Nek Chand e il Meraviglioso Regno di Sukhrani PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Arte e architettura
Domenica 14 Giugno 2015 11:23

Scompare a 90 anni Nek Chand, pioniere del riciclo artistico e creatore del meraviglioso Regno di Sukhrani, meglio noto al mondo come il Rock Garden di Chandigarh

Nek ChandTutto cominciò negli Anni 50 su di un terreno nei pressi del lago Sukhna, appena fuori Chandigarh, oggi capitale condivisa di Punjab e Haryana, quando Nek Chand lavorava come Ispettore delle Strade per il Chandigarh Capital Project, voluto da Jawaharlal Nehru per costruire la prima città moderna dell'India indipendente e che coinvolse numerosi architetti diretti da Le Corbusier, che ne ideò e firmò la pianificazione originale.
Durante i suoi spostamenti in bicicletta, lungo i canali, i fiumi e le colline del circondario che separavano i vari cantieri delle superstrade che connettevano col resto della regione la nuova capitale e sui quali lui doveva vigilare, Nek Chand cominciò a raccogliere pietre che attiravano la sua attenzione per la loro particolare conformazione o colore e che, come ebbe poi lui stesso a raccontare, per il loro frequente aspetto antropomorfo gli parevano "Tanto antiche quanto viventi".

L'uomo, classe 1924, collezionò così rapidamente migliaia di pietre, che spaziavano dai sassolini colorati non più grandi di un pisello a dei macigni di un certo peso; e anche se non è ben chiaro come avvenne la successiva transizione dalla semplice collezione di materiale geologico classificato per forma e colore alla visionaria creazione artistica che da quella originò, fu comunque provvidenziale il fatto che Chand decidesse di svilupparla proprio su di un terreno boschivo e semi-paludoso a Nord-Est di Chandigarh, che confinava col Sector 1 della città senza essere stato però incluso nel piano regolatore e che non era quindi edificabile nè particolarmente frequentato. Nelle sue vicinanze si trovavano però un magazzino del dipartimento dei Lavori Pubblici per il quale Chand lavorava, dove venivano depositati i materiali da costruzione per quelle strade sulle quali lui sovrintendeva, e una discarica cittadina di materiale edile, dove finirono le macerie dei 24 paesini che vennero rasi al suolo per fare posto alla nuova capitale.

Nel 1965, quando Nek Chand cominciò a creare su quel terreno con le sue pietre viventi il Reame di Sukhrani, dal nome del lago delle vicinanze, popolato da Dei e Dee e dalla loro corte nascosta dalla giungla, anche molte di quelle macerie presero così a farne parte: frammenti di piastrelle, resti di sanitari, pezzi di biciclette, bracciali rotti in pasta di vetro, scampoli di stoffe e utensili scartati acquisirono nuova vita, in qualità di materiale da costruzione per cortili, stanze reali, ponti e terrazze o reincarnandosi direttamente nelle figure che li popolavano, come musicisti, religiosi, danzatrici, incantatori di serpenti e portatori d'acqua.

Nek-Chand- Rock Garden, Chandigarh. Photo: Nithya Priyan

Ogni figura era stata creata in segreto in una capanna, alla luce di pneumatici dati alle fiamme e poi collocata nella boscaglia, mentre Nek Chand conduceva nel frattempo una doppia vita: di giorno, integerrimo ufficiale del governo e di notte artista-collezionista sovversivo, perchè parecchio del materiale utilizzato, seppur magari scartato o superfluo, di fatto era comunque di proprietà dello Stato ed è anche assai probabile che l'uomo avesse poi spesso dirottato alcuni dei lavoratori dei cantieri sui quali vigilava verso quel terreno nascosto perchè lo aiutassero nella sua opera. Ma non solo: lo statuto di Chandigarh, stilato dal formidabile Le Corbusier in persona, proibiva categoricamente l'erezione di qualsiasi statua nel circondario della città. Se fosse stato scoperto, oltre al licenziamento certo e a una probabile incriminazione per appropriazione indebita, Nek Chand rischiava quindi di veder distrutte anche tutte le sue creazioni.

Sul come alla fine la sua opera venne scoperta, o su quando Chand decise di renderla pubblica, circolano storie diverse. Secondo una versione, temendo di venire infine scoperto, nel 1969 Nek Chand avrebbe avvicinato MN Sharma, che dopo aver lavorato al progetto con Le Corbusier era diventato uno dei principali architetti a servizio dell'amministrazione cittadina, al quale aveva confessato e mostrato la sua creazione, lasciandolo totalmente affascinato e lungamente confuso, tra il dovere istituzionale di ordinarne la demolizione e la sensibilità artistica che ne comprendeva l'indiscutibile valore. Secondo un'altra versione, invece, il Reame di Sukhrani venne scoperto solo per caso nel 1972 da un gruppo di operatori sanitari impegnati nella lotta alla malaria attraverso la bonifica delle zone paludose dell'area e che nel bel mezzo della boscaglia si erano imbattuti nelle circa 2000 statue che ormai popolavano quella sorta di città pietrificata e suddivisa in ordinati quartieri, connessi tra loro da sentierini lastricati e punteggiata da cascatelle e giardini. La voce del misterioso ritrovamento si sparse rapidamente e orde di curiosi presero così a visitare con reverenza quel reame incantato, fino a che anche il governo della città ne venne inevitabilmente a conoscenza. La sola esistenza dell'installazione, la sua notevole estensione e il tempo evidentemente impiegato per erigerla, da un lato accusavano come minimo di negligenza almeno un paio di generazioni di amministratori locali, ma dall'altro la sua demolizione avrebbe ormai certamente provocato un'ondata di proteste.

Nek-Chand, Rock Garden, Chandigarh. Photo: Nithya PriyanIl dibattito su cosa fare del Rock Garden, come venne battezzata l'opera di Nek Chand, durò ben 4 anni, mentre l'ormai artista a tempo pieno ne approfittava per continuare la sua opera circondato dal sostegno popolare. Finalmente, nel 1976, venne emessa un'ordinanza al fine di "Garantire l'integra preservazione del Rock Garden nella sua forma originale, al riparo da qualsiasi intromissione e ingerenza da parte di architetti e urbanisti". Nek Chand ne venne nominato Creatore in Capo, il governo gli assegnò uno stipendio fisso e arruolò 50 operai perchè lo aiutassero stabilmente, ma nulla potè l'artista autodidatta contro il titolo ormai attribuito alla sua creazione: Non è un Giardino di Rocce - insisteva invano - ma Poesia fatta di Roccia..." Qualunque nome gli si voglia dare oggi, da quel momento in poi quella Poesia in Roccia potè comunque continuare a espandersi legalmente, con l'aggiunta di mandrie di cavalli e cammelli, di nuove aree e personaggi e poi persino di una riproduzione in miniatura del villaggio natale di Nek Chand, Barian Kalian, oggi nel Punjab pakistano, che Chand aveva dovuto lasciare da ragazzo dopo la Partition del 1947.

Oggi, il Rock Garden di Nek Chand, spentosi lo scorso venerdì 12 Giugno a 90 anni, è la seconda attrazione turistica più visitata dagli Indiani in patria dopo il Taj Mahal e le statue del suo reame incantato, oggetto di continuo work in progress grazie all'impegno della sua Fondazione e al lavoro degli operatori locali, istruiti e seguiti da Nek Chand in persona fino alla fine dei suoi giorni, nonché di numerosissimi volontari e artisti internazioni del mosaico, sono spesso oggetto di mostre di grande rilievo in ogni parte del mondo.

Fonte: Scroll.in

 

 
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