L'igiene personale PDF Stampa E-mail
Le religioni e i riti - I riti

I testi descrivono nei minimi dettagli la giornata del pio indù, nella quale i diversi atti che si susseguono assumono un valore rituale, anche se si tratta di atti naturali, come per esempio quello di lavarsi.

Il pio hindù, secondo le antiche prescrizioni, dovrebbe alzarsi prima dell'alba, in un momento che viene chiamato brahma-muhurta e dovrebbe innanzi tutto riflettere sui valori che lo guidano, in particolare sull'Artha e sul Dharma, sul significato profondo delle ingiunzioni dei Veda e infine lavarsi gli occhi recitando una preghiera.

Subito dopo bisogna soddisfare i propri bisogni fisiologici, rispettando scrupolosamente una serie di regole che elencano i luoghi proibiti a questo fine ( per esempio campi arati o seminati, zone ombrose ai piedi degli alberi, formicai, luoghi di cremazione, la riva di un fiume o la sommità di una collina, un luogo abitato e così via ) e determinano persino la posizione da assumere nel mentre.

E' vietato, per esempio, compiere simili operazioni rivolti verso il sole, la luna, il fuoco, un brahmano, l'acqua, l'immagine di qualche divinità o una vacca, come è vietato, fin dall' epoca vedica, urinare stando in piedi, ma bisogna farlo nella caratteristica posizione accovacciata, nella quale il popolo indiano siede abitualmente. Il metodo di pulizia, che dev'essere eseguita con la mano sinistra, deve avvenire usando prima terra o sabbia e poi acqua portata in una brocca. Dopo essersi lavati poi anche i piedi e le mani ci si sciacqua la bocca dodici volte. Compiuto con questi riti si passa alla pulizia dei denti, con un ramoscello al quale si schiaccia una delle estremità per renderlo simile a un pennello. Dopo queste operazioni di pulizia, tutti devono eseguire ogni giorno lo Snana, bagno o abluzione che, per le caste superiori, dev'essere acompagnato dalla recitazione di mantra vedici. Chi non si è lavato non ha diritto ad accedere agli altri riti, come l'oblazione del fuoco.

Il bagno dev'essere eseguito con acqua fredda e possibilmente naturale; l'acqua di un fiume è la migliore ma in mancanza di essa ci si può immergere nella piscina di un tempio. Naturalmente, come detto, il bagno dev'essere acompagnato dalla recitazione di preghiere appropriate e ci sono brahmani che ancora oggi durante l'abluzione recitano interi inni dei Veda, indossando la sola veste inferiore come prescritto. Se una persona non può bagnarsi perchè ammalata o indisposta, il bagno può esere eseguito da un'altra persona, dopo aver toccato l'interessato; se si ripete il gesto e il bagno per dieci volte la persona ammalata è considerata pura come se si fosse realmente bagnata.

Il bagno rituale a scopo di pellegrinaggio, rito etc. ha invece le sue proprie modalità: subito dopo essersi immersi nell'acqua, in posizione eretta, si deve eseguire il tarpana, un'offerta d'acqua agli dei, agli antichi veggenti e agli antenati. Si congiungono le mani con le palme verso l'alto, in modo da formare una coppa, si attinge l'acqua e la si versa nella corrente stessa in cui si è immersi. Usciti poi dall'acqua, si indossano abiti lavati di fresco e asciutti e ci si segna la fronte col Tilak.

La pulizia fisica o del corpo, sharira, è solo uno dei tre tipi di purificazione richiesta, perchè esiste anche una purificazione degli oggetti - che di solito è affidata alle donne - e comincia con la pulizia del suolo domestico, che viene spruzzato con acqua mista a sterco di vacca e infine spazzato con erba darbha. Poi vi sono i riti atti alla purificazione della famiglia, obbligatoria quando per esempio nella famiglia si verifica una nascita o un decesso.

 

L'imprescindibile igiene intima

 

 
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