La Costituzione indiana PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Cenni di Storia

Il 15 Agosto del 1947 l'India dichiarò la propria indipendenza e cominciarono i lavori dell'Assemblea Costituente per la redazione della Costituzione.

constitution-of-indiaL'Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nuova Costituzione indiana, venne presieduta da B. R. Ambedkar, sulle spalle del quale pesò gran parte dell'onere. Era questi il leader degli Intoccabili, come venivano allora chiamati, ed era stato un irriducibile avversario di Gandhi, il Padre della Nazione. Ambedkar era stato nominato Ministro della Giustizia e con i suoi colleghi effettuò un accurato studio delle Costituzioni di vari Paesi, tenendo conto anche delle tradizioni britanniche e delle decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America. La prima parte della Costituzione indiana entrò in vigore nel Novembre 1949 e le seguenti nel 1950. La festa della Repubblica, il 26 Gennaio, ricorda ogni anno la sua promulgazione.

Il risultato globale fu una Costituzione che negli intenti garantisce uguali diritti a tutti i cittadini, e che proibisce discriminazioni basate su razza, gruppo etnico, casta, religione o sesso. Venne introdotto il suffragio universale facendo così dell'elettorato indiano il più vasto al mondo, e una forma federale di governo, dove il Governo Centrale, modellato sul sistema parlamentare inglese, detiene maggiori poteri rispetto a quello dei vari Stati regionali.

Secondo quanto dichiarato nel preambolo, l'India è Una repubblica sovrana, democratica, socialista e laica e si propone di garantire a tutti i suoi cittadini 

  • Giustizia - sociale, economica e politica
  • Libertà - di pensiero, di espressione, di credo, fede e culto
  • Uguaglianza - di condizione e opportunità, e di promuovere fra tutti i cittadini la
  • Fraternità - garantendo dignità all'individuo e unità e integrità alla nazione

Dalla prima alla quarta parte, la Costituzione indiana si occupa dell'organizzazione generale dello Stato centrale e di quelli regionali, della Cittadinanza, dei Diritti fondamentali e dei Princìpi direttivi per le politiche di Stato, che regolano l'azione di governo per le politiche inerenti le questioni sociali quali il salario minimo o l'assistenza medica pubblica. Dalla quinta all'undicesima tratta in dettaglio procedure, prerogative e organizzazione degli organi amministrativi, giudiziari e politici dello Stato, a partire dal governo centrale e fino ai Panchayat, i consigli degli anziani delle zone rurali. I capitoli dodici, tredici e quattordici trattano materie economiche quali tassazione, commercio, proprietà e le loro regolamentazioni locali e in relazione allo Stato centrale. Il quindicesimo tratta il regolamento elettorale, il sedicesimo la spinosa questione della discriminazione positiva, la questione cioè delle Quote Riservate in tutti i settori per le classi svantaggiate, la diciassettesima parte si occupa di lingue ufficiali, regionali e loro uso, mentre dalla diciottesima alla ventunesima ed ultima parte si elencano le eccezioni previste a tutte le precedenti in caso di situazione straordinaria e relativi provvedimenti, oltre ad altri articoli vari, emendamenti e disposizioni transitorie.

Lo Stato indiano non ha infatti sempre rispettato gli scopi e gli intenti proclamati nel preambolo della sua Costituzione, ed è anzi accaduto che i diritti fondamentali venissero in buona parte sospesi a livello nazionale, come durante la cosiddetta Emergenza proclamata dal Primo Ministro Indira Gandhi negli Anni 70, o localmente, come in Kashmir o nel NordEst, e in tutte le altre zone e situazioni considerate di volta in volta a livello centrale come minacciose per l'unità e la stabilità della nazione.

 

La Costituzione indiana, Pdf in inglese

 

 
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