Weekend a Kolkata PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Le grandi metropoli
Venerdì 23 Novembre 2012 08:36

Scippata del potere politico un secolo fa da New Delhi, poi di quello economico da Mumbai e nonostante le eccessive stigmatizzazioni occidentali, la capitale del West Bengal è riuscita a mantenere sempre alta la sua reputazione di centro culturale, gastronomico ed intellettuale di primo piano. Trentasei ore per visitarla, secondo la proposta stilata questa settimana dalla rubrica Viaggi del NewYorkTimes 

 

 

La narrazione dell'India contemporanea tende a concentrarsi sui nuovi centri del potere economico, politico e tecnologico, tralasciando spesso l'affascinante capitale del West Bengal, la Calcutta che fu sede del Raj britannico e che tanto venne stigmatizzata in Occidente come paradigma della miseria e del caos indiano, particolarmente durante la guerra civile scoppiata al principio delgi Anni 70 in quello che doveva diventare il vicino Bangladesh e l'enorme quantità di profughi che si riversarono nella regione indiana. La città si sta invece rapidamente mettendo al passo con la parte più all'avanguardia della nazione, pur conservando la sua centralità intellettuale e culturale, offrendo così oggi ai visitatori l'opportunità di intravvedere la modernità urbana emergere passo dopo passo dal suo onnipresente e ricchissimo passato. E di mangiare magnificamente nel mentre.

 

Venerdì

Ore 15.00  Il centro del potere

BBD Bagh ex-Dalhousie SquareConosciuta durante l'epoca coloniale come Dalhousie Square, BBD Bagh è il cuore politico di Calcutta. Oltrepassate le bancarelle di cibo che vendono omelette e dosa agli impiegati della zona e godetevi gli edifici coloniali della piazza, dove un tempo si svolgevano tutte le attività commerciali ed amministrative del Raj britannico. Il più importante di questi è il Writers Building, sul lato nord, un edificio colonnato di mattoni rossi risalente al 1776 e oggi sede del governo dello Stato.

 

Ore 17.30 Pausa d'arte

Al principio del XX secolo, il revival nazionalista promosso dala scuola d'arte bengalese si era opposto agli intenti manieristici della Scuola di Calcutta, che incoraggiava gli studenti a produrre minature in stile moghul, considerate all'epoca la quintessenza dell'espressione indiana, soprattutto in contrasto con il presunto materialismo imperante in occidente. Anche se l'influenza delle due scuole locali è da tempo scemata, Kolkata rimane ancora oggi un luogo centrale per il mondo dell'arte moderna indiana: il CIMA, Centro Internazionale d'Arte Moderna, (Sunny Towers, al 43 di Ashutosh Chowdhury Avenue) spazio elegante e moderno sito a Calcutta Sud, è oggi uno dei posti ideali per farsene un'idea. 

Ore 19:30 Piatto ricco...

Kewpie’sLa maniera tradizionale per assaporare l'autentica cucina bengalese, caratterizzata dai piatti a base di pesce di fiume e fortemente accentuata dall'uso dell'olio di senape, un tempo era quella di farsi invitare a cena dai locali. Ma a causa del crescente numero di signore ormai fortunatamente occupate anche al di fuori delle loro cucine, il numero di ristoranti che offrono oggi ottimi piatti tipici è in continuo aumento. Tra questi, è difficile battere Kewpie’s, sito al piano terra di una villetta al 2 di Elgin Lane. Andateci con parecchio appetito e ordinate un thali mangshor (620 rupie, meno di 12 dollari al cambio attuale) e vi serviranno un'abbondante selezione di pesce, verdure e un curry di carne, insieme a riso, celebri dolci locali e molto altro ancora.

Ore 22.00 Due salti e un drink

La vita notturna di Kolkata non è più così scintillante come un tempo, dopo l'entrata in vigore delle disposizioni che impongono ai locali di chiudere a mezzanotte a seguito di un fattaccio di cronaca occorso lo scorso Marzo, ma tutto sommato si può ovviare al problema semplicemente portandosi avanti con l'orario: se non avete problemi di budget, trovatevi magari un angolo al Plush, il locale mediterraneo del vittoriano Hotel Astor, al 15 di Shakespeare Sarani, e bevetevi un cocktail mentre la pista da ballo comincia già a riempirsi.

 

Sabato

Ore 8.00 Passeggiata nella Storia

Sovabazar, tempiettoL'economia di Kolkata prosperò straordinariamente durante l'epoca coloniale, quando molti bengalesi accumularono notevoli ricchezze grazie al commercio o come alti funzionari del raj britannico. Lungo le strade del quartiere di Sovabazar si possono vedere le magioni della classe dirigente di allora, costruite secondo l'ecletticismo degli stili che caratterizzò l'epoca e che va dall'indo-islamico al baroccheggiante, dal classico bengali al vittoriano e oltre. Per non perdervi nulla, e non perdervi nemmeno voi, potreste magari rivolgervi alle informatissime guide di Calcuttawalks per farvi accompagnare nel giro. Al termine del quale potreste essere ragionevolmente affamati: provate il Bhojohori Manna, accanto al restaurato Star Theatre, e se possibile ordinate l'ilish barishali: grossi tranci di Hilsa, pesce locale, serviti in salsa di senape.

