Delhi St.ART Festival PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Arte e architettura
Sabato 01 Febbraio 2014 09:51

Dal 18 Gennaio al 28 Febbraio, St.ART Delhi 2014: 60 artisti trasformano con le loro opere le dozzine di muri ciechi, in cemento e gli edifici in degrado che caratterizzano l'inarrestabile espansione della capitale indiana.

Delhi St.ART 2014"Quello che stiamo facendo qui non ha precedenti - spiega Hanif Kureshi, creativo 30enne, ideatore e direttore del festival -Immaginatevi un artista taiwanese e uno tedesco che lavorano fianco a fianco su un muro di Shahpur Jat. Vogliamo che la gente ci creda e creare così qualcosa che porti Delhi sulla mappa dello scenario della Street Art mondiale". Già due anni fa, assieme alla prolifica Anpu Varkey, Kureshi aveva riunito un buon numero di amici artisti per intervenire a Khirki, uno dei molti villaggi inglobati dall'espansione di Delhi, in quello che a posteriori si può oggi indicare come la prima edizione spontanea dello ST.ART. Da allora, quel gruppo ha fatto girare la voce, raggiungendo gli amici degli amici in tutto il mondo, fino a dare vita alla prima edizione ufficiale del festival, che si è aperta il 18 Gennaio scorso. Sessanta artisti, di cui venti stranieri, si sono dati dunque appuntamento nella capitale per assistere a mostre, workshop, proiezioni cinematografiche, graffiti-jam, interagire coi colleghi, spesso solo apparentemente più convenzionali, chiamati a raccolta a Delhi dalla sesta edizione dell'India Art Fair, che ha aperto i battenti lo scorso 30 Gennaio per chiuderli domani, ma soprattutto per trasformare decine di muri grigi in opere d'arte. Alcuni si sono pagati appositamente il viaggio, intrigati dall'opportunità offerta, altri sono invece stati invitati direttamente dal dipartimento culturale delle loro ambasciate.

Naturalmente tutti gli artisti coinvolti sono tenuti ad ottenere preventivamente il permesso dei proprietari, prima di intervenire sui muri prescelti: "Un procedimento umanamente interessante - racconta Amitabh Kumar, 29 anni, che dopo aver dipinto muri in tutto il Paese insegna ora alla Srishti School of Art, Design and Technology di Bangalore - la gente si dimostra però perlopiù ragionevole: certo, noi ci impegnamo a cancellare l'opera, se il risultato non li soddisfa..."

Mohammed Salim, che da 27 anni vive in un appartamento che fronteggia uno dei muri che sta dipingendo Kumar, in principio era perplesso: "Mi sembra un gatto, e mi sembra fatto bene, ma di che si tratta? E' un esame per una scuola d'arte o cosa? Perchè qualcuno dovrebbe fare qui una cosa così gratis?" Un altro residente, proprietario di un muro selezionato, ha dato il suo permesso, ma solo a patto che venisse realizzata un'immagine che riguardasse il Mahabharata, condizione che, seppur con qualche riluttanza, alla fine gli artisti hanno accettato. "Adesso però la gente mi manda con Whatsapp foto di muri grigi da mezza città - continua Kureshi - chiedendomi se non si possa fare qualcosa anche lì per rallegrarli un po' ".
E persino i vertici della Polizia, come ovunque sempre sospettosi davanti alle novità, hanno dato il loro consenso per la realizzazione di un gigantesco ritratto del Mahatma Gandhi sul fianco di un loro edificio nel centro di Delhi. "Naturalmente abbiamo dovuto scegliere un soggetto che mettesse tutti d'accordo, com'é Gandhi - racconta la Varkey, che l'ha realizzato assieme al tedesco Hendrik ECB Beikirch, conosciuto in tutto il mondo per questo genere di ritratti su larga scala - ma anche la Polizia era incredula riguardo alla gratuità dell'intervento: a me basta che la gente lo guardi e lo trovi interessante". 

Mentre in una Roma offesa dalla miriade di tags, scritte insulse e vandalismi vari, ci si premurava di rimuovere immediatamente l'affettuoso e divertente SuperPapa di Maupal, che già aveva fatto il giro del mondo con tanto di approvazione vaticana, a Delhi Artez dalla Serbia, Bond, Alias, Tona e Hendrik ECB Beikirch dalla Germania, M-City dalla Polonia, Alina Vergnano e Mattia Lullini dall'Italia, Okuda dalla Spagna, Sé Codeiro dal Brasile e molti altri appartenenti all'elite della Street Art indiana e mondiale stanno dando il loro contributo contro il degrado della capitale indiana, col plauso della cittadinanza e delle autorità.

Fonte: TheNewYorkTimes

 

 
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