Il matrimonio islamico PDF Stampa E-mail
Le religioni e i riti - I riti

Secondo la Costituzione indiana, i Musulmani e gli appartenenti ad altre religioni minoritarie hanno diritto a leggi proprie in materia di matrimonio, divorzio ed eredità.

La sposa è superfluaIl Consiglio nazionale islamico in India ha messo a punto recentemente un nuovo modello per il Nikaahnama, le linee guida per il codice matrimoniale. Le innovazioni sono state salutate da alcuni come pietre miliari nella salvaguardia dei diritti delle donne, da altri come una semplice operazione di cosmesi che in nulla migliorerà la condizione femminile. Le nuove norme si riferiscono principalmente all'obbligo del marito di pagare in un tempo fissato il "prezzo" della sposa, incoraggiano il matrimonio d'amore e ne sottolineano la validità solo in presenza di un religioso, ma indicano esclusivamente come "non auspicabile" la tradizione del divorzio rapido, detto del triplo Talaq. Ripetendo tre volte la frase " io ti ripudio " Talaq, appunto, il marito fa sì che i diritti della moglie caduchino istantaneamente. Le tecnologie moderne hanno portato persino a casi di divorzio istantaneo via SMS e per i motivi più futili.

La richiesta di abrogazione di questa pratica viene principalmente dalle comunità islamiche urbane e colte, ma nelle zone rurali, con ampie percentuali di analfabetismo soprattutto femminile, la tradizione viene invece difesa strenuamente. La Shariah, la legge islamica, in realtà prevede un periodo di un mese, Tuhar, durante il quale la coppia deve adoperarsi per la riconciliazione con la mediazione delle famiglie o dei religiosi. Se questa risulta impossibile, allora il Talaq viene pronunciato con valore legale. Le rappresentanti dei gruppi di attiviste per i diritti delle donne musulmane contestano l'autorità legislativa in materia dei religiosi, in uno Stato come l'India ove esiste il Diritto di famiglia, e auspicano l'estensione della legge per tutte le donne del Paese, a prescindere dalla religione di appartenenza. 

Il matrimonio islamico non è un sacramento vero e proprio, ma fondamentalmente un contratto tra famiglie, dove la sposa potrebbe anche, in teoria, non essere presente; tuttavia il suo consenso dev'essere verificato e certificato. La pratica del matrimonio tra cugini è ancora molto diffusa, tradizione che permette alle proprietà di dote di rimanere in famiglia e agli sposi di restare entrambi in un nucleo familiare già noto e accogliente. Ma, in mancanza di candidati ovvi, sono generalmente le donne anziane della famiglia coloro che si incaricano di selezionare previamente le varie possibilità, tanto per la ragazza da marito quanto per il ragazzo ancora celibe.

Secondo la tradizione - che però, come di consueto, può variare parecchio a seconda delle regioni indiane e del contesto familiare - il matrimonio islamico indiano dura cinque giorni; dopo la cerimonia dell'Istikhara, durante la quale l'autorità religiosa competente chiede il consentimento di Dio all'unione, e dopo quella dell'Imam Zamin, con la quale la futura suocera lega al braccio degli sposi delle monete d'oro o d'argento cucite in fasce di tessuto, il matrimonio può aver luogo, ma non prima di aver celebrato il Manjha, due giorni prima del Nikaah, le nozze vere e proprie. Durante questa cerimonia, i fidanzati rimangono generalmente confinati nelle proprie case, dove vengono sottoposti a massaggi con Butna, una pasta a base di semi di mostarda, o Haldi, pasta di curcuma e ad abluzioni rituali. Poi è la volta del giorno del Mehendi, quando le mani e i piedi della sposa, e qualche volta anche quelli dello sposo, vengono ornati con i classici ed intricati tatuaggi all'hennè. Accompagnato spesso anche da processioni e bande, arriva infatti a casa della sposa il Sanchaq, inviato dalla famiglia dello sposo: si tratta del corredo nuziale di gioielli tradizionali e vesti che la sposa indosserà al matrimonio, oltre all'henné e ad ornamenti vari, il tutto accompagnato da dolciumi e prelibatezze. A sua volta lo sposo indosserà per il matrimonio vesti donate dalla famiglia della sposa.

Un corteo festoso accompagnerà poi lo sposo, possibilmente a cavallo ma sempre almeno scortato da amici e parenti, fino alla casa della fidanzata. Prima della cerimonia di nozze pubblica, che avverrà solo se la sposa è presente, avviene allora la stesura del contratto vero e proprio tra le parti, rappresentata ognuna da un Mujtahid, un'autorità religiosa di riferimento e dai padri dei due fidanzati. Se il Maher, il prezzo della sposa, spesso solo simbolico, non è stato ancora fissato e accettato, questo è il momento in cui ciò avviene. Quando possibile, questo si presenta sotto forma di monete d'oro, che cresceranno ulteriormente di numero con gli omaggi di amici e parenti durante i seguenti festeggiamenti e che costituiscono una sorta di dote che teoricamente dovrebbe rimanere a disposizione della sposa. Una volta che entrambe le parti hanno dato il loro consenso, i due Mujtahid dichiarano l'avvenuto matrimonio e i testimoni firmano. Sure coraniche e poemi vengono recitati al termine dell'evento. 

La cerimonia ed i festeggiamenti che avvengono in seguito possono essere ancora caratterizzati dalla divisione tra gli ospiti e parenti dei due sessi mediante una tenda, Purdah, o addirittura in locali adiacenti ma distinti. Preghiere e versetti del Corano vengono letti, mentre le teste degli sposi seduti uno accanto all'altro, la sposa col volto nascosto da un velo, vengono in genere coperte da un'unica stola a indicare l'unione coniugale. Gli stessi sposi recitano alcune Sure al cospetto del Maulvi, l'officiante, e poi possono finalmente guardarsi mutuamente; questo avveniva un tempo per la prima volta sempre attraverso uno specchio, nel rito chiamato Arsi MushafLo sposo col dito indice tracciava allora alcuni versetti coranici sulla fronte della sposa e poi, secondo la cerimonia del Kheer Chatai, gli sposi seduti faccia a faccia si imboccavano a turno con un cucchiaino colmo di yoghurt. 

Solo allora poteva avvenire il Runumai, quando cioè anche i parenti maschi dello sposo potevano vedere in volto la novella sposa e darle il loro benvenuto formale. Feste e banchetti serali segnano le avvenute nozze, secondo lo stile comune ai matrimoni delle altre comunità indiane. Nell'ambito di queste celebrazioni, vengono spesso incorporate alcune tradizioni di origine induista - come la rottura di una noce di cocco o pratiche simboliche affini - così come altre di tipo occidentale, come per esempio il taglio della torta nuziale o lo scambio delle fedi. Se gli sposi andranno a vivere con la famiglia del marito, secondo tradizione, la suocera o un'altra parente la accoglierà e accompagnerà al suo arrivo in casa sostenendo il Corano sopra il suo capo. 

 

 

 
Guida India feed

Cerca su GuidaIndia

Mappa interattiva

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!