Le miniature moghul PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Arte e architettura

I capolavori della miniatura moghul, frutto di una fusione di tradizioni e stili, spesso rivelano il mondo della grande dinastia più degli annali e della storia scritta.

Il principe Khurram, futuro ShahJahanQuando i miniaturisti moghul apparvero sulla scena, proveniendo in buon numero da varie aree geografiche e culturali del mondo antico, l'India aveva naturalmente già sviluppato una massiccia tradizione artistica, associata a princìpi estetici e formali formatisi lungo la sua straordinaria e poliedrica storia culturale. Ovviamente tanto i miniaturisti, quanto il loro committenti imperiali, ereditarono non solo molte delle caratteristiche stilistiche, ma anche gran parte delle tematiche artistiche indiane, che si fusero così in modo del tutto originale con la tradizione turco-persiana originaria della corte, arricchendosi ulteriormente di nuovi stili ed influenze durante l'espansione territoriale moghul e la conseguente acquisizione di nuovi artisti per i loro atelier.

L'arte della miniatura moghul fu, nella quasi totalità dei casi, un'arte su commissione, dove si rappresentavano immagini volte a compiacere i desideri del committente e dove la fantasia dell'artista aveva poco spazio per esprimersi. Poteva farvi ricorso solo per aggiungere qualche grado di raffinamento estetico, nel caso la realtà si dimostrasse troppo cruda, sgradevole o offensiva. E anche quando si trattò di rappresentare sogni e fantasie dei committenti, il risultato fu piuttosto realistico, poichè la fantasia del sovrano per l'artista di corte si traduceva istantaneamente in realtà.

Ogni tema, dal mitologico allo storico, fu quindi trattato con lo stesso realismo, dagli artisti, ma non si trattò di una sorta di fotografia ante litteram, di semplice tentativo di rappresentare i fatti: si trattò piuttosto di un realismo che rappresentava gli eventi per come erano stati percepiti, restando dunque a metà tra il reale e l'irreale, o l'immaginario, ed è proprio in questa sua natura che la miniatura moghul svela la sua unicità: la realtà rimodellata, prima dalla percezione personale, e poi dal processo artistico.

L'arte pittorica moghul si può dividere grossolanamente in quattro fasi, tre delle quali si riferiscono all'arte Moghul propriamente detta, mentre la quarta indica l'arte Subai, provinciale, Moghul. I regni di tre tra i grandi imperatori Moghul definiscono praticamente le prime tre fasi: Akbar, Jahangir e ShahJahan.

  • Akbar promosse per primo l'arte della pittura, istituendo, o forse espandendo, l'atelier reale, ove lavorarono oltre cento tra i migliori artisti dell'epoca, di varia e alterna provenienza. L'illustrazione dei testi classici indiani e persiani, tanto di origine hindu quanto islamica e la rappresentazione della vita di corte furono lo scopo primario delle miniature dell'epoca di Akbar, assieme all'illustrazione degli annali dei suoi avi.
  • Jahangir aggiunse a questo gli studi sulla natura e una certa sofisticazione stilistica.
  • ShaJahan privilegiò il ritratto, la focalizzazione degli elementi, la ricca ornamentazione e il trionfo della più splendida corte al mondo dell'epoca.
  • L'epoca Subai Moghul definisce infine la decadenza, tanto dell'arte quanto del dominio della dinastia. I capi Subai, delle province, si indipendizzarono, pur mantenendo nello stile di vita l'impronta imperiale, compresa l'arte della miniatura. Ma col tempo il gusto fu sostituito dal manierismo, l'estrema sofisticazione divenne eccesso ornamentale e lo spirito realistico spesso solo cruda sensualità, potendosi fregiare di arte moghul, dunque, solo nella sua ormai povera aderenza stilistica.

 

L'ERA DI AKBAR   1556-1605

Dal BaburnamaAkbar era curiosissimo ma analfabeta e desiderava quindi conoscere il contenuto dei libri che possedeva anche attraverso le loro illustrazioni. Ogni miniatura rappresentava dunque per l'imperatore una narrazione in sè e per questo motivo non gradiva le rappresentazioni eccessivamente fantasiose; pur lasciando ampia libertà di stile ai suoi artisti, questi dovevano però produrre immagini aderenti ai fatti, a prescindere dal tema del testo a cui si riferivano, fosse questo mitologico, religioso, fantastico o storico. L'autenticità realistica del fatto dipinto si estese così anche a molte altre dimensioni, che spesso in realtà le cronache scritte avevano ignorato; l'autobiografia del nonno Babur, BaburNama, che aveva passato gran parte del suo tempo in sella a combattere, divenne per esempio nell'Atelier di Akbar un affresco in Persiano sugli usi della società, della corte, sulle visite ai luoghi santi, sulla costruzione di fortificazioni, sulle conversazioni e riunioni del primo Moghul, molto più che sulle battaglie e sui massacri che gli scritti originali in Chagatai riportavano. Lo HamzaNama, o la Storia di Hamza, zio del Profeta Maometto, è invece una raccolta di racconti fantastici che venivano tramandati oralmente secondo la tradizione persiana come forma di intrattenimento, e che racconta gli straordinari viaggi e avventure compiuti da Hamza in compagnia di altri eroi per diffondere nel mondo gli insegnamenti del nipote. Akbar, che ne conosceva interi brani a memoria, ne era talmente affascinato che ne commissionò la sua illustrazione come primo incarico degli atelier imperiali. Scopriamo così com'era la natura dei luoghi, le tecniche di guado dei fiumi, le pratiche mercatali, il protocollo delle visite a corte, gli abiti cerimoniali, i colori e i costumi allora in voga, gli animali diffusi e così via. L'intero scenario moghul appare nella percezione che ne ebbero gli artisti dell'epoca e l'imperatore stesso, offrendo uno straordinario apporto alla conoscenza del momento storico, che necessariamente vide così anche l'introduzione del ritratto, un genere fino ad allora sconosciuto in India settentrionale (ma certamente riscontrabile almeno nella statuaria dell'India meridionale.)

