New Delhi, capitale da 100 anni PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Arte e architettura
Domenica 11 Dicembre 2011 15:57

Cent'anni fa Delhi era un luogo molto diverso da quello che è oggi. Rakhshanda Jalil ripercorre per The Hindu alcuni eventi ed edifici che, dall'ultimo Delhi Durbar alla post-indipendenza, hanno contribuito alla trasformazione della città nell'odierna capitale indiana.

 

La Government House, ora Rashtrapati Bhavan, residenza del Presidente dell'India  quasi completata. Sullo sfondo la Council House, ora Parlamento. Questo mese si celebra il centenario della fondazione di Nuova Delhi: il momento giusto, dunque, per fare un veloce rewind e ricordare quel giorno di cent'anni fa e le conseguenze che ebbe su di un paesaggio urbano che da allora doveva modificarsi in maniera irrevocabile.

Col Durbar Dilli, la trionfale parata generale tenutasi il 12 dicembre 1911, i sovrani britannici si proclamarono Imperatori ed annunciarono il ritorno della capitale indiana da Calcutta a Delhi; contemporaneamente, in quella che doveva diventare la nuova città ebbe inizio una febbrile attività edilizia. All'epoca, l'evento aveva provocato reazioni contrastanti tra la popolazione cittadina: alcuni ne avevano deriso apertamente lo sfarzo decadente mentre altri si erano ammassati lungo le strade per acclamare la coppia imperiale britannica. Molti dei vecchi abitanti della città, in particolare i musulmani, furono addolorati dall'annuncio, presentendo, giustamente, che si stava celebrando la fine di un'era. Tuttavia, per nulla scoraggiati dai dubbi della popolazione locale, che vedeva avvicinarsi la fine di uno stile di vita che un tempo ruotava intorno alla grandezza un po' fatiscente del Quila-e-Moalla, come allora veniva chiamato il Red Fort, gli architetti imperiali si accinsero a progettare quella che doveva diventare Nuova Delhi.

Oltre alla monolitica Government House, che venne costruita per ospitare il Viceré e i funzionari del Raj, vennero subito eretti diversi bungalows in stile coloniale lungo i nuovi ed ampi viali alberati, così come una serie di edifici ausiliari atti ad ospitare ospedali, uffici postali, stazioni di polizia, scuole, università, negozi e alberghi. Nel 1922 venne fondata l'Università di Delhi e un altro gruppo di grandiosi edifici venne costruito nei pressi della Civil Lines, la zona residenziale. Precedentemente, nel 1920, era stato costruito anche il Lady Hardinge College, per le studentesse di medicina. L'ufficio del registro venne spostato da Calcutta a Delhi nel 1926 e ospitato in un edificio disegnato dall'architetto Edwin Lutyens, il Public Records Office, successivamente rinominato National Archives of India. Mentre la costruzione del palazzo del Viceré e degli edifici del Segretariato che fiancheggiano la Central Vista andava però a rilento (dalla fondazione, nel 1914, fino al loro completamento, nel 1931) anche a causa del crescente disaccordo e astio esistenti tra i due architetti principali, Edwin Lutyens e Herbert Baker, altri edifici venivano intanto progettati e rapidamente portati a termine da un altro architetto, relativamente molto meno conosciuto: RT Russel. Fu Russel a costruire il cuore commerciale di Delhi, Connaught Place, terminato nel 1933, come anche il Gol Dak Khana - o Ufficio Postale Rotondo -  l'aeroporto Safdarjung, i tribunali, la Casa Flagstaff, che fu poi abitata da Nehru e rinominata Teen Murti House - o la casa delle 3 statue - e circa 4000 altri bungalows di vario genere destinati ad ospitare il piccolo esercito di funzionari di governo.

 

Fu poi E. Montague Thomas colui che progettò e costruì nel 1912 l'edificio destinato in origine al Concilio Legislativo Imperiale e poi temporaneamente al Segretariato, e che marcò lo stile di quei bungalows che sono oggi considerati una parte così caratteristica della "Delhi di Lutyens". Herbert Baker, W.H. Nicholls, C.G. e F.B. Blomfield, Walter George Sykes, Arthur Gordon Shoosmith, Henry Medd sono alcuni degli architetti britannici che progettarono numerosi edifici pubblici destinati a ospitare hotel, banche, scuole, ecc. Il verde fu pianificato con precisione magistrale, utilizzando per i viali la lista di 72 alberi autoctoni redatta da P.H. Clutterbuck; W.R. Mustoe diresse la messa a dimora delle piante ed insieme a Walter Sykes George curò la paesaggistica del parco progettato da Lutyens all'interno della Casa del Governatore, un giardino in stile Mughal voluto dal Vicerè di allora, Lord Hardinge of Penshurst.

