Il 375° compleanno di Chennai-Madras PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Le grandi metropoli
Giovedì 21 Agosto 2014 10:48

Il 22 Agosto 2014 Chennai festeggia il 375° anniversario della sua fondazione con una settimana di eventi, iniziative ed esposizioni a tema, che non intendono essere solo un esercizio di nostalgia per la Madras che fu, ma anche un'opportunità per immaginare il futuro della capitale del Meridione indiano.

Fort St. George, Chennai 1754Il 22 Agosto del 1639, due mercanti della britannica Compagnia delle Indie orientali, Francis Day e Andrew Cogan, posero le fondamenta dell'odierna Chennai iniziando la costruzione di una fabbrica e di un magazzino su di un piccolo pezzo di terra acquistato dal regnante locale lungo la costa del Coromandel, con licenza di costruirvi anche un forte e un insediamento abitativo. Quella stazione commerciale, battezzata allora Madras dal nome usato dai nativi per la località, Madrasapattinam, era destinata a diventare la capitale del Meridione indiano: Chennai.

Ma la scelta della località non fu affatto casuale, giacché in realtà Chennai si formò molto più lentamente e in 2000 anni di storia circa, durante i quali nuove istituzioni e vocazioni, unite a una crescente rete prima stradale e poi ferroviaria, si erano susseguite di epoca in epoca fino a trasformare il piccolo e originario nucleo di santuari circondati da campagna nella frenetica metropoli odierna, che tuttavia continuò a svilupparsi per secoli secondo una sorta di piano urbanistico stabilito proprio allora.

I più recenti studi archeologici indicano che mercanti Greci e Romani approdarono in questa parte del mondo già attorno al II sec a.C. commerciando in sete, vino, legnami pregiati, animali esotici, spezie, gemme e perle. Mille anni dopo circa, sulle rive dei due fiumi che tripartiscono la città vennero costruiti i templi Kapaleeshwar e Parthasarathy, in un'epoca in cui viaggiatori cinesi già visitavano Kanchipuram e Mahabalipuram riportando in patria testi locali a testimonianza dello scambio culturale e intellettuale avvenuto in una regione che fu dominata nei secoli dal primo regno Pandya, dai Pallava, dai Chola, dal secondo regno dei Pandya, dal sultanato di Delhi e dall'impero di Vijayanagar, prima dell'avvento degli Europei.

Si suppone che anche Marco Polo abbia visitato la costa del Coromandel nel XIII sec. seguendo le antiche rotte dei mercanti romani e cinesi, ma furono i Portoghesi che vi costruirono il primo vero porto nel 1522. Novant'anni dopo, anche gli Olandesi fondarono una loro stazione commerciale poco più a Nord, a Pulicat, ma solo a seguito della fondazione britannica di Fort St George e di George Town l'insediamento assunse caratteristiche urbanistiche durature e determinanti: con la pianificazione della Marina, che connetteva il Forte con la chiesa di San Thome, le proporzioni della città mutarono radicalmente, mentre quella passeggiata a mare veniva bordata col tempo da una lunga serie di importanti edifici istituzionali e commerciali, formando così una magnifica visione di benvenuto per le navi che giungevano dall'Europa. La House of Senate, disegnata da Robert Chisolm nel 1879 nel complesso dell'Università di Madras, rappresenta fra i tanti l'apice della sintesi allora ottenuta tra le altissime abilità artigianali locali e le romantiche geometrie coloniali ispirate dall'immaginario orientalista occidentale.

Un altro intervento urbanistico che doveva rivelarsi decisivo fu la scelta e la conseguente ampliazione della Mount Road, odierna Anna Salai, come arteria principale della città e collegamento tra Fort St George, l'antico villaggio di Adambakkam e la collina di san Tommaso, St Thomas Mount, secondo la tradizione locale luogo di sepoltura dell'apostolo. La costruzione lungo il suo corso della Moschea delle Mille Luci, del 1810, e poi del palazzo delle assicurazioni Spencer & Bharat ne marcarono subito la centralità cittadina.