L'ERA DI JAHANGIR   1605 - 1627

L'amore per l'arte di Jahangir non fu minore di quello di Akbar, e quello per il realismo fu anche maggiore. In qualità di principe ribelle, Jahangir istituì il suo primo Atelier indipendente ad Allahabad molto prima di conquistare il trono moghul, dove in particolare lavorarono al suo servizio due artisti persiani, padre e figlio, che operavano secondo lo stile piatto e altamente decorativo della loro terra natale. Una volta asceso al trono, Jahangir incoraggiò però i suoi artisti a sviluppare uno stile proprio e a specializzarsi nel genere che fosse loro più congeniale. Già perfettamente conscio della grandeur dell'impero che presiedeva, si concentrò sul dettaglio opulento, il gioiello, il tessuto principesco e la stravaganza propria dei sovrani onnipotenti.

I grandi volumi dell'epoca di Akbar, spesso di produzione collettiva, non erano infatti ciò che il nuovo imperatore desiderava: preferì un minor numero di illustrazioni ma prodotte singolarmente e da artisti specializzati e già rinomati, ampliando notevolmente il numero di soggetti raffigurati: i ritratti, i passatempi di corte, le scene riprodotte dall'arte europea, ma soprattutto gli studi naturalistici su uccelli, fiori e animali. Qualunque oggetto o forma colpisse lo sguardo dell'imperatore, particolarmente appassionato di fauna e flora esotica, venne così riprodotto minuziosamente dagli artisti che sempre lo accompagnavano. La miniatura che rappresenta fra altre specie il Dodo (raphus cucullatus), uccello non volatile estinto alla fine del XVII secolo, è la più fedele immagine esistente al mondo. Fu portato vivo a Jahangir da un visitatore straniero e l'imperatore ne ordinò l'immediata riproduzione pittorica. 

JhanJir sconfigge la povertàIl ritratto rappresenta un'altra caratteristica dell'epoca di Jahangir, del suo amore per la registrazione fedele della vita e del mondo. Notoriamente l'Islam non approvava particolarmente la ritrattistica e di fatto nemmeno Akbar l'aveva troppo incoraggiata. Ma Jahangir infranse decisamente il tabù, poichè senza il ritratto la bellezza, o il ricordo di essa, non poteva essere conservata. Pazzo d'amore per una delle sue regine, Nur Jahan, luce del mondo, la fece ritrarre, anche se certamente solo su descrizione, come conveniva a una regina moghul, ma fece ritrarre anche i saggi sufi e gli asceti yogi che incontrò nella sua vita, così come i nobili più in vista della sua corte, e ne fece appendere le immagini nelle sale dei suoi palazzi. Commissionò anche immagini fantasiose, apparentemente. Ma solo perchè si trattava di desideri e intenzioni assolutamente reali, per l'imperatore, e naturalmente resi espliciti attraverso simboli e metafore dai suoi artisti, come la miniatura che lo vede scoccare una freccia verso l'effige della povertà, ovviamente per distruggerla.

L'ERA DI SHAH JAHAN  1627-1658

Shah Jahan, circa 1628La passione principale di Shahjahan com'è noto fu l'architettura, più che l'arte della miniatura, ma l'imperatore mantenne comunque tanto gli atelier di corte, che anzi moltiplicò di numero, quanto l'amore per il realismo, portandolo fino a notevoli vette di perfezione, riscontrabile anche in numerosi bozzetti e opere incompiute. Durante il suo regno furono molto apprezzati i ritratti altamente ornati e somiglianti, secondo un uso occidentale ormai perfettamente assimilato.

L'enfasi durante la sua epoca fu posta soprattutto sulle scene di corte, le celebrazioni speciali e i passatempi, mentre non si vedono mai battaglie ma solo lusso e gioia di vivere e soprattutto ritratti del sovrano, prodotti quasi in serie ed esportati persino in molte corti europee. L'attenzione posta sul dettaglio, il lusso squisito di tessuti e gioielli è tuttavia comprensibile, poichè l'eredità imperiale di Shahjahan fu la più ricca della dinastia moghul e forse del mondo intero e nessun imperatore in India, prima o dopo di lui, ebbe mai più a disposizione fondi e potere di tali entità e che però, sfortunatamente per i suoi contemporanei - ma fortunatamente per i posteri - Shah Jahan dilapidò in gran parte con le sue grandiose e magnifiche costruzioni, la più celebre della quali è il meraviglioso Taj Mahal.

 

              

 

 

            

 

 

           

 

 
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