Urdu: l'altra faccia della Hindi. PDF Stampa E-mail
Gli Indiani - Usi e costumi

Quando Mahmud di Ghazni apri' la via alla conquista musulmana dell'India, porto' con se' la Zeban-e-Urdu-e-Mualla, la lingua dei suoi soldati, delle sue orde.

Zaban urdu muallaL'antica lingua iranica, indoeuropea come il Sanscrito, conobbe nella sua evoluzione storica vari stadi e derivazioni; una di queste fu il Dari di cui un dialetto, il Ghaznavi, e' ancora comunemente parlato nella corrispondente regione afghana. Quando Mahmud, di lingua Dari, invase e razzio' l'India nordoccidentale, contava però con un esercito composto in gran parte da soldati centroasiatici di lingua turca, con tutte le sue varianti tribali, e che utilizzavano tra loro una sorta di lingua franca, la Zeban-e-Urdu-e-Mualla, la lingua dell'esercito. La parola Urdu e' infatti di origine turcomanna e indicava in origine accampamento militare, esercito, e il termine ha finito così per significare nelle lingue europee una moltitudine bellicosa e barbara, un'orda appunto.

La lingua nobile dei conquistatori islamici era il Persiano, quella della loro religione l'Arabo, quella del loro esercito la Zeban-e-Urdu-e-Mualla, abbreviata in Urdu, quelle del popolo conquistato erano le varie lingue regionali, dette Bhashas, evolutesi nell'Hindustan settentrionale dal Sanscrito e il processo di fusione di tutte queste lingue diede origine al cosiddetto Hindustani. E' questo un termine coniato alla fine dell'Ottocento da un funzionario britannico, che ne studio' la grammatica e ne compilo' un dizionario. Si era sviluppato principalmente nella zona di Delhi, per poi espandersi nel resto della penisola, ma fu nelle corti del Deccan, che osteggiavano la tradizione puramente persiana del Nord, dove acquisi' ampia popolarita' e dignità letteraria, venendo impiegata anche in poesia; presto divenne anche la lingua colloquiale dei Moghul, pur convivendo con tutte le altre lingue classice e le lingue vernacolari.

Ma lo Hindustani in realta' gia' si componeva di due lingue: Hindi e Urdu. Le due lingue condividono infatti la stessa grammatica di base e la stessa percentuale di vocaboli derivanti dal Persiano, dall'Arabo e dal Turco (circa il 40 %); quello che le distingue e separa maggiormente e' la scrittura, poiche' la Hindi utilizza l'alfabeto Devanagari, mentre l'Urdu si esprime coi caratteri Nasta'liq, di derivazione araba, e naturalmente da destra a sinistra. Nella Hindi forbita e ufficiale si privilegiano i termini derivanti dal Sanscrito, come nell'Urdu quelli arabo-persiani, rendendo ad alto livello assai diverse le due lingue che invece, nel linguaggio popolare, presentano differenze molto minori.  

Per questo e' la Hindi la lingua dei films di Bollywood, dove però si privilegia l'Urdu classico ( parlato dai musulmani indiani e lingua ufficiale del Pakistan) nelle canzoni, che tanta parte hanno nel successo di una produzione, comunque comprensibili per la stragrande maggioranza dei cittadini di entrambe le lingue. Con l'avvento di Internet si é poi diffuso una sorta di Urdu/Hindi translitterato ai caratteri latini, che rende immediatamente comprensibile ogni sito, messaggio o scritto online ad un enorme pubblico, che comprende anche gli emigrati di seconda generazione nei 5 continenti, che generalmente conoscono solo la lingua parlata.  

Come detto, le canzoni dei film bollywoodiani sono spesso in Urdu classico, poiche' questa lingua e' considerata una delle piu' belle e musicali del mondo. La forma poetica piu' rappresentativa e nota e' il Ghazal, amata e cantata dagli appartenenti ad ogni religione dell'Asia meridionale. Si trattava in origine di una sequenza di strofe in rima indipendenti, ognuna di due versi, il secondo dei quali deve sempre terminare con la stessa parola e che seguono tutte lo stesso metro, che consta di 19 varianti. Oggi e' però una forma stilistica prioritariamente utilizzata per la composizione di Na't, odi religiose in onore del Profeta Maometto.

 

 
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