Il Dhrupad Stampa
L'Arte, la storia e la cultura - Musica

Il Dhrupad era in origine un canto legato esclusivamente al culto e ai templi e solo a partire dal XIII° secolo iniziò a risuonare anche nelle corti, probabilmente a cominciare da quella di Gwalior 

Il Dhrupad è una forma solenne e austera di musica classica hindustani, rimasta più o meno invariata nel corso dei secoli. Aderisce strettamente alla grammatica e alla teoria della musica colta tradizionale indiana, della quale è considerata la forma più pura e antica. Nelle sue composizioni, lente e fortemente strutturate, i testi sono tanto importanti quanto la musica che li accompagna, trattandosi generalmente di brani e poemi devozionali cantati in onore di dei o sovrani. Nel Dhrupad sono utilizzati prevalentemente tre Rasa - i nove sentimenti che portano all'emozione - il Veer, lo Shanta e lo Shringara.

Per una resa efficace di questa forma, è determinante possedere una voce forte ed espressiva, come ben esprime il detto popolare "Lascia che sia un uomo dalla forza di cinque bufali a cantare il Dhrupad", così come il dominio acquisito di corretta articolazione dei suoni secondo uno schema di fraseggio ben definito, come indicato dall'origine del termine stesso da cui il Dhrupad prende nome: dhruvapada, dove dhruva significa strutturato o fissato, e pada indica il metro poetico. 

Il Dhrupad viene accompagnato solitamente dal Pakhawaj, dal Tanpura, sorta di liuto bordone o dalla Rudra vina, oggi però spesso sostituita dal Sitar Basso o Surbahar. Il Pakhawaj, doppio tamburo risalente alla più remota antichità, ha un suono grave che ben si combina allo stile malinconico di questa forma musicale, mentre la Rudra vina è uno strumento a pizzico composto da un lungo corpo centrale-tastiera e da due grandi zucche sottostanti come casse di risonanza.

Una composizione tipica, chiamata Bandish, comprende quattro parti principali, dette tuk: 

  • Sthay, la prima parte di molte composizioni che viene cantata con toni crescenti. Lo sthayi è la linea di base della composizione e viene ripetuto più volte durante l'esecuzione. Vari tipi di ornamenti come i tan, costituiti da una rapida successione di note, vengono eseguiti in sthayi e antara
  • Antara, dal termine antar che significa differenza, si riferisce alla seconda parte di una composizione. A volte possono esserci più antara in una composizione.
  • Sanchari, o che si sposta liberamente, è la terza parte o tuk di una composizione dhrupad. È la parte in cui l'esecutore ha un certo margine di libertà.
  • Abhoga, l'ultima delle quattro parti o tuk, significa completamento; viene cantata alla fine della composizione. Per convenzione contiene in genere il nome del compositore o del suo mecenate.

Al giorno d'oggi, quasi tutte le composizioni includono solamente sthayi e antara, ma generalmente un Dhrupad è preceduto da un Alap, invocazione, seguito da un Bandish che in pratica a partire da un tempo lento si trasforma gradualmente in uno più veloce. Il Dhrupad può essere eseguito secondo quasi tutti i raga tradizionali, mentre i tala, i ritmi, più utilizzati sono il chautala di 12 battute, il dhamar, 5+5+4 battute, il soolfakta di 7 battute e il  jhaptala di 2+3+2+3 battute.

Il Meend, importante ornamento musicale - come dire l'esecuzione continua e ininterrotta di note scivolate che passano da una all'altra - gioca un ruolo essenziale nel Dhrupad, anche nel caso che i tan e gli altri abbellimenti siano completamente assenti o usati con molta parsimonia. Ogni swara è caratterizzato individualmente ed è ripetuto enfaticamente. La lingua utilizzata nei testi dei dhrupad in origine era solo il Sanscrito, spesso sostituito oggi dal Braj Bhasha, dialetto parlato nella zona di Mathura, in Uttar Pradesh, ma vengono utilizzate anche il Punjabi, il Rajasthani, il Bengali e l'Urdu.

Esistono poi quattro famiglie principali e differenti di Dhrupad, dette bani - da vaach, termine che significa massima, citazione, e si riferisce alle massime di santi e saggi poste in musica - e sono: Nauhar Bani, Gudiya Govarhar Bani, Khandar Bani e il Dagar Bani. Il Nauhar Bani è caratterizzato da un abbondante uso di abbellimenti; il Gudiya Govarhar Bani da lente e ripetute progressioni; il Khandar Bani, che si basa sull'utilizzo di gamaka, una modulazione ornamentale sulla nota, e il Dagar Bani, che è il più decorativo dei quattro, a causa dei ritmi incrociati che utilizza.

La lunga storia del Dhrupad, secondo la tradizione codificato nella sua forma classica alla corte di Gwalior, in Madhya Pradesh, a partire dal XIII secolo, ha dato origine nel tempo a molte altre forme musicali. Una di queste, il Dhammar, è cantata in genere subito dopo il Dhrupad stesso. Basato sullo specifico ritmo chiamato tala dhammar, viene interpretato di solito in onore di Krishna e in occasione di particolari festività religiose, quali Janamasthami, Ramnavami o Holi, ed è sempre dal Dhrupad che ha avuto origine anche il Khayal, una delle più popolari forme di canto dell'epoca moderna.