Dopo Le Corbusier PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Arte e architettura

Quando il francese Le Corbusier (1887-1965 ) approdò in India, nel 1951, portò un vero terremoto nell'architettura indiana, che solo ora comincia a ritrovare la propria identità.

Parlamento e segretariato del Punjab, ChandigarhLe Corbusier aveva già 64 anni, quando giunse in India su invito del governo del Punjab, ed era reputato un artista brillante, sebbene controverso: architetto, pittore, scultore e scrittore.

All'ora dell'indipendenza indiana, il territorio dello Stato del Punjab era stato diviso in due e l'antica capitale, Lahore, era passata sotto la giurisdizione del neonato Pakistan. I lavori per la nuova capitale Chandigarh, prima città voluta dall'India indipendente, la cui progettazione ed edificazione gli venne commissionata dal governo, ebbero inizio nel 1952 e con l'ausilio di Maxwell Fry e Jane Drew vennero completati dieci anni dopo.

Villa Sarabai AhmedabadLe Corbusier era rimasto impressionato dalla grandiosità della Delhi britannica e imperiale di Lutyens e dalle forme astratte degli Jantar Mantar, gli enormi osservatori astronomici fatti costruire dal maharajah Jai Singh II di Jaipur nel XVIII secolo. Qualcosa filtrò nei radicali progetti per Chandigar, in cui utilizzò però prevalentemente il suo sistema modulare, i brise-soleil (frangisole) e ove il nudo cemento vi fece la parte del leone.

Una simile, totale rottura con lo stile locale fu allora benvenuta, giacchè pareva consona alle ambizioni e agli ideali della Nuova India e Le Corbusier ricevette infatti numerose commesse anche da privati, amanti dell'architettura moderna, come ad Ahmedabad, in Gujarat, dove sempre negli Anni 50 costruì il Palazzo Shodhan, le ville di Manorama Sarabhai e la sede della Mill Owners Association. Un vivaio di giovani architetti indiani assorbì allora la sua linfa, mentre per tutto il Paese spuntavano anonimi palazzi in calcestruzzo.

museo Jawahar Kala Kendra, JaipurDue notevoli eccezioni furono Balkrishna V. Doshi e Charles Correa. Entrambi crearono presto edifici ad Ahmedabad, tra cui la Tagore Memorial Hall, di Doshi, 1971, e il museo del Sabarmati Ashram, di Correa, 1963, ma le altre strutture pubbliche progettate in seguito da Correa, fra cui complessi museali a Panaji, capitale di Goa, a Bhopal, capitale del Madhya Pradesh e, più recentemente, a Jaipur, capitale del Rajasthan, mostrano un ritorno alla tradizione indiana, seppur con interpretazioni moderne.
Il progetto di Jaipur è il Museo Jawahar Kala Kendra, uno degli svariati, importanti edifici che si uniformano a una nuova e altrettanto benvenuta svolta: come scrisse qualcuno, "l'architettura indiana sta ricominciando a ritrovare la propria strada".

 VastuPurusha MandalaIl nuovo movimento ispiratore, abbandonata la filosofia occidentale, tornò infatti ad un antico concetto indù, il mandala, rappresentazione dell'universo che può essere utilizzata come base matematica per l'architettura.

Correa, in particolare, adotta il mandala formato da nove quadrati, l'antico VastuPurusha Mandala, basato sulla figura umana e origine della planimetria dei templi indiani; gli Indù attribuiscono al nove un potere spirituale, che può mettere in comunicazione l'uomo con l'universo, come si evince per esempio anche dai Nove Rasa, le nove emozioni basiche che tradizionalmente connotano i Raga nella musica classica hindustani.
 
Un altro pregnante esempio di un'architettura che guarda alle proprie radici in cerca d'ispirazione è l'Ambasciata del Belgio a New Delhi, di Satish Gujral. Come Correa, anche Gurjal, pittore prima che architetto, si rivolge al mandala, ma trae ispirazione anche dagli antichi mausolei di Delhi: i maestosi archi in muratura, le cupole e l'accostamento di mattoni e granito. L'intero edificio dell'ambasciata si trova in un grande giardino al di sotto del livello stradale, rieccheggiando la tomba-giardino di Humayun, dalle influenze persiane. Le opere menzionate, realizzate a Jaipur e a Delhi, appaiono di stile contemporaneo, ma intonate al fastoso concerto della cultura indiana, mostrando una propria identità regionale: oggi lavora in India un numero crescente di architetti orientati in questa direzione.

 

Fonte: India, guida Traveller, National Geographic

 

 
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