Mumbai: ritorno al proibizionismo? PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Le grandi metropoli
Lunedì 02 Luglio 2012 12:31

Le sempre più frequenti azioni di polizia, volte a moralizzare la frizzante vita notturna di Mumbai, stanno mettendo in serie difficoltà l'industria dell'intrattenimento e la vita della Gente della Notte nella capitale economica indiana. 

Ragazze fermate all'Oakwood PremierGuidate dall'inflessibile commissario aggiunto Vasant Dhoble, sembra che ultimamente le Forze dell'Ordine di Mumbai stiano facendo del loro meglio per mandare a letto presto una volta per tutte, e il più sobria possibile, la metropoli indiana fino a poco tempo fa celebre, come già altre nel mondo, per Non Dormire Mai. Gli operatori del settore lamentano però nel frattempo un calo del loro giro d'affari che varia dal 30 al 50 %, mentre i Mumbaikars si dividono tra entusiasti ed esasperati.

A colpi di irruzioni, di regolamenti e codici, spesso così vetusti ed inapplicati da decenni da essere stati fino a poco tempo fa del tutto ignoti tanto alla maggior parte degli operatori del settore quanto agli utenti, la polizia mumbaita sta infatti chiudendo o sanzionando pesantemente parecchi locali notturni, dopo aver effettuato spettacolari blitz al loro interno durante feste e serate. 

Le operazioni di polizia, come nel caso del blitz dello scorso Maggio durante una festa al residence Oakwood Premier Hotel, a pochi passi dalla spiaggia di Juhu, che fece scalpore a causa del fermo temporaneo di 96 persone di cittadinanza e notorietà varia, tra le quali un paio di noti giocatori di Cricket, vengono per di più spesso accompagnate anche da un avviso previo alla stampa locale, che si incarica quindi di immortalare i fermati e divulgarne le foto. All'Oakwood, una ventina di agenti aveva fatto irruzione nel pub dove si teneva la festa e, fatta tacere la musica, agli astanti era stato annunciato che notizie certe denunciavano la presenza di droga nel locale. Dopo lunghe ricerche, uno degli agenti aveva dichiarato di aver trovato sopra un divano una busta contenente circa un etto di cocaina; tutti i presenti erano stati quindi fermati e scortati presso un vicino ospedale per essere sottoposti ad un prelievo per il test anti-droga e nessuno era stato rilasciato prima della mattina seguente. All'uscita dell'hotel prima, dell'ospedale poi e infine del commissariato, i malcapitati avevano trovato i fotografi ad attenderli. Secondo il rapporto di polizia recentemente reso noto, 44 dei 96 fermati erano risultati positivi al test, circostanza contestata però in massa dagli interessati. Analoghe operazioni sono avvenute anche in ristoranti, come lo Zoe Cafe a Parel, lo Shiro di Worli, il Masala Curry ad Andheri, in pub come il Madness di Khar, il Royalty, il Rehab e lo Shack Hawaiian a Bandra e in discoteche, come il Trilogy di Santa Cruz.

Ma anche le case private sembrano essere diventate un bersaglio comune per le Forze dell'Ordine, che accorrono in massa alla minima lamentela presentata da qualsiasi vicino più intollerante degli altri, portando dunque una parte dei cittadini a parlare ormai apertamente di Talebanizzazione di Mumbai e l'altra, invece, ad acclamare pubblicamente i restauratori dell'ordine e della morale locale. Morale che può essere facilmente restaurata a forza, grazie ad alcuni regolamenti sorpassati o vessatori che sono sopravvissuti nella legislazione in materia di intrattenimento. E' facile, per esempio, chiudere o multare un locale accusando il gestore di non aver fornito ai suoi clienti un'area di parcheggio compatibile con il numero di ingressi emessi, in una città dove ormai sostare vicino o lontano dal luogo di interesse è palesemente un miraggio. Oppure perché la licenza concessagli dal Comune per scritturare un DJ permette sì di avere qualcuno che metta musica, ma non gente che balli al suo ritmo. O se, ottenuta anche quella per le danze, viene poi fuori che questa è valida solo fino ad un massimo di 10 coppie danzanti per volta...

Ma non solo: forse non tutti sanno che... i consumatori di alcolici, a Mumbai e in tutto lo Stato del Maharashtra, devono essere in possesso di un Permesso apposito, se non vogliono essere multati o, peggio, finire al fresco. Per la legislazione locale, risalente al 1949 e sostanzialmente non più applicata da 40 anni a questa parte, bere alcolici a casa propria o nei locali, così come trasportarli senza permesso, equivale a guidare senza patente: multe salate e carcere fino a 6 mesi. Sebbene il proibizionismo sia stato infatti abolito ufficialmente a Mumbai nel 1973, alcuni codicilli sono sopravvissuti nelle pieghe della legislazione comunale e a quelli si aggrappano ora coloro che vogliono moralizzare soprattutto la gioventù dorata della metropoli. Particolarmente la sua parte femminile: molte le accuse di prostituzione - quasi sempre infondate - che ultimamente fioccano per signore e signorine sorprese a sorseggiare senza permesso un drink durante una serata in un locale.

I gestori di locali e le rivendite autorizzate, visto l'andazzo, forniscono quindi direttamente ai loro avventori permessi giornalieri. Costano 2 Rupie, per bere i liquori nazionali, e 5 per quelli esteri. E dovete avere almeno 25 anni per ottenerli. Il permesso per un anno costa invece 100 Rupie, quello permanente 1000 e si possono ottenere all'arrivo, all'aeroporto. Il divieto si estende anche ai cioccolatini al liquore. Insomma: occhio al Mon Chéri di contrabbando dimenticato in borsa, se partite per Mumbai...

 
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