I Sultanati del Deccan PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Cenni di Storia

Dopo la morte di Firoz Shah Tughlaq e le devastazioni operate nel 1398 da Tamerlano nell'India nord-occidentale, il Sultanato di Delhi andò rapidamente in pezzi, mentre i governatori delle province si spartivano il suo territorio; tra questi, i sultani Bahmani di Daulatabad, che dovevano subire in seguito lo stesso destino, frammentandosi nei Cinque Sultanati del Deccan.

Ibrahim Rouza, BijapurLa leggenda vuole che il fondatore della dinastia degli Adil Shah di Bijapur, Yusuf, fosse un figlio cadetto del sultano ottomano Murad II e che, al contrario di tutti gli altri suoi fratelli e fratellastri, fosse riuscito a sfuggire all'esecuzione tradizionalmente riservata agli aspiranti al trono al momento dell'incoronazione del nuovo sultano - in questo caso Maometto II Il Conquistatore - fuggendo in Persia sotto mentite spoglie grazie a un sotterfugio operato da sua madre. Secondo altri resoconti più attendibili, Yusuf Adil Shah sarebbe stato invece figlio di Mahmud Beg, sultano turcomanno di Saveh, nell'odierno Iran, poi finito non si sa come a servizio di un ricco mercante in affari coll'Hindustan.

Ma qualunque fossero state le sue vere origini e l'entità reale delle rocambolesche avventure di gioventù attribuitegli a posteriori dai cronisti di corte, quel che è certo è che a un certo punto della sua vita Yusuf Adil Shah fosse giunto nel Sultanato Bahmani del Deccan, distaccatosi da quello di Delhi circa un secolo prima con la ribellione di Zafar Khan, fondatore della dinastia, e che grazie al suo acume si fosse guadagnato i favori del coltissimo e plenipotenziario Gran Visir del regno, Mahmud Gawan, anch'egli in origine un mercante centroasiatico a capo del sultanato da 3 generazioni di sovrani, che in breve l'aveva nominato Governatore della provincia di Bijapur.
Alla morte di Gawan, giustiziato nel 1481 a seguito di una falsa accusa di tradimento ordita ai suoi danni, il Sultanato Bahmani cominciò a disgregarsi e nel 1490 Yusuf Adil Shah dichiarò indipendente il suo territorio, seguito da altri quattro governatori del vecchio regno, che diedero così origine, oltre agli AdilShahi di Bijapur, alle dinastie dei Nizamshahi di Ahmednagar, i Qutubshahi di Golconda (Hyderabad), i Baridshahi di Bidar e gli Imadshahi di Berar, collettivamente noti come i Sultanati del Deccan.

mappa-sultanati-1700In seguito alla definitiva vittoria sul regno di Vijayanagar nella battaglia di Talikota, del 1565, e poi su quello di Bidar, del 1619, il sultanato di Bijapur finì per primeggiare grandemente sull'area, espandendosi a Sud fino a Bangalore, a Ovest fino ai possedimenti portoghesi di Goa e a Est a quelli del Sultanato di Golconda. Nel frattempo però, da Ovest Shivaji, figlio di uno dei generali dell'armata degli AdilShahi, si era ribellato al dominio precedentemente servito dal padre fondando un regno maratha indipendente, induista e fortemente bellicoso, mentre da Nord la lunga offensiva scatenata contro il regno dall'imperatore Aurangzeb riuscì prima a fiaccare e poi a porre fine all'indipendenza di Bijapur, che nel 1686 passò così sotto dominio moghul. Tuttavia, l'eredità dei sultanati del Deccan, particolarmente durante il regno illuminato di Ibrahim Adil Shah II di Bijapur, segnò uno dei momenti di massima armonia religiosa, ricchezza culturale e originalità artistica della storia dell'India, oscurato solo dalla leggendaria magnificenza, dall'estensione e dalla notorietà universale comprensibilmente acquisita dalla contemporanea corte moghul di Akbar il Grande.  

 
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