Il Khayal PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Musica

Forse l'esempio più raffinato della musica classica hindustani, il Khayal ebbe grande diffusione a partire dal XVIII secolo.

Sadarang, KhayalIl Khayal, o Khyal, è una forma di canto molto diffusa nella musica classica Hindustani ed è considerato tra i più alti punti di fusione tra la cultura indiana e quella persiana. Lo sviluppo della sua forma attuale si deve probabilmente ai musicisti della corte moghul Niyamat Khan, o Sadarang, e a suo nipote Firoz Khan, o Adarang, attivi nel XVIII secolo, ma alcuni studiosi ne fanno risalire l'origine fino ad Amir Khusro, leggendario poeta e musicista alla corte di Allauddin Khilji, Sultano di Delhi tra il XIII e il XIV secolo.

L'esecuzione in stile Khayal, o Khayal Gaiki, dipende in gran parte dalla fantasia dell'interprete e dalla sua capacità di improvvisazione, poichè la composizione originale diviene semplicemente una base sulla quale, all'interno delle convenzioni e della grammatica della musica hindustani, il solista ricama e improvvisa, a volte affiancato anche da una seconda voce. Si potrebbe definire il Khayal come una forma classico-romantica, che combina il classicismo del Dhrupad, forma solenne e più rigida basata su tematiche religiose, con il romanticismo del Thumri, forma classico-leggera che comprende canti romantici ed erotici, nel quale i versi sono dominanti rispetto alla musica, e il tutto viene ornato con numerosi elementi derivati anche dal Qawwali.

L'esecuzione di questo stile generalmente prevede 2 brevi composizioni, da 2 a 8 versi, chiamate Bandish, dove il testo, in origine prevalentemente in Hindustani, finisce però per perdere importanza rispetto all'improvvisazione basata sugli infiniti vocalizzi, Gamak, che possono portare ogni brano a durare anche 30 minuti o più. Letteralmente Khayal significa infatti fantasia, immaginazione e nelle composizioni di questo tipo si percepisce infatti tutto il fervore dei Rasa sentimentali, giacchè come ogni composizione classica indiana, anche ogni Khayal si appoggia su di un determinato Raga e prende il ritmo di uno specifico Taal, o Tala. Ognuna delle due composizioni si suddivide in genere in due parti: lo Shtay, che copre le note inferiori previste dal Raga, illustrandolo, e l'Antara, che esplora prevalentemente quelle superiori, riallacciandosi infine nuovamente allo Shtay

Il o i solisti, come detto a volte in duo, esordiscono spesso con un Alap, sorta di introduzione improvvisata del Raga, per poi inoltrarsi nel primo Bandish vero e proprio, Bada Khayal, con ritmo lento, che nella seconda parte, più breve, Chhota Khayal, tende ad accelerare, appoggiandosi quindi a due Taal diversi pur all'interno dello stesso Raga. Un'ulteriore breve e rapida composizione di stile più leggero, Tarana o Thumri, può aggiungersi come finale. Ogni Gharana, scuola musicale, mette l'enfasi su una o l'altra parte di questa struttura-tipo, oppure ne altera anche la sequenza. Naturalmente oggi le contaminazioni tra Gharana sono frequenti, mentre fino a pochi decenni fa ai discepoli delle principali era persino vietato assistere a concerti di musicisti appartenenti a scuole diverse, per timore che potessero subire un'indebita influenza.

Gli strumenti che di solito accompagnano le esecuzioni di Khayal sono il tanpura e i tabla, ma a volte la formazione include anche il sarangi - ormai una rarità, data la difficoltà dello strumento - spesso sostituito dall'armonium, e al Sud il violino.

 

 
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