Ore 14.00 Chiacchiere al Caffè

Negozietti e bancarelle stracolmi di libri usati ed edizioni economiche costeggiano la College Street, davanti all'Università di Calcutta, accompagnandovi fino alla storica Indian Coffe House, al 15 Bankim Chaterjee Street, dove, nell'ariosa sala al secondo piano dell'edificio, generazioni di studenti ed intellettuali locali si sono intrattenuti in animate discussioni, o Adda, davanti a fumanti tazze di caffè. E anche se i Comunisti hanno perso il potere alle ultime elezioni dopo 34 anni, le Sinistre rimangono sempre solide, in città; tra i molti slogan in bengali e inglese che periodicamente compaiono scritti sulla lavagna del locale, recentemente spiccava questa "Il capitalismo non è in crisi: il capitalismo E' la crisi".

Ore 17.00 Shopping Time

Mentre a Kolkata Sud ed Est, nelle zone più nuove della città, proliferano gli asettici centri commerciali di stile occidentale, in Lindsay Street il tentacolare New Market continua ad essere affollatissimo come sempre. La denominazione indica il mercato coperto noto come S.S. Hogg e i commerci siti lungo i portici che lo circondano e che nell'insieme offrono un'infinita gamma di mercanzie e un'ottima selezione del miglior artigianato bengali. E se nel mentre vi viene voglia di uno spuntino, andate da Nizam’s, al 23 di Hogg Street, dove si dice siano nati negli Anni 30 i Kathi Rolls, la versione locale della piadina arrotolata e ora reperibili in tutta l'India con ampie variazioni sui ripieni.

Ore 20.00 Cena touchpad

Bistro By the ParkSe volete prendervi una pausa dai sapori locali, potete cenare al Bistro By the Park in Middleton Row 2A, cinquanta coperti gestiti dallo chef inglese Shaun Kenworthy, che l'ha inaugurato nel 2011 e che offre cucina internazionale a base di insalate, pizze, pasta, fusion orientale, ma anche con qualche concessione ittica alla cucina bengali, ci mancherebbe. Potrete scegliere quel che volete direttamente sull'Ipad-menu che vi verrà consegnato al tavolo. Prezzi ragionevoli, tutto considerato: cena per due, compresi due bicchieri di vino italiano o australiano, sulle 1800 Rupie.

Ore 10.30 Rock’n’Roll

Park Street era un tempo interamente punteggiata da club dove si potevano ascoltare Jazz e altre sonorità occidentali, ma a partire dal 1997 la scena rock cittadina è stata dominata da un unico luogo: il Someplace Else, all'interno del Park Hotel, al 17 di Park Street. Lampade d'ottone, balaustre in ferro battuto, pareti in mattoni: il club fa il meglio che può per sembrare un locale underground, pur trovandosi all'interno di un Hotel a cinque stelle, ma effettivamente potreste assistere là a performance delle migliori band del Paese, che si esibiscono spesso a sorpresa sul piccolo palco in fondo alla sala.

 

Domenica

Ore 7.00 Dim sum, per variare?

Tiretta BazarAll'apice del suo potere politico ed economico, Kolkata attirò emigranti non solo dall'India intera, ma anche esuli provenienti dal resto del mondo: le comunità armene, cinesi, ebraiche e parsi fioriono qui come in pochi altri luoghi al mondo. E mentre alcune di queste hanno sofferto ormai un inesorabile declino, la domenica mattina offre ancora oggi un'eccellente opportunità di interagire con ciò che resta della popolazione cinese della città. Svegliatevi presto e recatevi alla China Town locale, al Tiretta Bazaar, all'incrocio tra Chatawala Gali e Sun Yat Sen Streets, dove troverete un quartiere che brulica di venditori ambulanti di snacks vari, riassumibili nel celebre nome collettivo Dim Sum, così come di frutta e verdure fresche, pollame etc e attivissimi già dalle 6 del mattino.

Ore 10.00 L'iconico colosso

Se vi sentite ormai un po' frastornati, prima di partire potete barattare il chiasso cittadino con la relativa quiete del Victoria Memorial Hall - per i non residenti, l'operazione costa però 150 Rupie - costruito dal Raj in candido marmo e 15 anni di lavori durante la prima metà del XX secolo, a eterna memoria della grandiosità insita nel progetto coloniale britannico. Se non vi va di entrare subito, potrete rilassarvi passeggiando sui suoi prati, tra pappagalli e garzette in volo e coppiette romantiche; poi, sempre con calma, potrete visitare anche il grandioso edificio, all'interno del quale troverete litografie e dipinti d'epoca, oltre ad una buona esposizione della non lunghissima storia della città: dalle origini ai giorni nostri. E poi sarà già quasi ora di andare...

 

 
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