Vijayanagar: la rinascita del meridione PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Arte e architettura

L'impero di Vijayanagar sostenne, sotto tre successive dinastie, tutti gli attacchi musulmani, dal 1336 al 1565.

Hampi, bazar al tempio principaleLa conquista musulmana aveva posto fine ai regni degli Yadava, degli Hoysala e dei Pandya tra il 1296 e il 1326 ma, durante la crisi che seguì, regioni a Sud del fiume Krishna e lungo la costa orientale del Paese riacquistarono l'indipendenza.

Con i re di Vijayanagar, venne al potere una dinastia per la quale la tradizione medievale era un obbligo nazionale sacro, ma non più una forma di espressione ingenua e sincera. Il carattere dell'arte cambiò e lo stile medievale fu coltivato con cura assidua; la costruzione di nuovi templi, sale, recinti, portali non era mai stata così intensa. Si trattava però di un'arte religiosa che sempre più si andava distaccando dalle forme d'arte popolare. Il solo adattamento alle esigenze del tempo fu la costruzione del colonnato, della sala dai mille pilastri e di ampie sale dello steso tipo che ospitavano immense folle di pellegrini partecipanti al culto, tornato popolare grazie ad una intensa opera missionaria. 

Ma le forme vive si erano ridotte a ornamenti smorti e impersonali e le figure erano diventate bambole riccamente agghindate; sotto le forme ereditate da un passato che andava ormai esaurendosi, incominciarono a far sentire allora la loro voce la vita del tempo e le tendenze dell'arte popolare.

Tempio TiruvengalanathaI santuari non subirono però cambiamenti sostanziali: le sale, troppo grandi per essere sorrette da colonne normali posavano su pilastri complicati, formati da pannelli sovrapposti e ornati con fasci di colonne, gruppi di cavalli, di elefanti, di leoni, di dei o fedeli. Più tardi i gruppi di animali vennero sostituiti con scene di battaglia, più consone al momento storico. Questo tipo di architettura si estese a tutto l'impero, pur mantenendo contemporaneamente uno stile più semplice, con Gopuram privi di sculture. 
Nella capitale, odierna Hampi nel Karnataka, le costruzioni presentarono una fusione di tutti gli stili. Le ampie strade per le processioni e i bazar erano fiancheggiati da semplici colonnati con pilastri.

Lotus MahalNei palazzi reali le grandi piattaforme, ancora visibili, sorreggevano strutture lignee placcate d'oro e adorne di rilievi. Monumentali caserme, stalle per elefanti, torri di vedetta seguirono uno stile del tutto o in parte islamico. La scultura popolare ritornò alle aristocratiche stele funeraie e alle pietre a forma di serpente; le figure nei rilievi, prive di scorci e di prospettiva, vibrano però nuovamente di intensa vitalità. Nel XV e XVI secolo questo stile divenne comune, tranne nei casi di templi particolarmente ricchi e ambiziosi, per la costruzione dei quali vennero chiamati artigiani dall'India meridionale. Dopo la caduta di Vijayanagar, nel 1565, questo stile fu portato dai fuggiaschi anche nelle corti musulmane del Deccan. Nell'impero di Vijayanagar la musica Carnatica e la danza BharatNatyam si completarono e fissarono nella forma oggi nota.

 

Hampi, la Storia in pietra



 
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