime basi della letteratura locale.

Nell'odierno Karnataka, per esempio, sono proprio gli inni bhakta composti in onore di Vishnu a costituire il primo nucleo della letteratura in lingua Kannada, mentre alcuni degli esponenti del movimento contribuirono in maniera sostanziale anche allo sviluppo della musica carnatica. In Bengala, gli inni di Ramprasad Sen, conosciuti come Shyama Sangeet o canti della Madre Oscura, del XVII secolo, sono ancora oggi molto popolari, offrendo con le loro tematiche una notevole gamma di risposte emotive, viscerali, popolari, ma anche filosofiche e basate sugli insegnamenti del Vedanta, nei confronti dell'enigmatica ma amatissima Ma Kali.

Il movimento Bhakti, guardato in principio con forte sospetto e considerato destabilizzante dai religiosi, poichè ribellandosi alle distinzioni di casta e ai rituali brahmanici rivendicava l'accessibilità diretta per tutti al Divino, grazie all'immensa popolarità goduta tra le masse venne col tempo accettato e anzi, come di consueto alla fine perfettamente inglobato nel vasto ed elastico mondo induista e ancora oggi continua ad essere una tra le più importanti espressioni religiose dell'India moderna.

 

 
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