La rivolta dei Sepoy Stampa
L'Arte, la storia e la cultura - Cenni di Storia

Quella che gli Inglesi definirono la Rivolta dei Sepoy, oggi tende a venir indicata in India come la Prima Guerra d'Indipendenza

1857 L'India britannicaFu il tentativo di ribellione contro il raj della Compagnia delle Indie orientali e di restaurare il governo dell'ultimo ininfluente imperatore moghul, Bahadur Shah. Ma il tentativo fallì primariamente per la mancanza di unità tra i resistenti e la assenza di una reale leadership fra questi e conseguentemente per la violenza della risposta britannica. La rivolta segnò la definitiva fine del già agonizzante impero Moghul e consegnò l'India a un secolo di  colonizzazione imperiale britannica.

La scintilla che fece esplodere la rivolta fu notoriamente la fornitura di nuove armi per l'esercito, da caricarsi con munizioni rese impermeabili con grasso di animale. Le cartucce di polvere da sparo dovevano essere letteralmente morse per svuotarne il contenuto e poi pressarlo all'interno dei nuovi fucili, prima di inserirvi la palla.

I Sepoy - voce di origine persiana che indicava i soldati semplici indiani - arruolati nell'esercito della Compagnia delle Indie Orientali e di origine tanto indù quanto musulmana si ribellarono all'idea di avere a che fare con grasso di vacca o di maiale, contatto proibito dalle rispettive religioni e diedero voce a un certo malcontento che già serpeggiava tra le fila a causa di tentativi più o meno forzati di conversioni delle truppe da parte degli evangelizzatori britannici.

La ribellione scattò il 9 maggio 1857 a Meerut, a Nord di Delhi, quando 85 militari del III reggimento dei Cavalieri del Bengala si rifiutarono di utilizzare le discusse munizioni. Vennero imprigionati e condannati a 10 anni di lavori forzati. L'XI e il XX reggimento dello stesso corpo si riunirono il giorno seguente, disattesero gli ordini degli ufficiali, liberarono i compagni del III reggimento e si abbandonarono a violenze verso gli Europei. La rivolta era cominciata.

Bahadur-Shah-in-esilioI nativi indiani costituivano circa il 96% dell'esercito britannico, forte di 300.000 uomini, e la ribellione si diffuse rapidamente, sostenuta dagli Zamindar, i proprietari terrieri, e dalla nobiltà che temevano una riforma agraria prospettata dai britannici, oltre alla continua politica di annessione dei vari principati indipendenti posta in atto dal Governatore inglese, Lord Dalhousie e dal suo successore, Lord Canning. Bahadur Shah II, deposto erede dell'Impero moghul, venne acclamato dal popolo come leader della resistenza, coniò monete con la sua effige e il suo nome venne indicato nella preghiera del Venerdì nelle Moschee.

L'8 di Giugno un'armata di rinforzo dell'esercito britannico sconfisse gli insorti a Badli Sari, guadagnando una posizione dominante sulla città di Delhi. Con l'arrivo di ulteriori forze inglesi e dopo sei giorni di battaglie in città, Delhi venne liberata dagli insorti che ne assediavano le guarnigioni britanniche e Bahadur Shah venne catturato e poi esiliato a Rangoon, Burma, e i suoi due figli giustiziati. Il Comandante inglese, Sir Colin Campbell, poteva contare sulla lealtà delle truppe Sikh e Pathan del Punjab e della Frontiera nord-occidentale e di quelle dei Gurkha del Nepal, ma temeva che nuovi fuochi di ribellione potessero accendersi in India centrale e meridionale; per prevenirli mobilitò l'esercito d'istanza a Madras e a Bombay.

rivolta dei sepoy-  foto di Felice Beato

La rivolta si era ormai allargata da Kampur a Lucknow. Kampur, Cawnpore, a 250 miglia sud-est di Delhi, era caduta sotto il controllo dei ribelli il 28 Giugno e questi avevano infierito violentemente sui civili inglesi; venne riconquistata dalle truppe britanniche, che a loro volta risposero con un massacro, il 16 Luglio; nel frattempo Lucknow, a 45 miglia nord-ovest di Delhi, era stata immediatamente posta sotto assedio dagli insorti, i quali vennero sconfitti dalle truppe di Henry Havelock il 25 settembre, dopo numerose epiche battaglie e cinque giorni dopo la riconquista definitiva di Delhi, l'altro centro nevralgico della rivolta. Tuttavia le forze di Havelock non furono sufficienti a sradicare gli ultimi focolai a Lucknow: i civili della città vennero evacuati e la città posta sotto assedio dal 9 al 16 Marzo 1858, quando i ribelli si arresero alle soverchianti forze inglesi. L'atto finale della rivolta si svolse in India centrale, agitata da gruppi di ribelli guidati dal generale maratha Tatya Tope.

La sua cattura ed esecuzione, nell'Aprile del 1859, posero fine alle velleità degli ultimi insorti, orfani di un leader che li capitanasse. Nell' Agosto del 1858 la Corona inglese assunse il controllo dell'India dalle mani dellla Compagnia delle Indie Orientali e nel 1876 la regina Vittoria venne incoronata Imperatrice d'India.

Un acceso dibattito tra gli storici indiani ruota intorno alla definizione di Prima Guerra d'Indipendenza della rivolta, da alcuni considerato inappropriato, a causa della mancanza di un reale sentimento nazionalista indiano e di un'unità di intenti tra i ribelli di allora.

Ma verso la fine del secolo e a partire dalla Rivolta dei Sepoy, è certo che una nuova generazione di Indiani istruiti cominciò a riunirsi dando vita ad organizzazioni politiche e intellettuali. Nel 1885 nacque l'Indian National Congress, che radunò a Bombay le principali figure della cultura del Paese, che cominciarono a codificare le ragioni del malcontento e a formulare ipotesi concrete di libertà e autodeterminazione.