Madras Presidency, 1880Verso la fine del XVIII secolo venne istituita dagli Inglesi la Madras Presidency e il 1° Luglio del 1856 la Madras Railways Company aprì una prima linea di circa 100 Km per unire la stazione cittadina di Vyasarpady a quella di Walajah Road, nei pressi di Arcot, oggi periferia di Vellore, nel Nord del Tamil Nadu, inaugurando così la rete ferroviaria meridionale che entro la fine del XIX secolo doveva trasformare del tutto Madras connettendola con Bombay, Calcutta e Delhi.

Quello che era già da secoli un porto internazionale naturale, cominciò allora la sua espansione pianificata, mentre la Stazione centrale, come in molte altre città coloniali dell'epoca, segnava il confine urbano tra la zona culturale e di rappresentanza, a Sud, e quella industriale e popolare, a Nord, secondo uno schema che doveva mantenersi fino a tempi relativamente recenti. E' stato infatti solo negli ultimi decenni, con la crescita esponenziale della città, che l'eredità di quella pianificazione ha cominciato a sgretolarsi.

L'avvento della Società Teosofica, alla fine del XIX°, e poi quello della Fondazione Krishnamurti, nel 1928, avevano nel frattempo ravvivato ed espanso a livello internazionale anche le radici culturali della città, che dovevano ulteriormente ramificarsi con la nascita dell'accademia Kalakshetra - sacro luogo delle Arti - su iniziativa della ballerina di danza classica indiana Bharatanatyam Rukmini Arundale, nel 1936. Ma già dal principio del XX secolo, Madras era anche diventata sede di un'esuberante industria cinematografica, che ha prodotto figure di caratura e carisma nazionale quali Marudhur Ramachandran, meglio conosciuto come MGR, Shivaji Ganesan, Rajnikanth, Kamal Haasan e molti altri.

Nel 1947 la città divenne capitale dello Stato di Madras, ribattezzato Tamil Nadu nel 1969, mentre la stessa Madras, sull'onda delle spinte nazionaliste, diventava Chennai nel 1996. Le connessioni stradali che dal centro portano verso Bangalore a Est, Kolkata a Nord, Nellore, Srirangam e Tanjore a Sud, così come la vecchia Mahabalipuram Road, hanno però continuato a segnare la traiettoria di sviluppo urbano intrapresa sin dai tempi britannici dalla città, diventando così sede di importanti sobborghi industriali quali Mahindra World City, Oragadam e Sriperumbudur, che caratterizzano oggi coi loro alti edifici lo skyline di quella che sembrava destinata a rimanere per sempre una rilassata città costiera. Ma nonostante l'impennata dei prezzi di quei terreni un tempo periferici e il notevole cambiamento subito dalla città, oggi zone che apparivano fuori mano costituiscono polmoni verdi cittadini abitati da cervi e che offrono nuovamente l'habitat ideale per stormi di uccelli migratori, come accaduto per esempio alla foce del fiume Adyar recentemente restituita alla natura.

Come molte altre città dell'Asia meridionale in piena espansione, naturalmente anche Chennai affronta oggi numerose sfide e problematiche, quali la rigenerazione della sua falda acquifera e il somministro d'acqua potabile, la raccolta e il trattamento dei suoi rifiuti, il degrado ambientale causato dall'industria pesante e le diseguaglianze sociali create dal crescente inurbamento delle masse rurali. Presi dall'euforia dello sviluppo sfrenato e dai moderni slogan di progresso, sarebbe facile per i suoi abitanti scordare dunque che la patina urbana della modernità siede su più di 2000 anni di stratificazioni culturali a vocazione cosmopolita: c'è da augurarsi che quel substrato continui a mantenersi invece solido e vivo, mentre Chennai la Dolce si proietta verso i suoi prossimi 375 anni di gloriosa storia.

...Impossibile trovare un posto come Chennai, ragazzi! Namma Chennai, Chance-ey illa! Canta per celebrare l'occasione uno dei nuovi idoli giovanili tamil, il cantante-compositore Anirudh Ravichander (ricordate la hit resa virale dall'irresistibile sorriso e l'Inglese maccheronico dell'attore Dhanush, Why this Kolaveri Di? E' sua) col patrocinio del Times of India:

 

Fonte: Scroll.in

 
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