Gli Swara, le note indiane PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Musica

Lo Swara è la nota indiana, il mattone principale con cui costruire la musica, imitando l'espressività della voce umana pur derivando da quella animale.

swara, le note indiane secondo alcuni Raga

Secondo la mitologia indiana, l'origine degli Swara è da cercarsi nei suoni prodotti dagli animali e dagli uccelli. Sa, Shadja, è paragonabile al suono prodotto dal pavone all'apice dell'estasi, Re, Rishabha, rappresenta il verso della mucca che chiama il suo vitello, Ga, Ghandara, è il belare della capra, Ma, Mahayama, è il richiamo dell'airone, Pa, Pancham, è lo swara usato dal koyal, l'usignolo indiano, Dha, Dhaivata, è il nitrito del cavallo e Ni, Nishadha, il barrito dell'elefante.

Gli Swara primari o Shuddha Swara sono dunque Sa Re Ga Ma Pa Dha Ni, che corrispondono alle nostre sette note occidentali e vengono collettivamente chiamati Sargam, dal nome delle prime 4. Lo stesso nome è dato anche alla pratica del solfeggio.

Il termine Swara si fa originare da Sva, il , e Ra, risplendere, venendo a significare ciò che risplende da sè. I sette Swara primari formano un Saptak. Ma nel Saptak, la settima, la musica indiana riconosce in totale 22 toni di cui solo 12 sono facilmente distinguibili dall'orecchio umano, come nella nostra ottava: i sette Shuddha Swara più altri 4+1 che sono alterazioni di Ri Ga Dha Ni, i Komal Swara, le note bemolli e il Ma diesis, Tivra. Uno Swara può però avere un colore diverso a seconda del Raga in cui viene suonato, delle sue caratteristiche e degli altri Swara utilizzati, a causa della presenza di altri suoni o frequenze tra i sette Swara primari. La differenza fondamentale tra la scala musicale occidentale e il Saptak indiano risiede nel fatto che il virtuoso, passando da una nota all'altra, passa attraverso tutti i microtoni intermedi. La corretta evocazione di un rasa, il sentimento che soggiace a un raga, in gran misura dipende dalla sequenza degli Swara utilizzati, dallo Swara principale, Vadi Swara - la nota più usata - e dalla Samadi Swara - la seconda nota più importante di un raga, che normalmente si trova 4 o 5 note dopo la Vadi Swara, oltre che, naturalmente, dall'interpretazione del musicista. Dato che molti sono i modi possibili di raggruppare gli Swara, molti sono i raga che ne derivano.

La musica classica indiana utilizza generalmente 3 settime, Saptak: la settima centrale o Madhya Saptak, quella seguente Taar Saptak, alta, e per indicarla al nome della nota verrà aggiunto un puntino in alto e Mandra Saptak, la precedente alla centrale, bassa, indicata con puntino al di sotto. Se le note sono bemolli, porteranno una lineetta sotto di sè, mentre per il diesis verrà apposto al di sopra un accento. Le note vengono trascritte con la sola iniziale. Secondo la tradizione indiana, ogni Swara ha un suo proprio modo espressivo con differenti effetti psicologici e fisici e con collegamenti ad un colore, un sentimento o un dio. Per esempio i Raga dove Ma e Pa sono dominanti, vengono usati per esprimere gioia e passione; Sa e Pa esprimono eroismo, collera e stupore; Ni e Ga compassione, Dha disprezzo e paura. Sa è inoltre luminoso, Ga è dorato, Pa è scuro mentre Dha è giallo intenso.

 

 
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