Le colline si risvegliano PDF Stampa E-mail
L'attualità - Interni e cronaca
Giovedì 12 Giugno 2008 01:00

Dopo un intervallo durato quasi due decenni, le colline di Darjeeling risuonano nuovamente al grido indipendentista di Gorkhaland.

 

Un ennesimo sciopero ad oltranza in favore dell'indipendenza della zona di Darjeeling, nell'estremo Nord del Bengala occidentale, ha paralizzato ultimamente la vita locale e bloccato migliaia di turisti nella deliziosa cittadina himalayana. Sebbene l'idea indipendentista per le genti delle colline risalga ad oltre un secolo fa, un vero e proprio movimento si concretizzò solo nel 1979, quando il  Gorkha National Liberation Front (GNLF), capeggiato da Subhas Ghising, inaugurò la lotta armata. Dopo un decennio di agitazioni e circa 200 vittime, nel 1988 venne istituito il Darjeeling Gorkha Hill Council (DGHC), una giunta autonoma responsabile dello sviluppo economico, sociale, culturale e dell'istruzione nella zona collinare di Darjeeling.

Se all'epoca l'istituzione della giunta aveva disinnescato la crisi, l'ultima fase delle agitazioni ha ruotato attorno alla proposta di concedere lo statuto speciale all'area, ( Sixth Schedule status ) così come già stabilito per le giunte distrettuali delle zone tribali negli Stati di Assam, Meghalaya, Mizoram e Tripura. Questo avrebbe dato a Darjeeling maggiore autonomia, con poteri legislativi ed esecutivi, pur lasciando la zona ancorata allo Stato del West Bengal; ma il nuovo status è stato fortemente criticato da fazioni all'interno del Gorkha National Liberation Front, con disaccordi interni che terminarono nel 2007 in scissione.  La nuova formazione, Gorkha Janamukti Morcha, guidata da Bimal Gurung ha rispolverato allora le istanze di indipendenza, allegando che nulla al di fuori di uno Stato autonomo, il Gorkhaland, verrà accettato. Non uno Stato indipendente dall'India, intendiamoci, ma sì autonomo dal West Bengala. Questo è il quadro che fa da sfondo agli scioperi generali in corso da mesi a Darjeeling. Il partito Gorkha Janamukti Morcha, sostiene che la nuova protesta segue l’aggressione contro alcuni suoi membri compiuta nei giorni scorsi da sostenitori del Partito marxista, al governo centrale del West Bengala. Circa 50 sostenitori del Gjm avevano occupato  un’autostrada che porta nel Darjeeling, in protesta per il divieto a tenere un incontro pubblico a Naxalbari quando, secondo il segretario del partito, sono stati aggrediti “senza provocazione”. Il Gjm denuncia anche altre aggressioni, ma i militanti comunisti negano ogni partecipazione.

Le nuove agitazioni secessionistiche non fanno comunque bene all'area: quando negli Anni 80 le proteste del GNLF raggiunsero i massimi livelli, l'economia di Darjeeling, che si fonda su turismo e tè, finì allo sbando. Le proteste attuali hanno già allontanato il turismo e, se proseguiranno, anche l'industria del tè subirà gravi danni.  Tanto il turismo quanto le aste e la vendita per i raccolti di tè dipendono infatti da Kolkata e gli attivisti Gorkha non possono dunque porsi come totali antagonisti di fronte al governo del West Bengala, col quale una politica di negoziato e dialogo parrebbe assai più utile, secondo The Times of India.

Buona parte del problema attuale risiede anche nel fatto che, una volta formata la giunta autonoma, questa divenne rapidamente feudo incontrastato di Subhas Ghising, che l'ha presieduta sin dal primo giorno e fino ad oggi. Dal 2004 non sono state effettuate elezioni, mentre sono numerose le accuse di corruzione piovute sui suoi membri. Il governo del West Bengala dovrà comunque sedersi e negoziare con tutti i vari attori e partorire un accordo possibile. Questo dovrà includere non solo maggiore autonomia, ma anche maggiori responsabilità, perchè le esperienze passate hanno dimostrato che la maggiore autonomia in sè non si traduce automaticamente con miglioramenti in tema di sviluppo e buon governo. 

Storicamente, Darjeeling apparteneva al regno del Sikkim che, tuttavia, a partire dal 17° secolo ne aveva a più riprese perso il dominio. L'identità etnica dei Gorkha o Gurkha, deve il suo nome alla casata che nel 18°secolo conquistò e unificò per mano del sovrano Prithvi Narayan Shah vari principati himalayani. Si trattava però in realtà di popolazioni appartenenti a tribù delle colline di differente origine e che assunsero col tempo un'identità comune prevalentemente linguistica. Con la dominazione inglese, si ebbe un notevole aumento della migrazione Gorkha verso Darjeeling e già nel 1876 il 34% della popolazione della zona di Darjeeling era di lingua Gorkhali; dal 1961 il governo del West Bengala riconobbe il gorkhali/nepalì lingua ufficiale dei distretti collinari di Darjeeling, Kalimpong e Kurseong, a maggioranza Gorkha.

Il nome della casata e di questa popolazione, che da denominazione dell'intero regno himalayano oggi dà il nome solo a un distretto del Nepal, deriva da Guru Gorakhnath, santo mistico e guerriero vissuto in dubbia epoca medievale. Il più illustre fra i suoi discepoli fu, secondo le leggende, Bappa Rawal, mitizzato fondatore della casata di Mewar in Rajasthan e i cui discendenti a loro volta fondarono quella di Gorkha, a cui apparteneva Prithvi Narayan Shah. Il nome Nepal, adottato poi per l'intero Paese, indicava originariamente solo la valle di Kathmandu. Classificati come "razza guerriera" dal Raj britannico, i Gurkha rappresentarono una delle colonne portanti dell'eserito coloniale inglese.

 
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