| Sati: il suicidio delle vedove |
|
| Le religioni e i riti - I riti |
|
Illegale dal 1829, sporadici casi di Sati si verificano ancora nei villaggi dell'India settentrionale.
E' probabile che la risposta stia nell'insieme di tutte queste tracce, poichè era certamente usanza delle tribù centroasiatiche il sacrificio di tutti i beni di un nobile defunto: carri, servi, cavalli e spose comprese. E' certo che la condizione di vedova in India è a tutt'oggi altamente discriminante e forse in passato il suicidio era preferibile all' emarginazione totale dalla famiglia. Questa si deve in gran parte all' idea che indica nella devozione e nella buona disposizione verso il marito il cammino necessario alle donne per la santità, e che dunque porta a considerare la vita delle stesse, in mancanza dello sposo, senza senso nè utilità. Si crede poi che la moglie che si sottopone alla Sati sarà per sempre, vita dopo vita, unita allo sposo defunto. La Sati era una scelta in gran parte obbligatoria, e si conoscono casi di bambine costrette al suicidio a causa dei matrimoni infantili. La sposa veniva legata alla pira del marito e i parenti gettavano su di lei burro chiarificato e legna secca prima di dar fuoco al tutto.
La storia medievale indiana è costellata da una sorta di Sati di gruppo, detto Jauhuar a cui si sottoponevano volontariamente le dame Rajput in epoca di guerra, per sottrarsi alla condizione di schiave e salvaguardare così l'onore proprio e dei loro mariti sconfitti in battaglia. Nelle fortezze del Rajasthan troverete scolpite sui bastioni delle piccole mani: ogni mano una donna suicida, ed è tutto ciò che resta in ricordo di quelle orgogliose dame. Nel 1987 il caso di Roop Kanwar, una ragazza di 17 anni che si suicidò sulla pira del marito in abiti nuziali, scosse l'India con un duro dibattito. La ragazza aveva guidato il corteo funebre e si era seduta sulla pira con in grembo il capo del marito morto. La famiglia aveva acceso il fuoco di fronte a centinaia di spettatori e al termine aveva offerto alle ormai migliaia di presenti un banchetto in onore della nuova Sati Mata.
|