I Sudra nell'antichità Stampa
Gli Indiani - Caste, tribù e minoranze

Nati, o piuttosto rinati, per servire le altre tre classi, i Sudra erano - e sono - soggetti ad una nettissima inferiorità sociale e religiosa.

La casta dei Sudra, la quarta prevista dal Dharma, considerata impura e definita come la classe servile, in epoca vedica ha certamente incluso parte degli aborigeni di pelle scura vinti dagli Arya, ai quali si aggiunsero anche Arya di condizione modesta o decaduti per ragioni diverse, principalmente - si suppone - a seguito di unioni matrimoniali, di nascite, di abitudini alimentari o professioni considerate impure e non conformi alla stretta normativa che regola tutti gli aspetti della vita delle prime 3 caste. Non si trattava però di una classe omogenea, giacchè vedeva al suo interno un'ulteriore suddivisione, tra i non esclusi e gli esclusi: nella pratica, apparentemente quest'ultimi non si differenziavano granchè dai fuoricasta, tutti coloro cioè che il sistema castale non prendeva nemmeno in considerazione, percependoli come portatori di una condizione subumana.

Nonostante tutto i Sudra fanno invece parte del Dharma a pieno titolo e grazie a ciò fruivano della possibilità di ricorrere alla giustizia, di studiare eventualmente i testi annessi ai Veda, come i Purana e i Tantra - ma non i Veda propriamente detti - e di assistere a riti religiosi, ancorchè solo privati. I loro doveri erano tuttavia molto pesanti, poichè non potevano sottrarsi allo stato servile in cui li aveva posti la loro nascita, secondo la tradizione certamente causata da un gran numero di atti malvagi - cioè impuri o d'insubordinazione - compiuti nelle vite precedenti. Non vi era possibilità dunque di migliorare la propria situazione durante il corso della vita presente, giacchè era proprio lo scrupoloso adempimento dei doveri di servitù e obbedienza verso le caste più alte l'unico mezzo concepito per poter aspirare a una migliore rinascita futura.

Le informazioni sulla composizione di questa casta nell'antichità sono scarse, ma sembra comprendesse servitù, lavoratori salariati, subordinati di ogni genere e modesti artigiani. La loro esistenza tuttavia non sempre era insopportabile e alcuni lavoravano per ricchi commercianti o proprietari terrieri ricevendo a cambio salario e alloggio, rimanendo sovente legati di padre in figlio alla stessa famiglia per generazioni. In questo caso però la loro intrinseca indegnità li obbligava a mangiare solo i resti della tavola del padrone, a vestire i suoi abiti smessi e a servirsi solo dei suoi oggetti scartati. Relativamente tutelati dal punto di vista lavorativo, potevano esigere dal loro signore il rispetto degli eventuali contratti stipulati, i loro guadagni venivano sottoposti a modeste imposte ed erano tenuti a prestare anche servizio alla comunità di residenza, fornendo alla stessa almeno un paio di giorni al mese di lavoro gratuito.