 

Il 1930 vide anche la costruzione di quattro grandi scuole, St. Columba, Saint Thomas, Somerville e Modern; quella dello sfarzoso Hotel Imperial, del cinema Regal nell'edificio Rivoli, di uno stadio polifunzionale chiamato l'anfiteatro Irwin, di uno scenografico campo da golf a 27 buche su 177 ettari di terreno, dell'attuale ECE House e della Scindia House, entrambe costruite ai margini di Connaught Place, e della Freemason's Hall, la loggia massonica locale, la cui prima pietra fu posata da Lord Willingdon, Viceré e Governatore generale dell'India nel 1935. In precedenza, nel 1930, erano state gettate anche le fondamenta per un ospedale, allora conosciuto come l'Irwin Hospital, su quello che fino ad allora era stato il complesso della Prigione Centrale. Nello stesso anno venne fondato anche il collegio femminile Irwin e successivamente l'Ospedale Willingdon. Ci vollero in sostanza più di 20 anni per costruire una moderna, nuova capitale, che gli imperiali costruttori erano però destinati a governare per soli altri 17.

 

1947: tendopoli di rifugiati a Delhi dopo la Partition e la nascita del PakistanMentre la nuova città continuava a crescere a Nord e ad Ovest dell'antica ShahJahanabad, trasformandosi in una metropoli moderna e in una vetrina per architetti occidentali in ascesa, dopo il Durbar del 1911 la vecchia Delhi si disintegrò. Nessun tentativo venne fatto per restaurare gli edifici che erano stati danneggiati o rasi al suolo durante la rivolta del 1857, nessuno sforzo volto a creare continuità tra la città vecchia e quella nuova. Un invisibile cordone sanitario le divise: se la città vecchia era angusta, malata, decadente e mal servita, la nuova era spaziosa, sterilizzata, ben pianificata e definita: sacche di incuria abissale e di totale disprezzo per i normali standard igienici continuarono a coesistere con le vicine oasi del privilegio. "Allo scoccare della mezzanotte, quando il mondo dorme, l'India si sveglierà alla libertà e alla vita", aveva dichiarato Nehru il 15 agosto 1947, all'alba dell'Indipendenza indiana. Ma mentre la nazione manteneva il suo appuntamento con il destino, la sua capitale subiva diverse drammatiche modifiche nella sua topografia, topologia e demografia: mentre un pezzo consistente della popolazione musulmana della città migrava verso il neonato Pakistan, a Delhi giungevano i disperati profughi provenienti dal Punjab occidentale, cambiando il tessuto socio-culturale di Delhi per sempre.

 

Vennero costruiti allora nuovi complessi residenziali e nuove colonie furono fondate nei pressi dei numerosi villaggi delle vicinanze e si rese necessario un nuovo tipo di architettura, capace di rispondere rapidamente alle esigenze in continua crescita e mutazione della capitale della nascente repubblica. Il principale architetto, tra coloro che tra gli Anni 50 e 70 definirono l'identità della città post-indipendenza attraverso monumenti ed edifici che divennero iconici - molti dei quali commissionati appositamente da Nehru, che voleva che "i templi dell'India moderna" prendessero il posto di quelli vecchi, quelli convenzionali - fu Habib Rahman, ideatore di costruzioni moderniste come il Gandhi Memorial, l'Ufficio del Revisore Generale, la Posta Centrale, l'Indraprastha Bhawan, la sede centrale per l'Asia meridionale della WHO, il Rabindra Bhawan, il mausoleo del Presidente Fakhruddin Ali Ahmad o quello di Maulana Azad, per citarne solo alcuni.

 

Una veduta aerea della città compleata, con l'India Gate alla fine della Kingsway, oggi Rajpath.Negli anni dopo l'Indipendenza, parchi, ospedali, strade, piazze, viali e quartieri vennero naturalmente ribattezzati coi nomi di nuovi eroi, così come vennero modificate le finalità di diversi edifici: il palazzo del Viceré divenne il Rashtrapati Bhawan, la Kingsway divenne il Rajpath, la Council House è oggi il Parlamento e così via. La statua di re Giorgio V fu rimossa dal baldacchino sito di fronte all'India Gate, che da allora è rimasto vacante, poichè nessun accordo è mai stato raggiunto a proposito di chi avrebbe dovuto sostituirlo: forse quello spazio vuoto è destinato a rimanere tale, quale presagio di nuove possibilità.

 

Liberamente tratto e tradotto da The Hindu

 

Per approfondire: Lutyens' Delhi

 

I molti aspetti della città, celebrata da Bollywood, dai cittadini nativi e da quelli adottivi

 
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