Nalanda PDF Stampa E-mail
Gli Stati, le citta' e le mete - Est

Nalanda, dal Luglio 2016 Patrimonio dell'Umanità secondo l'UNESCO, offre le rovine di una delle più antiche università del mondo, fondata nel V secolo d.C. in un ancor più antico luogo di pellegrinaggio e insegnamento, certamente visitato da Buddha e da Mahavira.

Il sito di Nalanda, nello Stato del Bihar, giacque sepolto e dimenticato per secoli fino al 1860 quando, riconosciutane l'importanza archeologica e storica, vennero iniziati gli scavi che si protrassero con varie interruzioni fino agli anni 20 del 1900. I monasteri qui rinvenuti rivelano vari periodi abitativi e, in uno di questi, sono stati scoperti fino a 9 diversi strati di costruzioni successive.

Il movimento monastico buddhista si era risolto in grandi comunità che tendevano a ritirarsi in rifugi vasti ma appartati. Nel VII secolo, secondo il celebre pellegrino cinese Hiuen-Tsang, il buddhismo era ovunque in declino in India, con l'eccezione della zona del Bihar e del Bengala, dove godeva del patrocinio reale della dinastia Pala e del sostegno dei laici.

I fondatori dei primi monasteri di Nalanda furono certamente gli imperatori Gupta; nel VII secolo lo stesso Hiuen-Tsang vi trascorse circa 12 anni, prima come studente e poi come insegnante e racconta, nelle preziosissime cronache del suo peregrinare, che l'Università vantava precedentemente 3000 insegnanti e filosofi, che i monaci erano foraggiati da 200 villaggi del circondario e che la biblioteca conservava 9 milioni di manoscritti, attraendo studiosi e discepoli da Paesi lontani come Java, Sumatra, Korea, Giappone e, come nel suo caso, dalla Cina. Gli studenti di Nalanda godevano di immenso prestigio e l'ammissione ai corsi era un privilegio che toccava al massimo 3 aspiranti su 10. Un altro maestro cinese che vi giunse nell'anno 673 e che tramandò delle cronache del suo viaggio fu I-Tsing. Il maestro I-Tsing descrive il severo stile di vita dei monaci, il tempo, calcolato grazie a orologi ad acqua, dedicato allo studio delle Scritture Buddhiste e Brahmane, alla Logica, alla Metafisica, alla Medicina e alla Grammatica sanscrita. Il centro fiorì fino al 1199, quando il condottiero afghano Bhaktiar Khlji lo saccheggiò e bruciò, costringendo gli scarsi superstiti a darsi alla macchia. Fu la fine del Buddhismo vivente in India, fino al moderno revival.

I resti degli 11 monasteri e di diversi Chaityas, templi, rinvenuti sono costruiti prevalentemente in mattoni rossi; sono sopravvissuti anche una grande scalinata, una biblioteca, una sala di lettura, dormitori, celle, forni e pozzi. Gli edifici a più piani appoggiano su massicci terrazzamenti in mattone, con decorazioni in stucco raffiguranti tanto il Buddha quanto divinità indù e figure popolari. Molti monasteri presentano una entrata difesa sul lato occidentale e le celle dei monaci sono disposte attorno ad un grande cortile centrale con un'ampia veranda. Opposta all'entrata, al centro della parete orientale si trova un santuario che probabilmente ospitava immagini venerate. Si intuiscono i canali per le acque di scolo mentre restano chiarissime le scale per accedere ai piani superiori.

I monasteri di Nalanda sono numerati da 1 a 11 da Sud a Nord; si accede al complesso tra il N° 1 e il N° 4 e attraverso un ampio spiazzo si raggiunge il Tempio N°3, il più grande. Fu quasi certamente fondato da Ashoka, su costruzioni precedenti e minori e dall'alto di questo si gode una ottima panoramica del sito intero. Tornando verso Est si trovano i monasteri più importanti del complessa, cioè il N° 1, il N°1a e il N° 1b. Furono probabilmente costruiti da un re di Sumatra durante il regno del III° re della dinastia Pala, tra l'810 e 850 d.C.

Doppia fila di celle monacali nel N°5, cortile in mattoni e due serie di doppi forni nel cortile superiore del N° 6; evidenza della costruzione di tre diversi monasteri nello stesso luogo al N° 7, santuario imponente e notevole portale d'ingresso al N°8. Oltre al tempio principale e ai monasteri sono stati scavati altri 4 templi: il N°12, il N°13 e il N°14 sono posti in linea verso Nord oltre il tempio principale, N°3. Il tempio induista N°2, ad Est dei monasteri N° 7 e N° 8 e che si raggiunge percorrendo un sentiero tra i due, offre un plinto scolpito con oltre 200 pannelli che rappresentano scene di divinità indù.

 
Guida India feed

Cerca su GuidaIndia

Mappa interattiva

Free template 'Colorfall' by [ Anch ] Gorsk.net Studio. Please, don't remove this hidden copyleft!